venerdì 14 aprile 2017

L'Italia di Magnum, da CAMERA le immagini di 70 anni italiani

C'è ancora un mese di tempo, chiuderà il 21 maggio 2017, per visitare L'Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, la bella mostra organizzata da CAMERA, in via delle Rosine 18, per celebrare i 70 anni della celebre agenzia fotografica. Oltre 200 fotografie, scattate da alcuni dei più prestigiosi fotografi di Magnum, da Robert Capa e Henri Cartier-Bresson, fino a Fernando Scianna e Alex Majoli, raccontano la storia del nostro Paese negli ultimi 70 anni.


La bella idea di dividere le fotografie per decenni rende ancora più visibile l'evoluzione dell'Italia, dagli anni 30 fascisti a questi primi confusi decenni del XXI secolo. Robert Capa racconta le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, con immagini impressionanti di Agrigento, e, nello stesso decennio, David Seymour fotografa i volti sorpresi ed estatici di chi ammira la Cappella Sistina (solo i volti, senza vedere l'oggetto della meraviglia, così da rendere ancora più intense quelle emozioni); gli anni 50, affidati a Elliott Erwitt, Herbert List e René Burri raccontano la ripresa economica, con i miti di Cinecittà e le reazioni alla mostra di Picasso, a Milano. Poi, siamo già in anni più vicini e riconoscibili, la vittoria di Cassius Clay alle Olimpiadi di Roma, i vitelloni sulle spiagge romagnole, i funerali di Palmiro Togliatti, che testimoniano la forza del Partito Comunista Italiano e la passione politica del decennio. La legge Basaglia e i grandi NO al referendum sul divorzio fanno pensare ai nostri anni e al valore che avevano i no, negli anni 70, rispetto a quelli di oggi. Gli anni 80 arrivano con un'esplosione di colori, con i primi accenni di multimedialità e con l'ascesa di Silvio Berlusconi, con le immagini delle vacanze al mare, diritto acquisito di tutti. Gli anni 90 e Duemila sono raccontati da Alex Majoli, Thomas Dworzak, Peter Marlow e Chris Steele-Perkins, con i colori, le contraddizioni e i simboli del nostro tempo.


L'Italia di Magnum è una mostra emozionante non solo per le immagini e l'evoluzione della fotografia, ma anche per la possibilità di riconoscerci e di riconoscere il nostro Paese, di scoprire quanto in pochi decenni abbia saputo trasformarsi in una delle grandi potenze mondiali e quanto sappia esser grande, nell'affrontare le sfide che lo aspettano, quando è unito e compatto. È un'Italia guardata con gli occhi stranieri, che, soprattutto negli anni del dopoguerra, non resistono a immortalare i cliché, la povertà e la voglia di vivere, nonostante tutto. Sono belli il rigore del racconto, la scelta degli argomenti per rappresentare il Paese e la sua evoluzione, si sentono orgoglio e dispiacere, si sente che il futuro è lì, che ci aspetta, nonostante le mafie, le corruzioni, le contraddizioni (perché sappiamo trasformare il made in Italy in un marchio mondiale, perché abbiamo simboli culturali potentissimi, perché lo sguardo del fotografo straniero continua a essere affascinato). Se una pecca c'è in questa mostra da non perdere è che racconta l'Italia solo con occhi maschili: magari è una forma mentis, magari siamo in anni in cui guardando una fotografia si nota immediatamente la presenza/assenza delle donne, ma, arrivata al fondo del percorso, ripensando al nome dei fotografi presenti, mi è venuto automatico pensare "nessuna donna, peccato, chissà cosa avrebbe raccontato di noi".


L'Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin è da CAMERA, in via delle Rosine 18, fino al 21 maggio 2017. L'orario di apertura è lunedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica ore 11-19; giovedì ore 11-21; martedì chiuso. Biglietto d'ingresso, 10 euro, ridotto 6 euro (under 26 anni, over 70), gratuito con Abbonamento Musei.


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