giovedì 17 gennaio 2013

La nuova Stazione di Porta Susa di Torino: una galleria fotovoltaica ispirata al XIX secolo

79 milioni di euro di investimenti, sette anni di lavoro, 386 metri di lunghezza, 30 di larghezza sottolineati da una spettacolare galleria di vetro e, possiamo dirlo, la più bella stazione ferroviaria costruita in Italia negli ultimi anni. E' la Stazione dell'Alta Velocità di Porta Susa, che nei progetti delle Ferrovie dello Stato diventerà nei prossimi anni la stazione più importante di Torino.
E possiamo continuare con i numeri impressionanti: per realizzare la nuova Porta Susa sono stati necessari 3.000 tonnellate di acciaio e 19.400 metri quadri di vetrate esterne; la stazione occupa 37.000 mq, di cui 8.000 per i servizi tecnici, 7.700 per le aree commerciali e 13.000 per i movimenti.
La stazione, progettata dai francesi di Arep, con la collaborazione di Silvio d'Ascia e Agostino Magnaghi si presenta come una lunga galleria di 386 metri (la lunghezza di un Frecciarossa) dalla copertura trasparente, con fotovoltaico perfettamente inserito nella struttura. Si tratta, spiega il Gruppo FS nella sua pagina web, di una "pelle vetrata" di circa 15mila mq, "quasi interamente equipaggiata di celle fotovoltaiche monocristalline posizionate tra i due strati delle lastre di vetro della copertura. Esse fungono da schermo frangi-sole di densità variabile crescente dal basso verso il colmo della copertura e contribuiscono al comfort ambientale interno in estate (produzione di energia: 680.000 KWh/anno)". In questo modo la galleria è rinfrescata in modo naturale "dal volume interrato dei binari, che permette la creazione di moti convettivi naturali d'aria risalente dal basso del volume ferroviario all’alto della copertura vetrata".
Il fotovoltaico nella copertura vetrata è una delle novità che rendono la Stazione torinese un edificio d'avanguardia: "A suo tempo, mi fu detto che il progetto di una galleria vetrata di 400 metri, con il fotovoltaico in copertura, era un'utopia per l'Italia. Ci abbiamo creduto tutti, dai progettisti ai tecnici, a Rfi. Grazie anche al contributo determinante delle imprese (per ultime) in campo, capeggiate dalla Cesi, siamo contenti di poter dare a Torino e all'Italia una stazione bella e all'avanguardia" ha detto uno dei suoi architetti, Silvio D'Ascia.
La galleria vetrata è sostenuta da 106 arconi, tutti diversi dagli altri, e dà accesso su un lato ai binari, che si trovano al piano inferiore, dall'altro alla sfilata di negozi e servizi, che si trovano disposti su due piani, collegati tra loro da passerelle trasparenti e scale mobili; l'accesso all'esterno avviene sui due lati corti e, con ritmo cadenzato, sul lato lungo disposto su corso Bolzano. La funzione della galleria, che unisce trasporti e commercio è evidente: "E' un luogo d'aggregazione, un passage urbano, prima che stazione". E infatti non è raro vedere i torinesi che si incontrano e passeggiano in questa nuova galleria vetrata, che richiama in modo dichiarato le grandi gallerie urbane del XIX secolo e le hall delle prime stazioni ferroviarie di quella stessa epoca.
Un altro dei meriti della nuova Porta Susa è che, nonostante la modernità della struttura e le scelte d'avanguardia della sua costruzione, ha un impatto ambientale sostenibile: rispetta l'intorno, non impone la propria presenza, che però non passa inosservata, e si fa apprezzare anche per questo. 
Alcune immagini della Stazione di Porta Susa; belle gallerie fotografiche su repubblica.it e lastampa.it













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