martedì 21 maggio 2013

I segreti della Spedizione Vegetale di Nantes, atterrata in piazza Castello, a Torino

Per due giorni, durante lo scorso weekend, Torino è stata centro delle operazioni dell'Expédition Végétale, un esperimento scientifico-divulgativo di Nantes, Capitale Europea del Verde 2013. Chi è passato per piazza Castello nei giorni scorsi, avrà notato una sorta di astronave, circondata da piccoli palloni aerostatici, una tenda militare e numerose piante. Poche spiegazioni per i curiosi, essendo il personale di lingua francese, poco materiale divulgativo in italiano, ma una ricerca su Internet ha chiarito le idee. La Expédition Végétale dell'astronave Aéroflorale II è una sorta di "spedizione scientifico-teatrale, inserita nell’ambito di un più vasto programma di eventi per coinvolgere i cittadini e i partner europei nella promozione di una maggiore attenzione all'ambiente, per il miglioramento generale della qualità della vita" spiega il sito del Comune di Torino. Aéroflorale, l'astronave della spedizione, che incuriosisce grazie ai palloni aerostatici, è "un'installazione artistico-scientifica ideata e progettata dalla compagnia La Machine di Nantes: una vera e propria serra volante che viaggia per il mondo collezionando i vegetali più diversi, al fine di svelare agli abitanti delle città che l’accolgono l’incredibile patrimonio della biodiversità".
A Torino sono stati consegnati alla spedizione una quarantina di alberi d'alto fusto tra cui una collezione di meli, platani allevati nella caratteristica forma detta a candelabro, ciliegi; oltre 400 arbusti tra cui lavanda, cornus in varietà, photinia, mahonia; 250 piante tropicali, alcune delle quali note come piante d’appartamento come ad esempio i Ficus in varietà, oppure piante esemplari come banani e kentie di grandi dimensioni; 700 piante stagionali da fioritura estiva, rappresentative delle varietà che abitualmente vengono impiegate per l’allestimento delle aiuole fiorite cittadine; circa 100 piante orticole".
I vigneti che si sono visti in piazza Castello, hanno avuto lo scopo di riprodurre "un panorama tipicamente agricolo che ha caratterizzato per molti secoli il panorama piemontese: i vigneti maritati". La coltivazione della vite maritata, spiega ancora il sito del Comune "è una tecnica antica, risalente all'epoca degli Etruschi, che consentiva di moltiplicare il raccolto "senza occupare spazio". Le viti venivano infatti legate ad alberi disposti in filari consentendo così di sviluppare i loro rami lungo funi legate tra i vari alberi. Purtroppo questa forma di allevamento, che ha molto contribuito ad aumentare la biodiversità locale, è al giorno d'oggi molto rara da ritrovare nel paesaggio agricolo piemontese e merita quindi di essere menzionata. Non mancano documentazioni di vario genere, raffigurazioni grafiche e testi letterari, che descrivono, in Piemonte, la vite maritata al gelso bianco (Morus alba), albero a sua volta coltivato poiché la sua vegetazione veniva impiegata come nutrimento per l'allevamento del baco da seta".
La Expédition Végétale ha visitato Torino nell'ambito del progetto Torino Incontra la Francia.






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