sabato 15 marzo 2014

La Cartiera, La Torinese, i giardini pensili: la Torino che sorprende in zona San Donato

Avete notato che se passeggiate per Torino con una macchina fotografica in mano, la trovate più bella, trovate dettagli architettonici e prospettive che altrimenti vi sarebbero sfuggiti, fate maggiore attenzione ai colori e alle luci dei giardini e dei negozi? Qualche giorno fa, mi sono trovata casualmente a passeggiare per le vie che dalla Dora portano verso corso Regina Margherita, nel Quartiere San Donato, dietro il Centro Commerciale Parco Dora di via Livorno. Avevo una tarda mattinata e una macchina fotografica.
E ho scoperto questo piccolo reticolo di strade, che sale verso corso Regina Margherita. Ci sono architetture del primo Novecento, con i loro edifici da reddito, mescolate ad architetture più moderne e sorprendenti, con inaspettati tocchi di rosso, che meravigliano e riportano alla memoria certe invenzioni berlinesi di Aldo Rossi. In via Sondrio c'è un curioso edificio moderno, di aspetto piuttosto signorile, che sembra un serpente sinuoso affacciato sulla Dora, in contrasto con tutte le altre architetture adiacenti, fedeli agli isolati ortogonali torinesi: ma la sorpresa più grande quest'edificio la presenta sulle sue terrazze, con grandi giardini pensili, che guardano verso il fiume e aumentano il sollievo verde del passante, strappandogli anche un sorriso incuriosito.
E' la curiosità che in via Fossano spinge a inoltrarsi dietro l'arco che conclude la prospettiva di via Arezzo. Si entra così nella Cartiera, un bello spazio polivalente gestito da sei associazioni giovanili, in cui si possono seguire corsi e laboratori di vario genere, iniziative culturali e varie attività sportive e per il tempo libero. C'è anche un piccolo anfiteatro all'aperto, in cui è possibile seguire gli spettacoli organizzati dalle associazioni. La Cartiera ha una lunga storia, che risale addirittura alla prima industrializzazione, quando Torino e le sue mura erano piuttosto lontane. Qui, nel Settecento, approfittando della presenza di un canale, che attraversava Torino e poi arrivava fino alla Pellerina, venne costruita una fabbrica di maiolica, rimasta attiva per circa un secolo e, a metà del XIX secolo, trasformata, con varie ristrutturazioni, in una fabbrica di lime e di raspe. Quest'ultima attività chiuse nel 1956, quando l'espansione di Torino era ormai arrivata ai suoi confini.
La struttura venne allora utilizzata come sede di raccolta e deposito della Cartiera di San Cesario e fu anche protagonista di una scena di Torino nera, film di Carlo Lizzani, interpretato da Bud Spencer; negli anni 70 ancora un'attività legata alla carta con Cartimbal. Negli anni 90 la vocazione industriale venne abbandonata definitivamente: il Comune di Torino acquistò il complesso e lo trasformò in uno spazio polifunzionale. Oggi nell'ala sinistra si trova un asilo, con un delizioso giardino all'interno del cortile, mentre sul lato destro della struttura c'è il centro giovanile polifunzionale che dà il nome a tutto il complesso e ricorda il passato: la Cartiera.
Sulla stessa via Fossano, poco più avanti, c'è la scuola elementare De Filippo, ospitata in un bell'edificio di laterizi, con grandi finestroni novecenteschi, che a prima vista ricordano certe facciate berlinesi, causa austerità e ritmo delle aperture.
Ma uno degli spazi imperdibili del piccolo quartiere è La Torinese, l'antica fabbrica che in certe mattinate di primavera inonda l'aria di dolci profumi. E' uno dei marchi dolciari più antichi di Torino, con una produzione ancora artigianale di panettoni, colombe, biscotti. Entrare nel suo negozio, il Golosone, in via Avellino 8, permette di scoprire quanto la tradizione, la modernità e la qualità possano convivere e offrire autentiche golosità. Adesso nei laboratori fervono i preparativi per la Pasqua e presto arriveranno nel negozio le colombe e le uova di cioccolato. E che sia realizzato tutto con cura artigianale lo rivela una commessa, spiegando che le uova vengono incartate a mano, una a una.
Ci sono diversi bar e molte saracinesche abbassate, percorrendo le strade che salgono verso corso Regina Margherita e cercando prospettive, tra palazzi da reddito, nuove costruzioni e alberi in fiore. La crisi economica colpisce ovunque, a Torino, e il turn over degli esercizi commerciali, quando non si tratta di saracinesche abbassate, è impressionante anche qui. Poi si raggiunge su corso Regina Margherita e il 16 sta arrivando.



 

  

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