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giovedì 10 aprile 2014

Alla GAM il Ragazzo morso dal ramarro di Caravaggio incontra Ettore Spalletti

Ai Musei torinesi piacciono gli incontri insoliti e inaspettati, tra epoche e artisti lontani. Ha iniziato la Galleria d'Arte Moderna, come ricorda nel suo sito: "Negli ultimi cinque anni ha visto accostati L'Igloo di Mario Merz ad Aprile di Fontanesi, Giorgio Morandi e Fausto Melotti, la Saffo di Canova e l'opera di  Marina Abramovic, fino alla recente “ospitata” di Bagnante al sole (Arianna abbandonata) di De Chirico all'interno dell'esposizione dedicata a Renoir, e al Fontanesi tuttora esposto nella mostra dedicata a Omar Galliani".
Ha continuato Palazzo Madama, proponendo il magico incontro (ancora in corso), tra Artemisia Gentileschi e la sua Santa Caterina, prestata dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, con la Santa Caterina già attribuita a Bassante, con cui condivide le atmosfere caravaggesche. 
La palla torna adesso alla Galleria d'Arte Moderna, che nella sua sede di via Magenta 31, offre un altro regalo, ancora una volta in collaborazione con Firenze (vedete com'è fruttifero 'unirsi invece di competere', come recitava uno degli slogan più cari alla #MuseumWeek, su Twitter: con la Fondazione Musei, che riunisce cinque Musei civici cittadini, sono arrivate queste prestigiose collaborazioni fiorentine, a rendere Torino città in cui la cultura si interroga).
Da oggi i visitatori possono ammirare il Ragazzo morso da ramarro di Caravaggio, uno dei suoi quadri più celebri, prestato dalla Fondazione Longhi fino al 15 giugno 2014. Dietro l'espressione sorpresa del giovane ritratto, per il dolore e la sorpresa del morso, c'è anche una simbolica perdita dell'innocenza, ci sono simboli come i frutti e i fiori in primo piano, che danno una valenza erotica alla scena. C'è, soprattutto, l'elemento più importante della pittura caravaggesca, la luce. 
Un elemento che lo accomuna a Ettore Spalletti, protagonista della mostra Un giorno così bianco, così bianco, che, unita a quelle in corso al MADRE di NApoli e al MAXXI di Roma, vuole offrire un ritratto completo sul pittore abruzzese.
"Punto di contatto ideale tra i due artisti, l'uso dell'elemento luminoso. Il chiarore diffuso e intenso e le sfumature di bianco, rosa e azzurro che caratterizzano il lavoro del maestro di Cappelle sul Tavo generando un'atmosfera quasi rarefatta, vengono stravolte da una sorta di inversione, un coup de théâtre espositivo ambientato nella sala che ospita il Ragazzo di Caravaggio: un allestimento raccolto e luci soffuse che enfatizzano la potenza della luce fuori campo - proveniente da una finestra chiaramente riflessa sulla caraffa - che illumina il volto spaventato del giovane protagonista del ritratto. Per Spalletti, dunque, la luce come espressione della quiete e della pace interiore contrapposta alla visione di Merisi, in cui essa rappresenta un mezzo per esaltare la forza e la drammaticità delle emozioni" scrive ancora la GAM sul suo sito web.
Da oggi torinesi e turisti potranno verificare 'sul campo', l'insolito e finora inimmaginabile parallelo tra due artisti così significativi di tempi così lontani.
La GAM è uno dei Musei torinesi che sanno utilizzare meglio le reti sociali e ieri ha creato un vero e proprio evento al raccontare l'arrivo e l'esposizione del Ragazzo morso da ramarro, pubblicando le foto dei preparativi e il lavoro degli esperti. E' stata una giornata intensa, che si è seguita con passione su Twitter e da Twitter arriva quest'immagine; le altre potete trovarle nell'account della GAM, @gamtorino.