giovedì 29 maggio 2014

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, nello Scrigno del Lingotto, a Torino

La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli si trova in una struttura sospesa, sui tetti del Lingotto Fiere, in quello che Renzo Piano, il suo autore, ha battezzato lo Scrigno. Visitata da poco grazie a #gioiadarte, il Blogger Day organizzato per far conoscere la collezione permanente e la mostra temporanea di Mario Testino, Somos libres II,  potrebbe essere considerata una sorta di ciliegina sulla torta, a concludere, lassù, in alto, le molteplici attività per il tempo libero offerte dal Lingotto.
Lo Scrigno ha una struttura avveniristica, sembra come una specie di nave spaziale appena atterrata sull'antica pista di collaudo del Lingotto; è coperto da un tetto di cristallo con alette che filtrano la luce del sole. Nei suoi spazi superiori sono conservati 25 pezzi della collezione privata dell'Avvocato e di sua moglie, 23 quadri e 2 sculture.
Il percorso inizia con il 700 di Canaletto e Bortolotto, con le splendide visioni veneziane del primo, studiate sugli interessi e le esigenze dei committenti e realizzate grazie alla camera ottica, e con i panorami in chiaroscuro di Dresda del secondo; c'è anche L'Alabardiere in un paesaggio, parte di un'opera di Tiepolo, che nel XIX secolo fu divisa dal suo proprietario di allora, perché giudicata troppo grande.
Dal Settecento veneziano si passa al Novecento parigino. Il salto temporale nel percorso, non lascia indietro Manet, con una delle opere più importanti della pittura occidentale, La Négresse (per la prima volta una donna negra è protagonista di un quadro, non come serva o come schiava, ma con un ritratto, che le dà la stessa dignità garantita fino ad allora solo alle bianche), né dimentica Renoir, con La Baigneuse blonde.
Il Novecento parigino è tutto nelle mani di Modigliani, Picasso e Matisse. Il pittore più rappresentato è quest'ultimo, con quattro opere che simboleggiano tutto il suo percorso artistico, con la semplificazione degli spazi e delle figure, fino alla loro definizione per semplici tratteggi. Di Modigliani si apprezza l'uso della linea curva e morbida per disegnare corpi di donne sensuali e passionali. Mentre Homme accoudé sur une table di Picasso introduce il tempo come quarta dimensione del ritratto.
Il percorso espositivo termina con due danzatrici di Antonio Canova, la Danzatrice con dito al mento e la Danzatrice con mani sui fianchi, entrambe realizzate in gesso e considerate una sorta di book dell'artista: siccome il marmo costava troppo, le statue dovevano essere vendute subito, così in studio rimanevano le loro copie, realizzate in gesto, come una specie di curriculum da mostrare ai potenziali clienti. Poi, prima delle scale, gli ultimi quadri, Lancier italiens au galop di Gino Severini e Velocità Massima di Giacomo Balla. Quest'ultimo, già sulle scale che portano al piano inferiore della Pinacoteca, sembra accogliere e salutare i visitatori, ed è come una strizzata d'occhio all'altra vita di Gianni Agnelli, non appassionato collezionista d'arte, ma imprenditore dell'auto e capitano d'industria.
La Pinacoteca si trova sul tetto del Lingotto, da cui si gode di una vista spettacolare sulle Alpi e sulla collina di Torino. Ma in realtà si sviluppa su cinque piani, in cui trovano posto anche le sale delle mostre temporanee, tutte dedicate al collezionismo e al suo significato, un centro didattico per l'arte, gli uffici e il bookshop. E' aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 19; il biglietto d'ingresso costa 10 euro (collezione permanente più mostre temporanee), ridotto 8 euro (over 65, gruppi e convenzionati), gratuito per disabili, possessori della tessera Abbonamento Musei e per i bambini con meno di 6 anni. E' anche dotata di un bel sito web, in cui potete trovare tutte le info.
PS Un grazie, ancora una volta, a Valerio, la guida della Pinacoteca, che ha fatto apprezzare ogni opera, con le sue spiegazioni precise e piacevoli.




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