lunedì 9 giugno 2014

Nell'area ex Westinghouse, il più grande Centro Congressi di Torino

L'area ex Westinghouse si trova nelle adiacenze di Spina 2, di fronte al Palazzo di Giustizia e a pochi passi dalla stazione di Porta Susa. Qui, fino alla fine del secolo scorso, si trovavano gli stabilimenti della Westinghouse e della Nebiolo, due imprese legate rispettivamente all'indotto automobilistico e alla produzione di macchine tipografiche.

I tentativi di riqualificazione di questa zona sono iniziati nel 2000. E' stato allora che la Città di Torino ha bandito un concorso internazionale per realizzare un polo culturale. Il nucleo del progetto doveva essere infatti una nuova Biblioteca Centrale, circondata da altre strutture, tra cui una grande sala teatrale da 1200 posti. Coronare la Spina 2 con un Centro Culturale, affacciato su corso Vittorio Emanuele, vicinissimo alla nuova stazione ferroviaria di Porta Susa, sembrava una bella idea, un segno forte, sia simbolico che pratico, nella città. Il progetto vincente, firmato da Mario Bellini, con un'area verde dotata di laghetto e una moderna struttura curvilinea e luminosa per la Biblioteca, è stato però abbandonato, pochi anni fa, per mancanza di fondi.

Cosa fare, dunque, dell'area Westinghouse?

Arresasi all'impossibilità di realizzare la Biblioteca Centrale, per mancanza di risorse finanziarie e per lo scarso interesse di soggetti privati a fornirle, la Città di Torino ha diviso la zona da riqualificare in due aree: l'area A, comprendente i giardini affacciati su corso Vittorio Emanuele e l'area ex Westinghouse, e l'area B, affacciata su via Vittorio Ferrero. Per la prima è stata indetta un'asta pubblica, per la seconda si prevede la costruzione dell'Energy Center del Politecnico di Torino. Per l'area A il Comune impone ai partecipanti all'asta una serie di vincoli, a salvaguardia del verde e degli edifici storici esistenti, come la ex caserma La Marmora. Il progetto dev'essere unitario, deve tenere conto del contesto, deve essere sostenibile e deve essere edificato contemporaneamente in tutte le sue parti. I parcheggi devono essere solo sotterranei, gli spazi verde devono essere mantenuti almeno al 50% e deve essere trovata una nuova collocazione alle strutture presenti negli attuali giardini (area bambini, recinto per i cani, colonie feline, bocciofila); devono anche essere presenti percorsi pedonali e ciclabili e dev'essere salvaguardato il viale alberato di via Borsellino. Al centro del progetto ci dev'essere un Centro Congressi polifunzionale di almeno 16.500 mq, dotato di spazi espositivi e sala conferenza flessibile di almeno 5000 posti a sedere (il Centro Congressi del Lingotto è dotato di 1900 posti, dunque si chiede la costruzione del Centro Congressi più grande di Torino).

A dicembre il vincitore dell'asta pubblica risulta essere anche l'unico partecipante, l'Amteco&Maiora, il cui progetto offre un investimento da 100 milioni di euro e la realizzazione di un centro polifunzionale, una torre-albergo di 90 metri e un centro commerciale. Amteco&Maiora è una società creata ad hoc da Amteco, nell'orbita di Esselunga, e Maiora, una controllata di uno dei più importanti gruppi edili baresi; il progettista è lo studio di Alberto Rolla, che aveva già collaborato alla proposta della Fondazione CRT, naufragata poi a causa dei problemi di uno dei partecipanti all'operazione. L'area commerciale sarà ovviamente gestita da Esselunga e, secondo il progetto, dovrebbe occupare una superficie di circa 4mila metri quadrati.

Poche settimane fa il Comune ha approvato una modifica all'accordo di programma in variante al Piano Regolatore, per garantire all'area A una capacità edificatoria di 40mila metri quadrati, di cui 30mila destinati ad Attrezzature di interesse generale (Centro Congressi, Sale, Centri di Ricerca) e attività turistico-ricettive, e 10mila per Attività di Servizio a Persone e Imprese. In questo modo il Comune ha dato il via libera non solo alla costruzione del Centro Congressi, ma anche all'albergo e al centro commerciale del progetto vincitore. Amteco&Maiora ha tempo due anni per proporre il proprio progetto esecutivo, attraverso un concorso di progettazione che coinvolga anche i giovani architetti.

Le foto: l'area da riqualificare, compresa tra corso Vittorio Emanuele, via Borsellino, via Vittorio Ferrero, da Google Earth; il progetto, abbandonato, della Biblioteca Centrale firmato da Mario Bellini; il progetto di massima vincitore dell'asta pubblica, pubblicato da La Stampa (corso Vittorio Emanuele si intravede nell'angolo in basso a destra).








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