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martedì 24 giugno 2014

Quando a Torino c'era Italia 61

I più giovani ricordano Italia 150: le grandi mostre alle OGR rinnovate e alla Reggia di Venaria Reale restaurata, le bandiere tricolore a ogni finestra e balcone, come in nessun'altra città d'Italia, l'anello tricolore intorno alla Mole Antonelliana, per celebrare i 150 anni dall'Unità d'Italia, nel 2011. Ma se parlate con i più anziani, non ci sono storie né paragoni: Italia 61, che nel 1961 ha festeggiato i 100 anni dalla riunificazione del Paese, è vincente su tutti i fronti.

Il nome ufficiale di Italia 61 è Esposizione Internazionale del Lavoro, ha segnato una generazione e ha dato un nome a un intero quartiere di Torino, che ha conquistato le rive del Po, nella corsa verso Moncalieri. Si sviluppa lungo corso Unità d'Italia, immerso nel verde, nel caso delle costruzioni destinate adesso all'ONU, o alla vista dei passanti, nel caso dei grandi edifici del Palazzo del Lavoro, del Palazzo a Vela, del laghetto, dei resti della monorotaia.

Noi, che l'Esposizione di Italia 61 non l'abbiamo vista, abbiamo tutti in famiglia almeno un genitore o un nonno che la ricorda con entusiasmo e rimpianto. Chi non ha mai sentito parlare della monorotaia, che portava dall'ingresso fino al Palazzo del Lavoro, attraversando il laghetto, su cui, ancora oggi, svettano i pilastri di cemento e i ponti su cui passava il trenino? Chi non ha mai ascoltato i ricordi di chi ha visto il Circarama, con cui si era al centro dei film, con gli schermi a 360°, che avvolgevano gli spettatori? Chi non ha mai sentito parlare di Flor61, la grande manifestazione floreale che ci ha lasciato in eredità lo splendido Giardino Roccioso del Parco del Valentino? E, soprattutto, alzi la mano chi non ha mai invidiato genitori e/o nonni che hanno visto la mitica ovovia, che, passando sopra il Po, portava dal Parco del Valentino fino a Cavoretto, in collina. 871 metri di lunghezza per un dislivello di 118 metri, un collegamento spettacolare, con piccole cabine da due posti, coloratissime e futuristiche, che attirava turisti e torinesi a frotte e che ancora oggi è rimpianto, tanto che i sognatori più audaci immaginano addirittura di ripristinarlo, come un possibile mezzo di trasporto pubblico tra la collina e la cittào.

Italia 61 ha colpito l'immaginario di una generazione, ma, come tante manifestazioni nate per soddisfare il presente e senza immaginare il futuro, ha lasciato in eredità edifici favolosi, come il Palazzo del Lavoro o il Palazzo a Vela, di cui Torino non ha sostanzialmente saputo cosa fare. Se ne riparlerà, perché sono entrambi edifici che meritano un posto speciale nella storia dell'architettura torinese.

Ma adesso è il momento di ricordare Italia 61, con alcune fotografie dell'epoca, tratte dal web e, in particolare, da  www.italia61.it, il bel sito web che riporta foto, articoli, ricordi, nostalgie, proposte .


 

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