venerdì 24 ottobre 2014

La Cappella della Sindone e i suoi misteri, architettonici ed esoterici

Se tutto andrà come previsto, la Cappella della Sindone sarà riaperta al pubblico nella primavera 2015, in tempo per l'Ostensione del Sacro Lenzuolo. 14 anni di restauri per una delle opere più belle e più significative del barocco europeo.

La Cappella fu costruita nel XVII secolo da Guarino Guarini, l'architetto che ha introdotto la sinuosità della linea curva nell'impianto ortogonale e razionale di Torino. Quando, nel 1666, gli furono affidati i lavori, Guarini si trovò a dover risolvere tre problemi: il cantiere era già iniziato, dunque avrebbe dovuto adattare i suoi progetti all'esistente; la Cappella della Sindone era aperta con un grande arcone verso il Duomo, dando un'idea dello spazio a lui non congeniale; la costruzione si trovava in un posto strategico, tra Palazzo Reale e la Cattedrale, punto d'incontro tra il potere temporale e il potere religioso, ma anche tra i proprietari del Lenzuolo, i Savoia, e la venerazione dei fedeli. Dalla brillante risoluzione dei tre problemi, Guarini creò uno dei simboli più importanti dello skyline torinese.

La cappella è a pianta centrale, con tre ingressi, posti a 120°: due dal Duomo, attraverso due scalinate che si affacciano nel transetto, l'altro da Palazzo Reale, in esclusiva per i Savoia.


Il tamburo della copertura ha sei grandi finestroni ad arco, una delle più originali e misteriose del barocco, con chiara ispirazione orientale. Sulla parte centrale dei sei finestroni ad arco, poggiano infatti altrettanti archi, sulla parte centrale dei quali, per sei volte, poggiano altri archetti. Si crea così "un sistema di trentasei nervature arcuate, che definiscono sei esagoni, tre dei quali formano un angolo a trenta gradi con gli altri tre. Fra le nervature si aprono delle piccole finestre che rendono la struttura trasparente" scrive Christian Norbeg-Schulz in Architettura Barocca. La decorazione interna esalta la luce proveniente dalla cupola, sottolineandone la verticalità. Il visitatore arriva dalla penombra delle scalinate e si trova in uno spazio rivestito di marmo nero, a sottolineare il lutto della morte di Gesù; mano a mano che il suo sguardo sale verso l'alto, la decorazione si fa più chiara, con il marmo che da nero si fa grigio, a indicare anche, simbolicamente, come la salvezza arrivi da Dio. Allo stupore per la luminosità, che coglie il visitatore attraverso questi effetti, si aggiunge anche l'illusione ottica, uno degli stratagemmi prediletti dell'architettura barocca. Guarini dà un'altezza via via minore ai sei ordini di archetti che formano la sua cupola, dando così l'illusione di una cupola che si allontana, quasi evanescente. Per Norbeg-Schulz la Cappella della Sindone "è uno degli spazi più misteriosi e affascinanti che sono mai stati creati".


Ma non ci sono solo i misteri architettonici, su cui sarà bello tornare, da qui alla riapertura della Cappella. C'è anche l'uso simbolico ed esoterico della decorazione e dell'architettura. Negli edifici sacri la decorazione non è mai casuale, ha un significato allegorico leggibile dai fedeli e ha un linguaggio simbolico comprensibile solo agli iniziati. "Dal punto di vista degli esoteristi, lo spazio del tempio contiene messaggi che convogliano significati non solo religiosi, ma connessi all'alchimia, alle conoscenze filosofiche occulte, al magmatico universo dei miti. Tutto ciò costituisce un linguaggio accessibile solo agli iniziati, il cui contenuto è parte di un progetto che la maggioranza di noi non riuscirebbe a percepire se non opportunamente guidato" spiega Massimo Centini nel libro La Cappella della Sindone.

Nella Cappella della Sindone la decorazione utilizza esagoni, stelle, cornucopie, conchiglie e rievoca la Passione di Cristo con i simboli più tradizionali, la Croce su tutti. L'esagono è una figura geometrica complessa: può essere inscritto in un cerchio, è associabile a sei triangoli equilateri inscritti nel cerchio, ha la forza del sei, che è il numero dei giorni necessari a Dio per la Creazione. Le stelle, che con la loro luce rompono la notte, hanno sempre colpito l'uomo e da un punto di vista esoterico, grazie alla loro presenza nell'oscurità, simboleggiano la lotta tra il buio e la luce, tra il bene e il male. La cornucopia è uno dei simboli più antichi dell'abbondanza, la conchiglia, associata sin dall'antichità alla donna e alla luna, è simbolo di prosperità e generazione e, in un ambito funerario, di rinascita dopo la morte. Da un punto di vista esoterico, il pavimento stellato simbolizza non solo la lotta dell'uomo tra spirito e materia, ma anche tra la luce e le tenebre, dunque, metaforicamente tra Sapienza e Ignoranza.

Ma è nella cupola che il simbolismo si scatena. "Quell'abbraccio di archi che traggono slanci di forze telluriche, scalando verso il cielo, dà vita a linee di forza in cui luce e materia si fanno poesia" scrive ancora Centini, che dedica un capitolo del suo libro ai significati simbolici ed esoterici della Cappella della Sindone. Del significato intuitivo della luce, che dall'alto penetra nella cappella, portando con sé la Salvezza, si è già detto. Ma è tutto il percorso del visitatore, che dal Duomo ascende alla Luce, attraverso le scale, ha un significato iniziatico, presente in molte culture, da quella egizia a quella musulmana, fino alle piramidi messicane. E, una volta arrivato al centro della Cappella, il visitatore si trova spettatore di un fenomeno quasi sensuale: "L'avanzata verso il centro mantiene inalterata l'atmosfera tetra e drammatica che l'edificio intende evocare, ma poi è la luce a dominare l'ambiente della cupola, che, filtrando attraverso i grandi finestroni e le aperture superiori, dona allo spazio un nuovo aspetto, che smaterializza le masse, creando un conflitto dialettico tra luce e materia. Sensualizzando in questo modo la luce, il Guarini è riuscito a trasferire tutta la potenza del messaggio evocato all'interno di una struttura che unisce vita e morte, in una metamorfosi quasi iniziatica, certamente colma di suggestioni metafisiche" scrive Centini.

Le piantine e le foto della Cappella, dal web.


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