venerdì 14 novembre 2014

L'architettura contemporanea delle cantine nelle Langhe: un tour per valorizzarla

In Spagna è un trend che si è ormai affermato da tempo: l'architettura contemporanea delle grandi bodegas, le cantine, de La Rioja e della Ribera del Duero, firmate da architetti come Frank Gehry o Santiago Calatrava (vedi le due foto sottostanti), è diventata una vera e propria attrazione turistica, che rafforza gli itinerari enogastronomici dell'area. Nelle Langhe non ci sono le archistars, ma non mancano nuovissime cantine di grande interesse architettonico, che possono marcare la tendenza e diventare ragione di nuovi itinerari turistici da valorizzare.


Basti pensare a uno degli emblemi della nuova architettura delle Langhe: l'Acino delle Cantine Ceretto di Alba (CN), un'avveniristica sala di degustazione costruita nel 2009. Sulla sommità della collina Monsordo, è "una grande bolla ovale, appoggiata su una piattaforma di rovere, sospesa tra le vigne, quasi a voler rappresentare un grosso 'acino d'uva'. Un oggetto leggero, totalmente trasparente che si inserisce armoniosamente nell'ambiente circostante". Ricorda la bolla del Lingotto di Torino, ma è totalmente trasparente, realizzata in un materiale innovativo, l'EFTE, voluto dai suoi architetti, Luca e Marina Deabate. E' un materiale "soffice, pruinoso come l'uva e permette alla natura di entrare all'interno della sala avvolgendo chi vi sosta e proiettandolo direttamente nella vigna in un volo sulle colline di Langa" spiegano nel sito web delle Cantine Ceretto. Degustare il vino degustando il panorama è il motto di questa fascinosa costruzione. Non è l'unico elemento avveniristico delle Cantine Ceretto: sulla sommità del Bricco Rocche, a Castiglione Falletto (CN), c'è il Cubo, un'opera d'arte moderna e altamente tecnologica, collegata a un ampliamento della cantina già esistente. Per i Ceretto il Cubo è "suggello e garanzia della tradizione e conservazione di un capolavoro della natura, il Barolo". La sua architettura è come una metafora del Barolo: ha "spigoli vivi e una solida base, così come spigoloso è alla nascita il Barolo, con una robusta struttura portante e di grande tenuta nel tempo". Il vetro senza intelaiature non solo valorizza il paesaggio delle Langhe, ma è anche a impatto zero.


Ancora a Castiglione Falletto, tra il 2005 e il 2006 è stata costruita una nuova cantina La Brunella, accanto a quella storica del marchio. La firma lo Studio Boroli, che nel suo sito web spiega: "L'iter progettuale è stato complesso. Al fine di evitare un 'falsostorico', tutte le scelte formali adottate sono state tese a reinterpretare in chiave moderna forme e dettagli locali. Le necessità tecnico-produttive di altissima qualità imponevano un vincolo forte: un piano interrato per la maturazione e l'affinamento del barolo". Tra le caratteristiche architettoniche più interessanti c'è il rivestimento delle facciate, in doghe di legno rovere massello derivanti da barriques usate: "Il ricordo del ciclo produttivo del barolo e un forte mimetismo col terroir eliminando qualsiasi impatto sgradevole; in assenza di vento le doghe di barrique sprigionano  discreti profumi di vino e tannini dolci". Anche le coperture hanno reinterpretato in chiave moderna le tradizioni locali: "Si tratta di un restyling di geometrie caratterizzanti la morfologia delle costruzioni limitrofe tradizionali che si risolve con 2 falde sorrette da capriate in lamellare di pino e doppia catena in acciaio, senza aggetto sulle facciate; il manto in rame corre dal colmo al canale di gronda in un’unica lastra. Così si è raggiunta una notevole pulizia formale".

A Barolo (CN), c'è uno dei progetti più suggestivi, realizzato dall'architetto Ugo Dellapiana nel 2002, l'ampliamento delle cantine della Cascina Adelaide di Amabile Drocco. La cantina si sviluppa nel sottosuolo, accanto alla casa padronale, ed 'emerge' in superficie con la sola sala di degustazione, illuminata da una grande vetrata affacciata sulle vigne e con una copertura curva, ricoperta di erba, che cita i morbidi movimenti delle colline langarole.


I progetti moderni ed eleganti, tutti attenti ai materiali innovativi, alla sostenibilità ambientale e all'impatto sul paesaggio, diventato Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, sono davvero un itinerario da potenziare nelle Langhe. Ci prova, il 30 novembre, uno dei primi tour studiati per valorizzare l'architettura contemporanea delle cantine; lo propone archie21, costa 115 euro e sul sito web trovate il programma e tutte le info per l'iscrizione.


Nessun commento:

Posta un commento