venerdì 21 novembre 2014

Ognuno ha la sua legge uguale per tutti: giustizia e sentimenti al teatro delle Vallette

L'ultima sentenza, polemica e mediatica, è stata quella della Corte di Cassazione, che ha annullato la condanna a 18 anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, condannato nei due precedenti grado di giudizio a causa del disastro ambientale che la Eternit è stata per Casale Monferrato, con decine di morti a causa dell'amianto. Il diritto difende la prescrizione dei reati, Casale Monferrato reclama giustizia per i suoi morti. Non sempre le sentenze corrispondono al sentire diffuso.

Si rifletterà su questo, il 25, 26, 27, 28 novembre alle 21, in uno spettacolo al teatro del Carcere delle Vallette, intitolato Ognuno ha la sua legge uguale per tutti. Il punto di partenza è "giudichiamo e condanniamo, talvolta in modo severo oppure assolviamo, ma la legge alla quale facciamo riferimento è la Legge dello Stato? Oppure i nostri codici si basano su sentimenti, abitudini, necessità individuali, dove il 'diritto' è un po’ 'storto' per tutti tranne che per noi?" Ottimo spunto per riflettere sulle sentenze 'giuste' e sui sentimenti che non sempre guardano alla Legge (perché mi viene in mente Antigone, che ha sfidato le leggi del suo tempo, in nome di leggi che "c'erano prima degli dèi e ci saranno dopo di essi?").

Lo spettacolo teatrale, realizzato da Teatro Società, con la regia di Claudio Montagna, alternerà sulla scena un gruppo di detenuti del Padiglione A con un gruppo di studenti della Facoltà di Giurisprudenza e delle Scuole Medie Superiori di Torino. Un gruppo improvviserà storie di illegalità, più o meno grave, ispirate alla cronaca. L'altro gruppo dovrà condannare o assolvere, diviso in due fazioni contrapposte. Poi un esperto chiarirà di volta in volta cosa stabilisce la legge, "fornendo uno strumento in più per comprendere la forza della norma giuridica e il suo- a volte complesso- rapporto con i valori e il sentire comune". Allo spettacolo assisterà un pubblico di 500 persone, già prenotate.

Alla base di Ognuno ha la sua legge uguale per tutti, e come fonte di ispirazione, ci sono gli incontri di Teatro Società con gli studenti e, soprattutto, i risultati di un questionario della Cattedra di Sociologia Giuridica che ha coinvolto giovani e detenuti. E' risultato che proprio i più giovani tendono a giudicare pesantemente i comportamenti devianti. Ma, si chiede Claudio Montagna, "chi giudica sa poi accettare fino in fondo le regole? Su questo interrogativo e per approfondire il significato di alcune risposte al questionario, abbiamo costruito il confronto. L'obiettivo è quello di far emergere e cogliere dal vivo, com'è nostra consuetudine, abiti mentali e atteggiamenti che spesso destano stupore non per fornire risposte ma per stimolare piuttosto una conoscenza critica e la maturazione del senso civico".

Uno spettacolo che si preannuncia bello e importante, per riflettere, in tempi che sembrano non prediligere la razionalità e la lucidità, su leggi e sentimenti, contrapposti da Antigone in poi, ma con codici che vanno conosciuti, prima di essere giudicati.

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