venerdì 28 novembre 2014

Un mural per Bobby Sands, in Parco Dora, a Torino

Sarà inaugurato all'inizio di dicembre, ma se passate per il Parco Dora, potete già vederlo, sulle ex torri di raffreddamento dell'Area Vitali. E' un grande mural con cui la Città di Torino rende omaggio ai 25 anni dalla morte di Bobby Sands: attivista dell'IRA sin da giovanissimo, Sands passò in carcere praticamente un terzo dei suoi 27 anni e morì nel 1981, a causa di uno sciopero della fame, deciso in segno di protesta contro la decisione di Margareth Thatcher di considerare i guerriglieri dell'IRA come delinquenti comuni, come se non ci fosse un problema politico alla base della loro lotta, cioè l'aspirazione all'indipendenza dei cattolici irlandesi. Lo sciopero di Bobby fu seguito da quello di altri attivisti e fu l'inizio della fine della linea dura di Londra contro l'IRA, la dimostrazione che il rifiuto di considerare le istanze dell'Irlanda del Nord non avrebbe portato a nessuna soluzione e a nessuna convivenza e pace tra cattolici e protestanti.


La murata del Parco Dora rende omaggio alle quattro stagioni della vita di Sands e le simbolizza attraverso un boccale di birra, cioè la spensieratezza della sua gioventù, e tre cappelli, che riportano i simboli dell'Irlanda e i suoi colori, il verde, il bianco e l'arancione. Sotto il boccale compaiono, come un sottobicchiere, l'arpa e la croce celtica, due dei simboli più cari all'identità irlandese (l'arpa si trova anche nelle monete dell'euro irlandese, a ricordare l'abilità dei musicisti irlandesi con lo strumento sin dai tempi più antichi). Il cappello verde è accompagnato da un trifoglio, uno dei simboli dell'Irlanda, grazie a una leggenda che vuole che sia stato utilizzato da San Patrizio per spiegare il mistero della Trinità; sul cappello bianco c'è l'Easter lily, il Giglio di Pasqua, che i Repubblicani irlandesi portano a Pasqua, in ricordo delle vittime repubblicane della rivolta di Pasqua 1916, che diede il via all'indipendenza dell'Irlanda, arrivata nel 1922. Sul cappello arancione, infine, c'è un'allodola, un simbolo della libertà che non si piega davanti alla prigionia, ricordato anche da Bobby Sands. A unire e collegare questi quattro elementi, c'è un nastro con i colori dell'arcobaleno: è un simbolo di pace, ma è anche il ricordo di una leggenda irlandese, secondo la quale, chi riuscirà a raggiungere l'arcobaleno all'orizzonte troverà alla sua fine una pentola d'oro.


Il dipinto è l'ultimo dei murales arrivati in Parco Dora, trasformatosi negli ultimi anni in una sorta di tempio della street art torinese; è firmato da tre artisti affermati, Dolo, Gatto e XTRM, che hanno lavorato mentre, accanto a loro, giovani writers si esercitavano nelle pareti intorno, lasciate a loro disposizione. Tutte le fasi della realizzazione del mural sono state a cura dell'Associazione Fiori di Ciliegio.



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