lunedì 29 dicembre 2014

A casa di nonno Mario: Caritas e papà separati raddoppiano

In Italia ci sono 4 milioni di padri separati, dei quali 800mila sfiorano la soglia di povertà, perché, spiega la Caritas Diocesiana di Torino, "le separazioni rischiano spesso di ridurre al minimo anche stipendi rispettabili". Ci sono padri che si riducono a vivere in auto, che non sono in grado di garantirsi un altro appartamento in affitto e che sono costretti a frequentare anche le mense di beneficenza.

Dalla preoccupazione per questi genitori è nato un paio di anni fa un progetto, Àncòra papà, che ha unito la Caritas diocesiana al mondo delle cooperative sociali e d'abitazione. E no, non è un errore ortografico, Àncòra si scrive proprio così, per giocare sul doppio significato della parola in base all'accento utilizzato: "E' ancora papà perché la separazione non esaurisce il compito educativo di un papà e il nostro progetto consente ai padri separati di essere ancora papà; è àncora papà, perché è un aiuto, un punto di approdo per i padri in difficoltà, che non hanno uno spazio da condividere con i propri bambini" spiega Pierluigi Dovis, il direttore della Caritas dell'Arcidiocesi di Torino.


Àncòra papà offre ai padri separati, che non hanno un appartamento o un posto adatto, uno spazio in cui passare ore significative con i propri figli, in cui cucinare, guardare la televisione con loro, ricostruire l'atmosfera familiare perduta. L'appartamento è stato messo a disposizione dalla Cooperativa Di Vittorio e si trova nella Torre Monaco, nell'ex Villaggio Media Mortara delle Olimpiadi del 2006. E' un appartamento accogliente, arredato con gusto e dotato di tutto il necessario: ci sono una cucina, tre camere da letto, alcune con mobili per bambini, un piccolo soggiorno con televisione, due balconi panoramici, uno dei quali si apre in una terrazza con magnifica vista sulla collina torinese, sul Parco Dora e sulle Alpi meridionali, fino al Monviso.

"Il progetto ci ha visti disponibili immediatamente" spiega il presidente di Legacoop Abitanti Piemonte Pasquale Cifani "anche se apparteniamo a storie e culture diverse, con la Caritas condividiamo l'attenzione per i cittadini in difficoltà. Se c'è una cosa che contraddistingue il movimento cooperativo è che sin dall'inizio della sua storia ha saputo cercare e individuare i bisogni reali della società. Il cambiamento dei modelli familiari e la crisi economica hanno fatto affiorare nuove povertà, impensabili pochi decenni fa ed è a queste povertà che dobbiamo dare risposte. Noi sappiamo fare case e mettiamo a disposizione questo nostro sapere". A gestire l'appartamento ci pensa invece la Cooperativa Synergica, che ha una lunga esperienza nella gestione di progetti legati alla casa per i cittadini italiani e stranieri in difficoltà. Per dare un senso di familiarità e di tenerezza all'intero progetto, l'appartamento di corso Mortara è stato chiamato Casa di Nonno Mario.


In questi primi due anni di attività Casa di Nonno Mario è stata occupata nei weekend e durante la settimana da 140 papà con i loro figli. "E' un problema reale, ci sono padri che lavorano e poi dormono in auto" spiega Emanuele Ferragatta di Synergica "Il progetto è rivolto soprattutto a padri separati che non hanno possibilità di avere una situazione abitativa idonea, o che vivono fuori città e che hanno difficoltà economiche a risiedere quando vengono a trovare i figli; a servizi del pubblico e del privato che cerchino una sede per i loro progetti e anche a padri non separati che hanno i figli inseriti insieme alla madre in comunità residenziali". Ma non ci sono solo stati i padri sulla soglia di povertà o forse la soglia di povertà si è ulteriormente abbassata e su di essa sta arrivando anche il ceto medio: A Casa di Nonno Mario sono stati ospiti anche impiegati, operai, militari con i propri bambini. E non solo torinesi. Sono arrivati anche padri costretti a tornare nella propria regione d'origine, dai propri genitori, dalla crisi economica: quando vengono a Torino per vedere i propri figli, si rivolgono ad Àncòra papà e si creano legami di solidarietà tra sconosciuti. Ci sono papà che non si limitano a lasciare tutto in ordine, ma che lasciano anche giocattoli per i futuri piccoli ospiti o che, addirittura, regalano i vasetti di marmellata fatti in casa dalla propria madre.

A Casa di Nonno Mario si è rivelato un progetto di successo. E non si capisce se sia una bella o una brutta cosa. Bella perché evidentemente Caritas e Cooperative hanno individuato un bisogno che sono state in grado di aiutare; brutta perché una società che riduce un genitore a cercare aiuto e solidarietà, perché non è in grado di vedere i propri figli in spazi adeguati, ha squilibri e lacune che non parlano bene di lei. Il successo ha fatto sì che Caritas abbia aperto una nuova casa di accoglienza per padri e figli in difficoltà, a Santa Rita.


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