lunedì 8 dicembre 2014

Il Polo Reale, il progetto culturale più ambizioso di Torino

Con l'inaugurazione della Galleria Sabauda (se ne parlerà non appena scemerà il clamore mediatico), è andato al suo posto anche uno degli ultimi tasselli di uno dei progetti più ambiziosi di Torino, il Polo Reale.


Poche capitali possono vantare un centro del potere così articolato e concentrato come quello di Torino. In un solo complesso, che va dalla Manica Nuova di Palazzo Reale, in via XX settembre, percorre il Palazzo e l'Armeria Reali, si affaccia in piazza Castello in quella che è oggi la Prefettura e continua fino alla Cavallerizza Reale, ci sono tutti i principali centri del potere del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna. I centri del potere politico, rappresentato dal sovrano e dalla macchina burocratica per il funzionamento dello Stato, che in questi edifici trovava sede, e del potere religioso, rappresentato dalla Cattedrale di San Giovanni, a cui i sovrani accedevano direttamente dal Palazzo Reale. A unire i due poteri, in una singolare unione possibile solo a Torino, la Cappella della Sindone, costruita laddove si incontrano la Cattedrale e il Palazzo Reale per ospitare la più importante reliquia della Cristianità, per secoli proprietà dei Savoia (è stata ceduta al Papa per testamento, da Umberto II di Savoia).


La parte occidentale del centro del comando è quella oggi fruibile dal turismo (la Prefettura, l'Archivio di Stato, il Teatro Regio e la Cavallerizza Reale, che occupano la parte orientale non sono visitabili, per ovvie ragioni, se non per occasioni puntuali ed eccezionali). Qui si trovano da tempo immemorabile il Museo d'Antichità, il Palazzo Reale, l'Armeria Reale e la Biblioteca Reale. L'ampliamento del Museo Egizio, e la conseguente espulsione della Galleria Sabauda dal Palazzo dell'Accademia delle Scienze, ha avviato il grandioso progetto del Polo Reale torinese. La Galleria Sabauda è stata trasferita nella Manica Nuova del Palazzo Reale, tra il Duomo e il Museo di Antichità, lungo via XX settembre. E questo trasferimento ha creato una sorta di unicum museale, che parte dal Museo di Antichità, attraversa Palazzo Reale e Armeria Reale e approda alla deliziosa Biblioteca Reale. A completare l'offerta museale del Polo, ci sono Palazzo Chiablese, che chiude la piazzetta Reale sul lato opposto a quello dell'Armeria, e che da quando è stato riaperto propone mostre di grande valore mediatico e culturale (attualmente è in corso la mostra sull'Avanguardia russa nella collezione di George Costakis), e i Giardini Reali, che, una volta risistemati, saranno una sorta di trait d'union tra le varie maniche del complesso.


Alla realizzazione del Polo Reale hanno collaborato numerosi privati, la Compagnia di San Paolo e la Consulta per la valorizzazione dei beni culturali e artistici di Torino in primis, che hanno finanziato buona parte dei lavori di restauro e di ristrutturazione necessari all'integrazione di spazi e Musei. Per dare un'idea, la Compagnia di San Paolo, che finanzia anche la ristrutturazione del Museo Egizio, ha fatto sapere pochi giorni fa di aver contribuito ai lavori che stanno cambiando l'immagine del centro di Torino con 100 milioni di euro.

Con l'apertura della Galleria Sabauda si può dire che i percorsi interni al Polo Reale siano stati in larga parte completati (bisogna aspettare il 2015 per vedere terminati i lavori al Museo d'Antichità). 3 km di percorsi museali e 50mila metri quadrati permettono di equiparare il Polo Reale ai più importanti Musei d'Europa, dall'Ermitage di San Pietroburgo al Louvre di Parigi. Certo, nessuno di loro possiede la ricchezza storica e la complessità architettonica e culturale del centro di comando torinese.


Con un solo biglietto, che costa 10 euro e vale un'intera giornata (si compra nella biglietteria al piano terreno di Palazzo Reale), si possono visitare il Museo d'Antichità, la Galleria Sabauda, il Palazzo Reale e l'Armeria Reale; sarebbe bello poter dire senza mai uscire dal complesso, ma così non è. Palazzo Reale e Armeria Reale si visitano insieme, per entrare nella Galleria Sabauda e nel Museo di Antichità, che hanno ingressi separati, bisogna spostarsi in via XX settembre. E probabilmente così continuerà ad essere, dato che sarebbe piuttosto complicato assicurare un solo percorso interno (le visite a Palazzo Reale sono al primo piano, quelle alla Galleria Sabauda iniziano al piano terreno, dunque, se si unissero i due percorsi, uno dei due Musei verrebbe visitato da metà).


A prima vista è anche complicato capire cos'abbiano da dirsi questi quattro Musei, che sì, si trovano nello stesso complesso architettonico, ma si rivolgono a pubblici diversi e trattano temi tra loro lontani come i reperti archeologici, le armature e le armi dal Medioevo a oggi, le raffinate raccolte di quadri appartenenti alle più importanti scuole europee. Ma in realtà è facile trovare il trait d'union nella storia di Torino e, più concretamente, nella storia dei Savoia. Il Polo Reale si trova nel cuore di quello che è arrivato a noi della Torino romana: davanti alla Manica Nuova ci sono le Porte Palatine, mentre il Teatro Romano quasi penetra nelle sue fondamenta; il Palazzo Reale è stato il centro del potere politico e religioso sin dall'antichità: arrivato a Torino, sua nuova capitale, Emanuele Filiberto individuò subito il Palazzo del Vescovo come sua residenza e fece poi 'sloggiare' l'inquilino per installare lì il potere ducale; davanti al Polo Reale si trova Palazzo Madama, il palazzo più antico e più complesso della città (e probabilmente d'Italia), con la sua porta romana inglobata nella fortezza medievale, trasformata in splendida costruzione barocca da Juvarra.


E a questa storia di Torino bisogna aggiungere la storia dei Savoia e la loro passione per il collezionismo. Ben quattro Musei ospitati dal Polo Reale sono nati grazie alle collezioni private dei Savoia; il Museo di Antichità, l'Armeria Reale, la Biblioteca Reale e la Galleria Sabauda devono i loro nuclei iniziali all'interesse dei Savoia per il collezionismo (e aggiungiamo anche il Museo Egizio alla lista). Fu Carlo Emanuele III a salvare la preziosa collezione del principe Eugenio, quando la sua erede, Vittoria di Savoia Soissons, tentò di disperderla, dando il via alla Galleria Sabauda; fu Carlo Alberto ad acquistare i preziosissimi disegni, codici e libri conservati nella Biblioteca Reale, tra cui l'Autoritratto di Leonardo da Vinci; furono i Savoia a raccogliere reperti e materiali antichi, dalle monete ai vetri, dai gioielli alle sculture, esposti oggi nel Museo d'Antichità. Il Polo Reale racconta la storia di Torino, grazie alla sua posizione e ai suoi reperti, ma, soprattutto, se lo si visita dopo essersi documentati, racconta la storia di una grande dinastia, i Savoia, molto più colta e più aperta di quanto la Storia abbia tramandato e molto più legata alla sua antica capitale di quanto siamo abituati a pensare.

Il Polo Reale ha un bel sito web, poloreale.beniculturali.it in cui trovate tutte le informazioni per visitarlo; potete essere aggiornati delle novità anche sulla sua pagina su Facebook; le foto, dal sito web del Polo Reale.

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