mercoledì 14 gennaio 2015

La Madonna del Divino Amore di Raffaello, alla Pinacoteca Agnelli

Se pensavate che nel 2015 l'agenda culturale torinese fosse già densa di grandi eventi culturali, dall'apertura del nuovo Museo Egizio alle mostre su Amedeo Modigliani e Claude Monet alla GAM, ecco un altro appuntamento imperdibile. Dal 19 marzo al 28 giugno, la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli ospiterà la Madonna del Divino Amore di Raffaello, proveniente dal Museo di Capodimonte di Napoli.


E' la prima volta che il celebre dipinto verrà esposto a Torino e lo farà all'interno di una mostra organizzata per presentare i lavori di indagine e restauro compiuti sulle opere di Raffaello. Sono stati studi che hanno aiutato a comprendere i processi creativi ed esecutivi dei suoi quadri. E per aiutare il grande pubblico a comprendere la complessità degli studi condotti, il percorso espositivo sarà arricchito da supporti multimediali, che permetteranno di apprezzare la struttura interna del quadro, con i vari cambiamenti apportati da Raffaello in corso d'opera. Sarà, insomma, una mostra un po' sui generis, perché non si limiterà a mostrare il quadro compiuto, ma spiegherà come il pittore è arrivato a realizzarlo e come le attuali tecniche aiutano a studiarlo e a comprendere meglio il processo creativo di un artista rinascimentale.

La Madonna del Divino Amore è un dipinto della sua bottega, non solo di Raffaello: alla sua realizzazione sembra abbiano preso parte anche Giovan Francesco Penni e Giulio Romano. E' stato dipinto intorno al 1518 e rappresenta una Madonna con Gesù Bambino in grembo: il bambino gioca con San Giovanni Battista, pure lui bimbo, alla presenza di Sant'Elisabetta. Una buona descrizione del quadr, scritta con linguaggio divulgativo, si trova su Wikipedia: "In primo piano si trova il gruppo della Madonna col Bambino in grembo che gioca con san Giovannino, all'ombra di sant'Elisabetta. Al posto della tradizionale composizione piramidale, il gruppo è composto secondo un'innovativa disposizione in diagonale, imperniata sulla gamba sinistra distesa della Madonna che ricorda la Madonna del Belvedere e che s'ispira probabilmente alla Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino di Leonardo. Gesù sembra attratto dalla croce di san Giovanni, ribadendo la sua accettazione del destino della Passione. Come nella Madonna del Belvedere, si ritrova a far da tramite tra i due bambini la croce di canne, che da elemento ludico nella tavola di Vienna, assume qui una valenza teologica più marcata, segnata dal gesto benedicente di Gesù diretto verso il san Giovannino genuflesso. In questo contesto, gli studiosi si soffermano sul gesto di sant'Elisabetta (o secondo alcuni sant'Anna) che con estrema delicatezza e attenzione sorregge il braccio destro di Gesù".

Se ne tornerà a parlare a marzo.

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