sabato 7 marzo 2015

Da Yankuam, il posto delle zuppe e dei panini a km 0. E dei centrifugati di frutta!

In via Galliari, quasi in piazza Madama Cristina, Yankuam si nota per l'insegna bicolore bianco e rosso e per il carretto, con cui porta in giro per Torino i suoi panini, i suoi concentrati di frutta e le sue zuppe, tutti rigorosamente a km 0. E' appoggiato al bordo del marciapiede, davanti all'ingresso, e significa che Yankuam è lì, in negozio. Qualche mese fa, a incuriosirmi su questo piccolo locale di San Salvario, sono stati i tweet che annunciavano la presenza del carretto a eventi vari della notte torinese, con un'insolita capacità di 'esserci' dove si muove una Torino non convenzionale e amante del nuovo, che diventa poi tendenza. Poi ci sono stati un paio di fantastici panini con le acciughe e centrifugati alla frutta, comprati nelle passeggiate a San Salvario, i riconoscimenti che Yankuam ha ricevuto nelle guide dello street food e la curiosità di saperne di più sia sul locale che sul suo proprietario, Yankuam Sartoretto.


Yankuam al Festival della Zuppa di Bologna

- Perché Yankuam?
Perché è il mio nome. I miei genitori sono stati in Latinoamérica e mi hanno dato questo nome, appartenente alle culture amazzoniche. Quando ho aperto questo locale, quasi tre anni fa, ho voluto dargli il mio nome.

- Una delle cose che sottolinei sempre è come tutto quello che produci e proponi sia a km 0 e segua il ritmo delle stagioni. Perché questa scelta?
Ho voluto portare la storia della mia vita, il mio lato contadino. In campagna tutto si basa sulla stagionalità e certi prodotti sono particolarmente attesi e apprezzati proprio perché appartengono a una stagione precisa, mi è piaciuta l'idea di tornare a questi ritmi contadini e antichi, tutto è parte di un ciclo. Poi ho voluto che fosse tutto rigorosamente piemontese, abbiamo la salsiccia di Bra, le verdure coltivate nei dintorni, per restituire un'idea di genuinità, di prodotto contadino.


- Come è stata accolta questa scelta?
E' stato un po' faticoso. Yankuam non è un ristorante, ci sono i tavolini per mangiare, ma non abbiamo i ritmi e le caratteristiche di un ristorante, ma non è neanche una semplice gastronomia, perché non è solo take away, se vuoi ci sono i tavolini per consumare qui quello che acquisti. E' una formula un po' ibrido che non è stato facile far capire. Poi non è stato neanche facile farci conoscere.

- Per questo il carretto?
Sì, anche per questo. Noi non abbiamo un dehor e sono conscio dei limiti di stare chiuso in un negozio. Poi mi piace la bicicletta e mi affascina lo street food, il Gambero Rosso ci ha inseriti nella sua Guida del 2015 ed è stata una grande soddisfazione. Fino alla fine dell'anno scolastico, il martedì, il mercoledì, il giovedì mattina, dalle 12 alle 14, sono davanti alla Scuola Holden, a Borgo Dora, perché non hanno una mensa interna e hanno pensato di chiamarmi.

- Una delle iniziative che più mi hanno incuriosito è il picnic con restituzione del cesto!
E' stata un'idea nata tempo fa, con la mia compagna Daniela, che mi segue sempre in queste cose un po' insolite: noi abbiamo il Parco del Valentino a poche decine di metri, perché non sfruttarlo? Ci siamo detti. Abbiamo trovato alcuni cestini, li abbiamo riadattati e adesso li offriamo con le tovaglie per il pic nic: noi mettiamo a disposizione i cesti e la tovaglia, voi comprate le zuppe, i panini e il centrifugato alla frutta (ci sono diverse offerte, dai 5 euro del mini cesto ai 15 del maxi) e poi ci restituite il cestino e la tovaglia! Adesso che si avvicina la bella stagione è una bella idea per godersi il Parco del Valentino.


- Avete idee un po' per tutti gli eventi, da San Valentino in salotto all'aperitivo a lume di candela per M'illumino di meno
Ci sono molte idee che hanno più successo nel web che dal vivo, però non possiamo lamentarci.

- E poi c'è stato il Festival del Bagnet Verde, di cui sei stato l'inventore
Sì e ne sono molto soddisfatto, perché è stato l'evento che ha chiuso l'Anteprima del Salone del Gusto a San Salvario. Mi è stato ispirato da due eventi il Festival della Zuppa di Bologna, a cui quest'anno prenderemo parte, e Senza Moneta, un mercatino dello scambio organizzato da Daniela; mettendo insieme un evento dedicato al cibo e uno allo scambio, è nato il Festival del Bagnet Verde. Ci sono state una giuria tecnica, il pubblico, ma l'idea è stata quella di una festa, con scambio di ricette, perché tutti abbiamo la nostra ricetta di bagnet, con caratteristiche e segreti propri. E' stata un bel successo e a ottobre lo ripeteremo!

- Avrebbe funzionato in un quartiere che non fosse San Salvario?
Non lo so. Non conosco così bene gli altri quartieri come conosco San Salvario, ci abito da anni ormai e trovo sia una bellissima idea cercare di trovare cose per migliorare la vita e regalarle al quartiere in cui si vive. Sentirsi parte di una comunità è importante.


- In questa stagione che si avvia alla primavera, cosa consiglieresti a chi entra da Yankuam per comprarsi qualcosa da mangiare?
Gli consiglierei un bel cesto da pic nic con una zuppa, che varia tutti i giorni, quindi un panino con salsiccia di Bra cruda, insalatina e un filo d'olio e un centrifugato, a me piace tanto mela e zenzero, ma a chi piace provare cose nuove lo consiglierei di spinaci e ananas. Mi piace, quando con i clienti inventiamo e proviamo cose nuove.

Yankuam è su Facebook e su Twitter.


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