venerdì 20 marzo 2015

La Pinacoteca Agnelli presenta La Madonna del Divino Amore di Raffaello e il suo restauro

Un allestimento curatissimo, in un ambiente, piccolo, intimo e buio, con la luce proiettata esclusivamente sul gioiello dell'esposizione, La Madonna del Divino Amore. Così la Pinacoteca Agnelli presenta una delle grandi mostre di questo eccezionale 2015 torinese, intitolata, Raffaello: La Madonna del Divino Amore. Perché protagonista incontrastato di questa mostra è esclusivamente il celebre quadro del pittore marchigiano, considerato uno dei più belli del suo periodo romano dallo stesso Giorgio Vasari. "Lavorò un quadro al signor Leonello da Carpi, il quale fu meravigliosamente di colorito e di bellezza singulare, atteso che egli è condotto di forza e di una vaghezza tanto leggiadra che io non penso che e' si possa fare meglio". Da Leonello da Carpi, signore di Meldola, il quadro è poi passato al figlio, il cardinale Rodolfo e, per acquisto, è arrivato al cardinale Alessandro Farnese; dal Palazzo romano dei Farnese fu trasferito a Parma e, quindi, di nuovo per eredità, è giunto a Napoli, a Carlo di Borbone, erede della collezione di sua madre Elisabetta Farnese. Ma non era ancora finita: durante la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti tentarono invano di impadronirsi del quadro, costringendo a numerosi trasferimenti, fino al definitivo ritorno a Napoli, dopo il conflitto.


La bellezza dei colori, la dolcezza dei volti, il significato cristiano dell'incontro tra Gesù Bambino e Giovanni Battista, sotto lo sguardo di Maria e di Elisabetta, fanno sì che l'intero gruppo sia diventato tra i più celebri dell'iconografia cristiana. La descrizione del quadro potete leggerla nel post dedicato all'annuncio della mostra.

L'eccezionalità della mostra alla Pinacoteca Agnelli non risiede solo nel fatto che per la prima volta il quadro approda a Torino, ma anche nel fatto che viene accompagnato dagli studi del suo restauro e da incisioni e disegni ad esso strettamente collegati, provenienti dall'Albertina di Vienna e dal Museo di Belle Arti di Lille, in Francia. Video, immagini, supporti digitali, permettono di conoscere da vicino le indagini compiute sul quadro, la sua struttura interna, le varianti fatte da Raffaello la realizzazione del quadro. Sono gli studi che hanno permesso di attribuire il quadro definitivamente a Raffaello, dopo i dubbi dell'Ottocento. "Magari un piedino del Gesù Bambino lo avrà fatto un suo allievo, perché i grandi pittori non dipingevano mai da soli i loro quadri, ma è chiarissimo che il concetto generale e il lavoro fondamentale è di Raffaello" ha tagliato corto in conferenza stampa il Soprintendente al Polo Museale Speciale di Napoli Fabrizio Vona E' probabilmente la prima volta che si offre al grande pubblico l'occasione di conoscere così da vicino, con un linguaggio così chiaro e semplice, un capolavoro della Storia dell'Arte. Anche per questo l'occasione di vedere da vicino la Madonna del Divino Amore è da non perdere.


Questa mostra rinnova il profondo legame tra la Pinacoteca Agnelli e il Museo di Capodimonte, la cui collaborazione risale alla prima mostra organizzata dall'Ente torinese, Sovrane fragilità, nel 2007, che rivelava ai torinesi i capolavori delle Manifatture Reali Borboniche di Capodimonte e di Napoli. Un Museo, Capodimonte, e una città, Napoli, che hanno un profondo legame con Torino e che, ha ricordato Vona, aspettano di essere scoperti in qualche viaggio verso il Sud.

Raffaello: La Madonna del Divino Amore, alla Pinacoteca Agnelli, in via Nizza 230/103, chiuderà il 28 giugno 2015; l'orario di apertura è da martedì a domenica dalle 10 alle 19, chiuso lunedì; il biglietto costa 10 euro (comprende l'ingresso alla collezione permanente), ridotto 8 euro, gratuito per minori di 6 anni, disabili, Abbonamento Musei. Il sito web della Pinacoteca Agnellli è www.pinacoteca-agnelli.it

Nessun commento:

Posta un commento