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lunedì 13 aprile 2015

Il terzo Piano strategico di Torino: così saremo nel 2025

Nei giorni scorsi è stato presentato il Terzo Piano Strategico di Torino, che ha come obiettivo la città del 2025. Che città sarà Torino allora? Quali servizi saprà offrire ai propri cittadini? Quali opportunità per gli imprenditori e per i giovani, quali garanzie per le famiglie e per i pensionati? Per rispondere a quest'interrogativo e identificare le strategie per realizzare la Torino del 2025, sono stati necessari due anni e mezzo di lavori e sono stati coinvolti ben 230 enti e 500 cittadini. Prima si sono ascoltati i torinesi e i loro dirigenti, riflettendo sul futuro della città, quindi si è elaborato il Piano e, infine, si è verificata la sua fattibilità.


La Torino che deve avviare il suo Terzo Piano Strategico è decisamente diversa da quella dei primi due piani. Non solo la crisi economica, che ha sconvolto il suo tessuto sociale, non solo l'arrivo di nuovi torinesi, da ogni parte del mondo, con il loro bagaglio culturale ed emozionale, ma anche le grandi trasformazioni urbanistiche, che parlano, inevitabilmente, di una città che immagina un futuro diverso (non sarà un caso che le foto del Parco Dora e di Spina 3 sono tra le più numerose nella relazione che presenta il Piano). Sono tutti cambiamenti che il Piano Strategico presenta come opportunità, a cui aggiungere anche la nascita della Città Metropolitana, "un'opportunità senza precedenti per coordinare la pianificazione e le funzioni di sviluppo economico a livello metropolitano, permettendo anche di superare la competizione improduttiva tra i Comuni e le Regioni per accedere alle risorse disponibili".

La Torino Metropoli 2025 dev'essere una città del 'poter fare', dunque deve "avere un sistema efficiente per le imprese, facilitare la permanenza, la crescita e l’insediamento di imprese per garantire la crescita dell’occupazione" e deve essere "attraente per le persone, consolidando e diffondendo un'altissima qualità della vita per i residenti e per i nuovi abitanti, garantendo alti livelli di realizzazione economica". Per realizzare la Città delle opportunità che Torino intende essere, gli obiettivi da raggiungere sono "la crescita degli investimenti locali, nazionali e internazionali; il mantenimento, insediamento e crescita di imprese e attività economiche; la crescita dell'occupazione, a tutti i livelli; l'incremento della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica; l'efficientamento (sic) dei servizi pubblici; la crescita del capitale umano qualificato e attrazione di talenti; la valorizzazione della cultura, della creatività e del turismo; l'incremento della qualità della vita e dell'inclusione sociale".


Quali strategie per raggiungere questi obiettivi? Le prime sono la costruzione di una governance metropolitana e l'abilitazione trasversale del sistema economico e sociale. Due strategie fortemente legate: "Non ci sarà crescita economica senza un approccio mirato a fare sistema e integrare politiche e azioni a scala metropolitana. Non si riuscirà a mobilitare gli attori pubblici e privati se gli attori stessi non verranno abilitati attraverso un miglioramento delle condizioni in cui svolgono le loro attività". Sei le direzioni progettuali per realizzare la governance metropolitana, tutte a scala metropolitana: la razionalizzazione delle scelte territoriali e spaziali; la capacità di attrarre investimenti e razionalizzare i progetti di sviluppo economico; il governo, per rendere più efficiente e accessibile il sistema pubblico e privato della mobilità; la messa a sistema e la facilitazione della gestione integrata delle principali infrastrutture verdi; l'integrazione, l'aumento e la gestione delle reti, politiche e infrastrutture sostenibili, dal punto di vista economico, ambientale e sociale; l'incremento della capacità innovativa della pubblica amministrazione (PA).

La strategia per abilitare trasversalmente il sistema economico e sociale ha diverse direzioni progettuali: la riduzione delle barriere alla permanenza delle attività economiche già insediate; la capacità di favorire lo sviluppo di nuove imprese; lo stimolo alla nascita di nuove iniziative, la promozione dell'imprenditorialità e dell'investimento, in settori sia tradizionali che innovativi; la semplificazione dell'interfaccia tra impresa e PA; la facilitazione della cooperazione delle imprese nel welfare; la promozione della cittadinanza attiva; la valorizzazione delle eccellenze locali; la messa a sistema del settore del cibo come risorsa anche di sviluppo, la sperimentazione di nuove forme di logistica metropolitana, di efficientamento energetico e la vivibilità dei quartieri dell'area metropolitana.

La descrizione del Piano completa potete trovarla, in .pdf, sul sito ufficiale di Torino Strategica.  


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