giovedì 4 giugno 2015

Tramonto a Parco Dora, il tour nel passato operaio del parco post-industriale

Un aDORAbile Parco è una bella iniziativa inserita nell'ambito del progetto Sharing, Learning and Caring Parco Dora, che intende valorizzare l'uso del Parco Dora da parte dei cittadini. Un aDORAbile Parco offre otto percorsi cultural-turistici, per scoprire la storia, l'arte e la cultura che ruotano intorno al primo parco post-industriale italiano.


Tramonto al Parco Dora inizia alle ore 19, con una bella visione dall'alto non solo del Parco, ma di Torino. Si sale sulla Torre Monaco, la costruzione più alta dell'ex Villaggio Media Olimpico Mortara, destinato ai giornalisti durante Torino 2006 e adesso abitato dai soci della Cooperativa d'abitazione Di Vittorio; è stato per qualche tempo l'edificio più alto costruito a Torino negli ultimi decenni (poi sono arrivati i grattacieli di Renzo Piano e di Massimiliano Fuksas a portargli via il primato). Da lassù, quasi al tramonto, si vede l'intero Parco Dora, una fascinosa macchia di verde, che accompagna il fiume, tra piazze con filari di alberi, collinette verdi coronate da una ex torre di raffreddamento, pianure di prati affiancate dall'ex tettoia dello strippaggio e dai filari di colonne arancioni, che ricordano l'antica fabbrica della Fiat. La meraviglia della vista di Torino, dalla collina alle Alpi, passando per lo skyline del centro barocco, fino ai grattacieli, alle lontane ciminiere della Fiat di Mirafiori, alle Prealpi di Pinerolo e alla Sacra di San Michele, con l'inconfondibile ingresso alla Valle di Susa, affascina tutti i visitatori, mentre la guida spiega che fino a non troppi anni fa, qui davanti, al posto del Parco Dora, erano tutte fabbriche. E ci si rende conto che non si è più ragazzi quando si deve ascoltare, 'non so se ricordate che qui prima erano tutte ciminiere e c'era un cavalcavia' e voi sì, ricordate perfettamente il cavalcavia che da stazione Dora saliva su e attraversava una Torino grigia e sconosciuta!


Poi si scende giù, si ammira il Parco dalla terrazza di via Orvieto e si scopre il suo lato più bucolico: ci sono posti in cui è tutto verde, si intravede il fiume e non ci sono costruzioni, come se non ci fosse presenza umana, come se non fossimo a pochi passi dal cuore di Torino. Si attraversa la tettoia dello strippaggio e si rimane sospesi tra presente e passato: ragazzi di ogni colore e di ogni continente che giocano nei campetti di calcio, basket e tennis, urlando e richiamandosi, mentre qualcuno spara musica rap a tutto volume (chissà che contenti i residenti!), proprio dove fino a pochi decenni fa c'erano le fonderie e migliaia di operai (migliaia davvero) lavoravano con turni e mansioni precisi. Ed è qui, in questo spazio fascinosissimo, uno dei più belli della Torino contemporanea (lasciatemelo dire!), che hanno luogo eventi importanti e diversissimi tra di loro, come il Kappa Futurfestival, le celebrazioni per la fine del Ramadan della comunità musulmana, e, in questi giorni, l'International Street Food Parade. Sui resti in cemento dell'antica fabbrica, ci sono i murales di artisti giovani e molto apprezzati, da lontano si vede il mural dedicato a Bobby Sands, sulle quattro torri di raffreddamento dell'ex area Vitali. La memoria industriale si mescola alla più effimera delle arti contemporanee: i muri che definiscono il profilo dell'ex area Vitali sono una palestra autorizzata per i giovanissimi writer e ogni volta che si passa i disegni sono diversi, sovrapposti gli uni agli altri e ogni volta è un peccato aver perso cosa c'era prima.


Si arriva alla chiesa del Sacro Volto e si ammira tra il severo aspetto esterno, "come se fosse una fortezza" spiega la guida, e l'accogliente calore interno, ottenuto con la luce soffusa e i colori chiari e lignei. Il campanile è una vecchia ciminiera, avvolta in una decorazione luminosa, che ricorda la corona di spine di Gesù, e le campane, per una volta, non sono lassù, in alto, ma giù, a vista. Nella piazza del Sacro Volto, il Centro Congressi sotterraneo si affaccia in una sorta di vasca, in cui c'è la scultura di un cuore, quasi a ricordare che non è l'apparenza che conta, che l'essenza è dentro di noi e lì va cercata. Tutt'intorno, nella piazza, preziose sculture di arte contemporanea.

Si ritorna nel Parco, per finire davanti alla misteriosa scultura di un operaio, fermato in un gesto di lavoro, davanti alla curiosa immagine di una creatura con testa di pesce (o è un extraterrestre?), con messaggio ecologico: non bisogna inquinare l'acqua del fiume. Qui c'è una bella sorpresa finale, la merenda dell'operaio. Chi lavorava nelle fabbriche si portava da casa un panino e un bicchiere di vino per il proprio pasto e poi riprendeva il lavoro; il pasto dell'operaio del tour propone un piccolissimo panino con acciughe in salsa verde e un piccolo panino con frittata, sono avvolti nella carta degli anni 60, il bicchiere e di vetro e il bottiglione di Barbera ricorda quello dei nonni. Poi si torna dove tutto è iniziato, sotto la Torre Monaco, simbolo, come l'ex tettoia dello strippaggio di una nuova vita possibile, laddove erano tutte fabbriche.


Il tour è organizzato da Turismo per tutti ed è davvero curato, sia per i piccoli regali che riserva, dalla vista dalla Torre Monaco al pasto dell'operaio, sia per le informazioni che cerca di offrire sul passato operaio del Parco. Tramonto a Parco Dora è per ora un esperimento dell'associazione, ma potrebbe entrare nel suo catalogo a partire dall'autunno (ed è altamente auspicabile, viste le capacità divulgative). Non perdetevi il secondo e ultimo appuntamento, gratuito, il 12 giugno, alle 19 (per iscrizioni e informazioni comitatoparcodora.wordpress.com)


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