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giovedì 9 luglio 2015

Nella chiesa di San Domenico, l'unico ciclo di affreschi medievali di Torino

In via Milano, all'angolo con via San Domenico, appare, a sorpresa, la facciata di laterizi e gotica della chiesa di San Domenico. E' l'unica chiesa gotica di Torino, probabilmente la più antica della città, insieme alla chiesa della Consolata, poco distante, ed è la più importante testimonianza medievale arrivata a noi. E' una chiesa insolita, in una piccola piazza, che non consente di ammirare la facciata nella sua interezza, se non stando con il naso ben all'insù. L'uso dei laterizi in facciata è più unico che raro nelle chiese storiche torinesi (il laterizio è stato ripreso in età moderna nella chiesa del Sacro Volto, progettata da Mario Botta, nei pressi del Parco Dora).


La costruzione della chiesa di San Domenico è iniziata nel XIII secolo, la facciata è stata aggiunta nel XIV secolo, il campanile nel XV. La sua storia è una cavalcata nel Medioevo torinese, periodo in cui la chiesa, e l'adiacente convento domenicano, sono stati uno dei poli culturali cittadini, ma che non è stato il periodo di massimo splendore. Nei secoli successivi, infatti, sulla chiesa di San Domenico c'è stata la convergenza di due interessi, non necessariamente convergenti. I Domenicani la trasformarono nel centro della Santa Inquisizione (e le leggende torinesi parlano delle gallerie segrete, che permettevano il trasferimento di vittime e prigionieri senza testimoni). I Savoia la considerarono una delle loro chiese predilette, con donazioni che finanziarono anche i profondi cambiamenti a cui furono sottoposti gli interni.


All'interno, infatti, sono poche le tracce gotiche rimaste: non solo in età barocca furono cancellati gli affreschi che la decoravano, ma, le fu strappata via, addirittura la navata destra, per permettere il raddrizzamento dell'attuale via Milano. Nel XVII e nel XVIII secolo furono anche aggiunte cappelle, come quella dedicata al beato Amedeo IX, realizzata per espressa volontà di Vittorio Amedeo III; anche l'altare maggiore è di gusto barocco. I restauri realizzati all'inizio del XX secolo da Alfredo D'Andrade e Riccardo Brayda cercarono di ridare alla chiesa il suo aspetto medievale, con il ripristino delle colonne, una nuova abside e il ritorno dell'arco acuto nelle aperture. L'intervento più significativo venne realizzato sulla facciata: venne aggiunto il rosone e, soprattutto, vennero aggiunti elementi tipici dell'architettura religiosa del Medioevo piemontese, le ghimberghe sui pinnacoli di terracotta.


Della chiesa di San Domenico colpiscono non solo la facciata, imponente e medievale, ma anche le due cappelle che concludono le navate laterali, la Cappella delle Grazie a sinistra e la Cappella del Rosario a destra. La prima, la Cappella delle Grazie, è probabilmente l'elemento più bello dell'intera chiesa: è interamente coperta da un meraviglioso ciclo d'affreschi, l'unico che sia arrivato a noi al Trecento torinese; è stato realizzato dal Maestro di San Domenico, un artista anonimo, probabilmente lombardo, con influenze padane e francesi e con conoscenze della rivoluzione che Giotto stava portando alla pittura del Medioevo. Il ciclo rappresenta i dodici Apostoli e, sulla parete in fondo, una bellissima Annunciazione. Gli affreschi sono conservati in una suggestiva penombra, che sottolinea ancora di più la loro antichità e l'espressività dei volti dipinti; insolito, a Torino, essere trasportati nel Medioevo, un'epoca cancellata nella città dalle profonde trasformazioni barocche. La Cappella del Rosario è, al contrario, una vera e propria esplosione barocca, con luci, pitture, cupola ed effetti scenografici, tra cui spicca la pala del Guercino.

La chiesa di San Domenico è aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30.


Pubblicato su Chiese, Luoghi