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lunedì 27 luglio 2015

Dalla Fiat 600 alle Smart, le utilitarie che ci hanno cambiato la vita

Avete mai notato a come le utilitarie abbiano cambiato la nostra mobilità, quasi più dei vari modelli che si sono via via affermati, siano SUV, berline o familiari? Il vantaggio delle utilitarie è presto detto: sono piccole, si parcheggiano più facilmente, si muovono più agilmente nel traffico cittadino. E buona parte delle piccole auto che hanno cambiato la nostra storia, sono nate a Torino.

Pensate alla Fiat 600, che è stata l'auto con cui, durante il boom economico, tante famiglie tornavano a casa nel Meridione, nell'agosto di vacanza dalle grandi fabbriche del Nord (anche i miei nonni avevano una 600!). Un auto che ha segnato l'immaginario di tante generazioni, che ha diffuso la mobilità privata, ha visto i primi amori e il primo sesso (immortale Vecchioni: Ma dammi indietro, la mia Seicento, i miei vent'anni e una ragazza che tu sai).


Veniva fabbricata a Torino ed ebbe un successo straordinario, con tempi di attesa per le consegne che arrivarono a superare un anno; i prezzi competitivi, i bassi consumi, la buona abitabilità, per chi arrivava dalla guerra e dai sidecar, la resero una vettura vincente. Tanto che venne prodotta dal 1955 al 1969, quasi quindici anni! La sua storia si intreccia con quella di un'altra piccola, la Nuova 500, chiamata familiarmente 500. Anche lei torinese, anche lei prodotta dall'ingegno di Dante Giacosa, a cui il presidente della Fiat Vittorio Valletta aveva affidato il disegno delle vetture che dovevano conquistare il cuore e il portafoglio degli italiani, la 500 era ancora più piccola della 600. L'idea della sua costruzione arrivò da Hans Peter Bauhof, un giovane impiegato della Deutsche-Fiat di Weisberg, che disegnò una microvettura a due posti, con un motore a due tempi, collocato posteriormente; il progetto venne perfezionato a Torino, dove la vettura fu messa in produzione. Tra gli anni 50 e gli anni 70, furono prodotte numerose versioni della 500, sportiva, con il tettuccio apribile, giardiniera, con le portiere che si aprivano anteriormente e, più tardi, posteriormente. La 500 ha davvero cavalcato due dei decenni più importanti della storia recente italiana. E lo ha fatto da Torino, impegnando nella sua produzione operai provenienti da ogni parte d'Italia, in particolar modo dal Sud. Cambiando per sempre non solo l'immaginario dei giovani italiani e del loro stile di vita, ma anche il volto di una città, la mia, Torino. Dire che mi sento orgogliosa di questo? Sì, tra i difetti e le mancanze che questo cambiamento ha imposto, al Nord e al Sud, ha dato a Torino uno slancio che ci ha portato tutti, torinesi doc e torinesi meridionali, alla città che amiamo insieme.


E adesso che la mobilità è cambiata, che le utilitarie si chiamano city cars, che sono state perfezionate dai marchi tedeschi, con vetture come la Smart, che i ricambi si possono comprare addirittura online, in siti come Shopricambiauto24.it, continuano ad avere un posto speciale nell'immaginario collettivo. Avete notato, per esempio, che i servizi di car sharing prevedono soprattutto l'uso delle 500 e delle Smart? La scelta è ampia, e comprende anche nuovi modelli come la SmartforTwo, automatica o manuale, dotata di soluzioni moderne e cura dei dettagli sempre più sofisticati. Le utilitarie, diventate city cars, continuano a cambiarci la vita.


Pubblicato su Storie torinesi