venerdì 4 settembre 2015

Dalle fermate degli autobus, la favola di Tino di Bagdad si anima con le app

Una favola raccontata alle fermate degli autobus, spingendo lo spettatore a muoversi nella città, diventata una sorta di cinema diffuso. Succede a Torino, in un interessante esperimento, che mescola letteratura, arti visive e architettura, per raccontare le notti di Tino di Bagdad. Il progetto è di Coniglio Viola e prende il via da Die Nächte der Tino von Bagdad della poetessa espressionista tedesca Else Lasker-Schüler, che narra la storia di Tino, principessa e poetessa di Bagdad, capace di rinunciare alla vita per la poesia. Il testo, piuttosto ermetico, è sempre attuale; tra i temi affrontati, infatti, ci sono "la condizione e il ruolo della donna, l’identità di genere, la fascinazione e insieme la paura per l'esotico, la funzione dell'arte e della poesia nella società" spiegano sul sito web del progetto.


Il Coniglio Viola ha tradotto la trama in 31 tavole incise sul rame, ognuna delle quali rappresenta un episodio della favola. Fino al 30 novembre 2015, in 31 fermate degli autobus torinesi, ci saranno i manifesti realizzati dalle tavole di rame (in realtà i manifesti stanno apparendo mano a mano nella città fino a essere 30, il 31° sarà posto in un posto segreto, svelato solo nelle prossime settimane). Sono loro a comporre la parte visibile dell'installazione diffusa. L'obiettivo è che lo spettatore si muova nella città alla ricerca dei manifesti (si riconoscono perché i paesaggi sono inseriti in una finestra orientale); poi, una volta individuati, li inquadri con l'app gratuita Tino, a questo punto "i manifesti si animeranno per attivare sul display del cellulare, direttamente sovrapposti alle architetture urbane, i singoli episodi dell'opera video di cui sono parte. Per ricomporre la storia, lo spettatore deve dunque attraversare i punti della città in cui i manifesti sono collocati, unirli in maniera arbitraria per generare così tante narrazioni quanti sono gli itinerari possibili. Al termine del tour chiunque può restituire e condividere la propria ricombinazione della trama sul sito del progetto, diventando giocatore e coautore, dando corpo così a un procedimento letterario teorizzato dalla Letteratura Combinatoria e qui trasferito nello spazio reale, grazie a un utilizzo inedito e significativo delle nuove tecnologie".

Il progetto delle Notti di Tino di Bagdad utilizza la favola come filo conduttore di un esperimento nuovo e curioso, il cui protagonista, alla fine, è lo spettatore, diventato, a sua volta narratore. Ed è un esperimento che utilizza la tecnologia mescolata alle arti tradizionali: la letteratura, l'architettura, le arti visive e quelle digitali. Sul sito web il Coniglio Viola spiega: "Dal punto di vista tecnico, i fondali che compaiono tanto nei manifesti quanto nei video sono realizzati attraverso una tecnica di incisione su fogli di rame. I video sono realizzati attraverso un tecnica mista di animazione digitale, animazione a mano e recitazione umana. Le performance con gli attori sono state realizzate su un teatrino allestito con il verde screen. Molte scene sono realizzate ispirandosi al Teatro delle Ombre e muovendo manualmente gli oggetti. Altre caratteristiche salienti dei video sono l’assenza di movimenti di camera e il fatto che tutti i filmati appaiano attraverso un mascherino a forma delle caratteristiche finestre arabe. Si tratta di un tentativo di restituire l’ambientazione “esotica” che caratterizza l’opera originaria, tentando al tempo stesso una riflessione sperimentale sul concetto di schermo cinematografico come 'finestra'".


Sul sito web del progetto, trovate, oltre al video pubblicato anche qui, tutte le informazioni, dalla genesi, negli spazi occupati della Cavallerizza Reale, fino agli aggiornamenti e alle news. Ci sono anche le immagini dei manifesti e la mappa delle fermate degli autobus in cui potrete trovare gli episodi della storia di Tino.


Pubblicato su Eventi