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lunedì 28 settembre 2015

Il Campus Luigi Einaudi, l'edificio di architettura contemporanea più bello di Torino

L'architettura contemporanea ha un difetto: i suoi edifici non identificano più le città, ma potrebbero essere stati costruiti ovunque. Un'immagine di un edificio di Venezia ai tempi della Serenissima, della Firenze rinascimentale o della Torino barocca e si sa subito in quale città ci si trova, una torre di acciaio e vetro e potrebbe essere a Dubai, Londra o Buenos Aires. Capita lo stesso al vedere il Campus Luigi Einaudi di Torino, sulle rive della Dora: così estraneo al contesto in cui si trova, fuori misura persino nei confronti della collina, che gli fa da sfondo, potrebbe trovarsi a Parigi, Città del Messico o Sydney e non cambierebbe niente.


Ma, a parte questo difetto tipico dei lavori delle archistars odierne, il Campus Luigi Einaudi è probabilmente la più bella costruzione dell'architettura contemporanea a Torino (secondo una classifica del 2014 della CNN, è una delle 10 sedi universitarie più belle del mondo); è un altro difetto di molta architettura contemporanea, estranea alle tradizioni costruttive delle città che le ospitano, ma, indipendentemente da questo, di grande fascino e magia.


Il Campus è stato costruito nell'area industriale ex Italgas, davanti alla Dora e a poca distanza dalla Mole Antonelliana, ospita le Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche ed è stato progettato da Norman Foster, uno dei più importanti architetti britannici contemporanei. E' costituito da sette edifici di grandi vetrate, uniti da un tetto unico e grandioso, che marca le immagini dall'alto di Torino e che ha un ruolo indispensabile nel risparmio energetico dell'edificio. E' stato infatti costruito in modo da garantire un rapporto ottimale tra soleggiamento e ombreggiamento delle facciate: in questo modo, si è ottenuto il risparmio dell'aria condizionata durante l'estate e il comfort interno in tutte le stagioni; un comfort che ha permesso di realizzare numerose postazioni per lo studio vicino alle vetrate, a contatto visivo con gli esterni. Per dare qualche numero sull'importanza di costruzioni attente al risparmio energetico: l'integrazione tra l'illuminazione naturale e quella artificiale permette un risparmio energetico del 20%, la centrale che fornisce calore e fresco a tutta la struttura garantisce una riduzione dei consumi del 15-20%.


I sette edifici del campus hanno una superficie totale di 14mila metri quadrati, per 70 aule, previste per 8mila studenti; c'è anche una biblioteca da 620mila volumi, dedicata a Norberto Bobbio. Gli spazi interni, luminosi e moderni, hanno gli stessi obiettivi delle strutture esterne: il risparmio energetico e l'impatto ambientale. Tutte le strutture in legno, siano il soffitto della biblioteca o la pavimentazione della Sala Laurea, rispettano gli standard del Forest Stewardship Council, che vogliono evitare la deforestazione e garantire un impatto ambientale minimo. Attenzione anche all'isolamento acustico, con la costruzione di pareti che arrivano ad abbattere il rumore di 48 dB, garantendo dunque le attività interne da rumori molesti come il traffico.


Le caratteristiche costruttive per il risparmio energetico e il basso impatto ambientale sfuggono ovviamente ai frequentatori del complesso, che rimangono colpiti dalla disposizione degli edifici, a formare anche una grande piazza centrale interna rotonda, e dal tetto, bianco, sinuoso e continuo. La piazza rotonda ha giardini e panchine, è dotata di opere d'arte e piccoli sentieri tra le aiuole, spazi per la socializzazione e per l'attesa. Ci sono stata qualche giorno fa, per un corso della Formazione continua dell'Ordine dei Giornalisti e, al camminare senza fretta tra studenti e sculture, mi venivano in mente certe atmosfere di Berlino, alle spalle di Potsdamer Platz, e non mi stancavo di fotografare le ombre del tramonto autunnale sulle pareti vetrate del campus, affascinata. Certi complessi andrebbero visti solo all'interno, senza pensare al contesto in cui si trovano.


Pubblicato su Architettura e DesignProgetti, Luoghi