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giovedì 3 dicembre 2015

Riapre il Turin Palace Hotel, con nuovi servizi e l'antica eleganza

Il Turin Palace Hotel ha riaperto ufficialmente le porte il 1° dicembre 2015, dopo sette anni di chiusura e dopo i mesi di rodaggio dell'apertura ufficiosa, avvenuta a maggio 2015. Alla città è stato restituito uno dei suoi gioielli, uno degli alberghi che hanno scandito la vita cittadina e che hanno ospitato le personalità più importanti passate a Torino, dalle popstars ai reali, Elisabetta II compresa.



Proprietà di Reale Immobili, il Turin Palace Hotel è stato completamente restaurato e ristrutturato, per essere dotato di tutti i servizi e impianti all'avanguardia. Si è mantenuta intatta l'identità dell'albergo, si è fatta una ricerca filologica sul suo passato, si sono scelti arredi e decorazioni di linea semplice ed elegante, rigorosamente fatti a mano o su misura da artigiani possibilmente piemontesi, per regalare anche un'identità territoriale alla struttura. "Non abbiamo voluto un arredamento da grande catena alberghiera, abbiamo voluto qualcosa che fosse di unico, affinché i nostri clienti sentano che per noi sono persone, non numeri" ha spiegato Piero Marzot, durante la vista organizzata in anteprima per la stampa. I Marzot, che gestiscono l'albergo, arrivano da Milano, dove sono proprietari dell'Hotel Spadari e dell'Hotel Gran Duca di York, tra i più apprezzati del capoluogo lombardo. Ma, da milanesi, hanno voluto difendere la torinesità del Turin Palace Hotel, ricostruendo le atmosfere, il senso sobrio dell'eleganza, la cura dei dettagli sofisticati che fa parte dell'immaginario torinese.


L'attenzione per la storia del Turin Palace Hotel si nota nella cura della ristrutturazione. La Lounge, il salone che accoglie i visitatori, è luminosa ed elegante, il pavimento è a doghe di legno finito a cera, i divani di velluto hanno colori luminosi, ma quello che attira lo sguardo è l'installazione luminosa di vetro soffiato a mano: "E' stato creato apposta per noi da un artigiano locale, che ama separare la sorgente luminosa dalla decorazione" segnala orgoglioso Marzot. Lo stesso concetto si ritrova anche nella Sala Mollino, la sala della colazione, un tempo (e anche adesso) salone delle feste, con una bella volta ellittica. Ai piani superiori si accede non solo attraverso gli ascensori, ma anche con la magnifica scala aulica, che esalta le sue origini liberty e che è stata ricostruita con cura artigianale: "E' il posto più fotografato dell'Hotel" assicurano i Marzot e all'ammirarla si capisce il perché.


Ai piani superiori, le 126 camere e la suite presidenziale, tutte arredate con un design sobrio ed elegante, dotate di luminosi bagni bianchi e di ampie cabine armadio; i colori delle stanze hanno tutte le sfumature dei rosa o degli azzurri, spingendosi fino ai viola e ai blu. Ci sono camere per famiglie, per coppie in cerca di romanticismo, per viaggiatori e uomini d'affari. Non ci sono camere singole. Ogni stanza è dotata di un router per il wifi, in modo da garantire sempre una buona velocità a internet. Internet, come la consumazione delle bibite analcoliche dei minibar, è gratuito, compreso nel prezzo delle camere. Alcune stanze, affacciate su via Camerana, hanno graziosissimi terrazzini, su cui nella bella stagione è possibile fare colazione, avendo come sfondo le architetture e le mansarde ottocentesche della via: è una delle cose più torinesi dell'albergo.



Al primo piano, il Turin Palace Hotel offre una spa intima e accogliente e una palestra. Ci sono anche numerose sale riunioni, dotate non solo di tavoli e scrivanie, ma anche di salottini e poltroncine per un'atmosfera più rilassata. Ma la sorpresa più bella è la terrazza recuperata: che i suoi clienti non si perdano la vista che si gode da lassù. La collina, il Monte dei Cappuccini, Superga, la Mole Antonelliana da una parte, le Alpi, i grattacieli e il campanile della chiesa di San Secondo dall'altro. Una location apprezzatissima per gli eventi, siano matrimoni o aperitivi; sarebbe bello fosse aperto anche ai torinesi nelle sere d'estate, con la magnifica vista che offre, ed è un progetto dei Marzot per il futuro prossimo. Ai torinesi sarà aperto nelle prossime settimane il ristorante Les petites Madeleines, che ha atmosfere francesizzanti e che ha uno staff guidato dal giovane chef canavesano Stefano Sforza, tornato in Piemonte proprio per questo progetto; l'obiettivo della sua cucina è far conoscere ai clienti i sapori e le tradizioni del Torinese, coniugandoli con le tecniche di cottura più all'avanguardia.



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