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mercoledì 27 aprile 2016

La Cavallerizza Reale diventerà il primo distretto culturale italiano

Nei giorni scorsi il Comune di Torino ha presentato il Masterplan della Cavallerizza Reale, che sarà trasformata nel primo distretto culturale italiano. L'ambizione del piano è far convivere spazi pubblici e iniziative private, dare spazio alle mostre della città e agli spettacoli del Teatro Stabile, ospitare i collegi universitari e gli uffici di Turismo Torino. E' un intervento pensato a lungo termine, che richiederà probabilmente una ventina d'anni prima del suo completamento, ma quando la Cavallerizza sarà definitivamente consegnata alla città, sarà un polo culturale in cui agiranno diversi attori, dal Teatro Stabile, che avrà qui uno dei suoi teatri, all'Università degli Studi di Torino, che avrà qui la sua Aula Magna, dai Musei Reali, che avranno un nuovo spazio espositivo su cui contare, a Turismo Torino, che avrà una nuova sede e porterà i turisti in uno dei complessi più suggestivi della città.


Per rendere la Cavallerizza il più possibile fruibile al pubblico, il piano della città prevede la pedonalizzazione di via Verdi, che permetterà anche un rapporto più fluido tra l'Università, il suo collegio e la sua Aula Magna. Su via Fratelli Vasco, si affacciano a destra, leggermente inclinato nella maglia ortogonale del complesso, il Maneggio Chiablese, in cui l'Università manterrà la sua Aula Magna; sull'altro lato, nella manica perpendicolare alla via, c'è la Cavallerizza Alfieriana, che termina nella Rotonda e che tornerà agli spettacoli del Teatro Stabile (ci sarà maggiore rispetto per le sue splendide volte a botte ribassata o continueranno a essere nascoste dalle impalcature di luci e servizi? Speriamo si studi la situazione al meglio per tutte le esigenze). Lungo via Verdi, gli edifici ospiteranno gli uffici di Turismo Torino, con un Punto Informazione per i turisti e un collegio universitario; sul lato dei Giardini Reali, ci saranno un ostello per i turisti, gestito da privati, quindi, sul lato verso via Rossini, anch'esse inclinate rispetto all'impianto del complesso, le Pagliere ospiteranno laboratori artigianali di qualità con relativi incubatori, mentre, sull'altro lato, dove un tempo c'era l'Accademia Militare, ci saranno uffici e attività terziarie gestite da privati.

Uno degli elementi qualificanti del progetto è la galleria espositiva che verrà aperta nella manica perpendicolare a via Verdi, che arriva fino ai giardini Reali e ha come centro la Rotonda, l'edificio architettonicamente più interessante e caratterizzante dell'intero complesso. Sarà una galleria di grande fascino, che darà alla città lo spazio espositivo che le mancava. Lo ha spiegato a La Stampa Enrica Pagella, il direttore dei Musei Reali: "Dovrebbe diventare uno spazio a servizio dei Musei Reali, collegati alla Galleria dai Giardini di Levante, ma anche uno spazio che dovrà essere gestito in collaborazione con tutte le istituzioni culturali del Distretto che nascerà". In questa concezione della nuova Cavallerizza, diventano centrali i Giardini Reali, elemento di raccordo e di collegamento tra i vari spazi dell'ex centro del potere sabaudo; se i Giardini Reali alti permettono di muoversi tra Palazzo Reale e Galleria Sabauda e nei prossimi mesi diventeranno distributori dei percorsi museali, i Giardini di Levante diventano protagonisti, collegando i Musei Reali alla nuova galleria espositiva e avvicinando i turisti al nuovo distretto culturale che sarà.

Sulla carta il progetto è molto affascinante e conta sull'appoggio del Ministero dei Beni Culturali, che investirà intorno ai 3 milioni di euro per la realizzazione della Galleria espositiva. Tra pubblico e privato, l'investimento sarà di circa 10 milioni di euro e gli spazi rimarranno sostanzialmente sotto il controllo del pubblico, a parte la manica riservata all'Ostello e quella in cui saranno presenti attività terziarie. Tutto bene, dunque?

Non per Assemblea Cavallerizza 14:45, che da un paio di anni occupa il complesso per evitare che venga privatizzato e sia oggetto di una speculazione immobiliare. In un comunicato, gli occupanti fanno sapere di non apprezzare che non ci sia stata una votazione del progetto, ma solo un racconto; sottolineano che il progetto non preserva "l'unitarietà architettonica del complesso in quanto è già iniziato lo smembramento della proprietà (Maneggio Alfierano, Salone delle Guardie)"; avvertono che la presentazione del masterplan è avvenuta "a pochi giorni dallo scioglimento del Consiglio Comunale".


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