giovedì 12 maggio 2016

La Scala delle Forbici di Palazzo Reale in Ogni opera è un mondo

Uno dei gioielli più belli di Palazzo Reale è anche uno dei meno accessibili al pubblico: la Scala delle Forbici, uno dei capolavori torinesi dell'architettura di Filippo Juvarra. Sono poche le occasioni in cui è possibile visitarla, salire sulle sue rampe leggere e ascoltare le parole di una guida, che ne svela i segreti, sia architettonici che decorativi.

Perciò approfittate dell'occasione offerta il 15 maggio 2016, alle ore 16, (e il 9 ottobre 2016 alle ore 16) da Ogni opera è un mondo, in meno di un'ora, la bella iniziativa dei Musei Reali, che ogni domenica propone tre opere da scoprire.


La Scala delle Forbici si affaccia sul Salone degli Svizzeri, la grande sala che apre il percorso museale. E in genere la si può vedere così, con una sbirciata data dalla porta, senza potersi avvicinare, senza poter salire le rampe e ammirare l'ingegno di Juvarra, sia nella risoluzione delle difficoltà, sia nella capacità di creare meraviglia.


L'architetto siciliano progettò la Scala per le nozze del futuro Carlo Emanuele III con Anna Cristina del Palatinato Sulzbach: doveva essere il collegamento aulico al loro appartamento e venne realizzata in uno spazio angusto inimmaginabile, una sorta di parallelepipedo verticale, con una base di 66 metri quadrati e un'altezza di 10 metri. Nessuno poteva immaginarsi come realizzare una scala in uno spazio così piccolo e con un dislivello così ampio. Ma Juvarra non si fece scoraggiare dalla sfida e si inventò una delle scale più belle che si possano vedere a Torino. Il disegno è quello classico delle scale a tenaglia, ma, allo stesso tempo, è audace e leggero, come non si era ancora visto: la prima rampa, centrale, è seguita da due rampe laterali, appoggiate alle pareti, quindi, parallela alla prima rampa, la più leggera e audace di tutte, una rampa aerea, senza sostegni laterali, appoggiata solo agli estremi su due grandi archi trasversali. Perché, è l'arco il grande protagonista strutturale di questo impianto barocco, lo si nota appena, alleggerito dalle decorazioni di frutte, conchiglie e nodi sabaudi, ma è grazie alla sua forza e alla sua solidità che le rampe di queste magnifiche scale hanno superato il tempo.


Quando Juvarra presentò il suo progetto a Vittorio Amedeo II, nessuno credeva che sarebbe rimasto in piedi, invece ha vinto lui, il creativo architetto siciliano, che tre secoli dopo si fa ancora ammirare e ci lascia incantati. Lasciatevi sorprendere, da questa meravigliosa invenzione e non perdetevi l'appuntamento. Al precedente, ad aprile, le spiegazioni della bravissima guida hanno introdotto con sapienza nel mondo delle decorazioni simboliche, della leggerezza architettonica e della meraviglia come fine. Nel Barocco, insomma, ed è stata davvero una bella esperienza. Ancora una volta, a un mese dalla visita, grazie Fabio!


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