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lunedì 9 maggio 2016

Così l'ex CEAT ha inventato le ville urbane, sui tetti di Torino

Fino a pochi decenni fa, Borgo Aurora era un'area ancora industriale, con numerosi stabilimenti che davano lavoro a migliaia di persone e regolavano i ritmi di vita dell'intero quartiere. Poi, con la crisi industriale, molti stabilimenti sono stati chiusi e sono rimasti gli edifici, spesso di architettura pregevole e interessante. Tra gli interventi che hanno cambiato Borgo Aurora, dando un nuovo ruolo alle fabbriche abbandonate, c'è quello realizzato sull'ex CEAT, tra il 2006 e il 2008. Siamo nell'isolato compreso tra corso Regio Parco, via Pisa, corso Palermo (appena l'angolo nord-occidentale), via Foggia, via Parma, dove fino a qualche decennio fa la CEAT aveva la sua fabbrica di cavi elettrici e gli uffici amministrativi.

"Quando l'architetto Alberto Rolla e l'ingegnere Vittorio Neirotti, che ha collaborato al progetto, sono arrivati, si sono trovati davanti a un cortile occupato da bassi fabbricati e a spazi interni con pilastri a maglia regolare, a doppia altezza al piano terreno, dove c'erano i magazzini. Era un'architettura così significativa che l'hanno lasciata quasi intatta" spiega l'architetto Andrea Terranova, che racconta il progetto di riqualificazione come portavoce dello Studio Rolla; insieme a Vittorio Neirotti, lo studio torinese ha infatti firmato il progetto, inserito tra i migliori esempi di riqualificazione realizzati a Torino. All'interno di questa maglia regolare, sono stati inseriti 60 loft di diversa metratura, confermando, anche in questo progetto, la passione degli architetti torinesi per questa soluzione abitativa. "Quando si progetta una riqualificazione di edifici di questo genere, è logico pensare al loft. Lo permettono i grandi spazi ereditati dall'edificio originario: perché definire e chiudere e non lasciare questa libertà a chi abiterà poi in quello spazio? La maglia regolare e la collocazione a vista degli impianti fa sì che chi abiterà quegli spazi possa gestirli come meglio crede. E non dimentichiamo il nostro immaginario: un loft fa pensare a New York, agli edifici abbandonati riqualificati lì e abitati in modo creativo".


I due elementi caratterizzanti l'intervento sull'ex CEAT sono però il cortile interno e, soprattutto, le 12 ville urbane sui tetti. Entrambi hanno giocato con due degli elementi tipici dell'architettura torinese, l'isolato, che definisce uno spazio interno regolare, e gli abbaini, che caratterizzano i tetti della Torino dell'Ottocento. Ma Terranova, pur non negando le possibili citazioni, assicura che non sono state considerate in fase di progettazione.

"Il cortile è uno spazio che Studio Rolla ha davvero reinventato: nell'edificio, la maglia regolare dei pilastri ha permesso l'intervento senza snaturare la struttura originaria: le facciate esterne sono state mantenute, il cortile è stato liberato dai fabbricati minori ed è stato disegnato una aiuola centrale che ricorda un giardino giapponese; al contempo sono state previste delle bocche dell'aria per il parcheggio sotterraneo con un ruolo armonico con il complesso. E' uno spazio colorato, che ispira armonia e che è in netto contrasto con le facciate esterne, regolari e severe. Anche il verde delle terrazze contribuisce all'atmosfera elegante e armoniosa".


Le ville urbane sul tetto non nascono come citazione degli abbaini, Terranova lo chiarisce subito: "Avendo recuperato la superficie lorda di pavimento dalla demolizione dei bassi fabbricati nel cortile, si è deciso di utilizzarla sul tetto. La vista che si gode dai tetti dell'ex CEAT è incredibile: si vedono la collina, il centro, la Mole, era impossibile pensare di sprecare una simile opportunità. Così sono nate le ville urbane, che sono il fiore all'occhiello dell'intero progetto. Sono state usate tecniche costruttive innovative: le ville sono rivestite in Alucobond, un pannello di aspetto metallico che garantisce l'isolamento termico, le vetrate sono tutte basso emissive, con paratie regolabili elettronicamente. Anche le ville sono di diverse tipologie e metrature, ma hanno alcune caratteristiche in comune: sono dei duplex con la parte living a tutta altezza e hanno anche a disposizione grandi terrazze, con un rapporto molto generoso tra appartamento e terrazza; quindi si può immaginare come le ville urbane offrano davvero un nuovo modo di vivere l'appartamento e la città".


Nella riqualificazione si è prestata molta attenzione anche alle nuove tecniche di isolamento e di sostenibilità ambientale: oltre alle vetrate basso-emissive, il raffrescamento è garantito dall'acqua di falda.

Il progetto di riqualificazione dell'ex CEAT è tra i più originali e, allo stesso tempo, tra i più rispettosi dell'edificio originario. Come si è avvicinato a quest'architettura ex industriale, lo Studio Rolla? "Con grande senso di responsabilità per l'identità dell'edificio, non si può intervenire sull'esistente senza questo. L'ex CEAT era un fabbricato con una lunga permanenza nel tessuto urbano, cosa che ha determinato sia la sua identità che quella dell'area intorno. Il senso di responsabilità, però, non significa farsi condizionare al momento della progettazione: la qualità del progetto sta nella definizione degli spazi, più che nei dettagli, ed è un argomento a cui lo Studio Rolla ha sempre tenuto molto".

La riqualificazione dell'ex CEAT è stata realizzata da DE-GA spa e ha vinto il premio Architetture Rivelate 2009, per la qualità del progetto e della realizzazione.

Le fotografie, che non portano la firma @rsto, appartengono a DE-GA spa, e sono parte della sua bella gallery dedicata al progetto, a questo link www.due.to.it


Gli articoli dedicati alle fabbriche ex industriali riconvertite:

Il progetto dell'ex SNOS: la galleria ponte tra passato e presente - 14 marzo 2016


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