venerdì 3 giugno 2016

Con Fragile, l'arte contemporanea arriva alla Galleria Sabauda

Il pavone, simbolo di folgorante bellezza, nella Galleria Sabauda di Torino diventa immagine della sua caducità e della sua fragilità, senza cure attente. Un giovane indiano si muove nelle sale del Museo torinese, ricche di capolavori del passato, da Mantegna a Botticelli, da van Eyck a Rembrandt. Con lui c'è un pavone, anziano e stanco, che non apre più la splendida coda con cui suscita l'ammirazione incondizionata: le sue zampe stanche e fragili faticano a reggerlo e il contrasto, tra la sua fatica di vivere e lo splendore delle opere della Galleria, è doloroso.


Il messaggio di Fragile, installazione video nella Galleria Sabauda, è chiaro: abbiate cura della bellezza, perché può essere folgorante come quella di un pavone, ma senza cure e senza attenzione, è destinata a finire. E la metafora sulla necessaria cura che dobbiamo avere del nostro patrimonio culturale, in questa Galleria dalla storia intensa e non ancora terminata, è quasi un monito severo.

Fragile è la prima opera di arte contemporanea installata nella Galleria Sabauda, si trova al primo piano ed è un video che dura circa sette minuti. E' stato realizzato dagli artisti Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, in arte MASBEDO, che hanno scelto i video come forma di espressione artistica e hanno partecipato a numerose esposizioni e fiere d'arte e Festival cinematografici internazionali; le loro opere d'arte sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private come MART Rovereto, Fondazione Merz, GAM Galleria d’Arte Moderna di Torino, MACRO Museo di Arte Contemporanea di Roma, DA2 Museo di Arte Contemporanea di Salamanca, CAAM Centro Atlantico di Arte Moderna di Las Palmas, Junta de Andalucia, CAIRN Centro di Arte Contemporanea di Digne, Tel Aviv Art Museum.

Ma cosa ci fa un'opera di arte contemporanea in uno dei templi torinesi dell'arte del passato? Fragile appartiene a un progetto del MiBACT, il Piano per l'arte contemporanea, che ha avuto in Palazzo Reale, Villa della Regina, Castello di Racconigi e Castello di Agliè i primi protagonisti. Il progetto chiede agli artisti contemporanei di pensare a un'opera per un complesso storico; ai MASBEDO è stato chiesto di realizzare un progetto site specific per le collezioni della Galleria Sabauda. Così è nato questo video malinconico e riflessivo, sulla caducità e sulla responsabilità che noi tutti abbiamo.

Custodi del passato aulico e regale di Torino, i Musei Reali saranno sempre più aperti all'arte contemporanea. In una bella passeggiata nei Giardini Reali, qualche giorno fa, il Direttore Enrica Pagella chiedeva ai partecipanti se avrebbero apprezzato interventi di arte contemporanea in quello spazio. Da buoni torinesi, la maggior parte (compresa la sottoscritta) ha storto il naso, temendo installazioni invasive e disarmoniche, ma Pagella appariva molto tentata, sostenendo l'importanza del dialogo tra il passato rappresentato dai Musei e il presente, rappresentato da noi che li visitiamo e li viviamo. L'arte contemporanea come segno di vitalità e di partecipazione. Un bel concetto, tutto da pensare. Anche perché, se visiterete la Galleria Sabauda e vi fermerete a guardare Fragile (e vi consiglio di farlo), amerete il vecchio pavone e il suo messaggio.


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