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venerdì 14 ottobre 2016

La flotta perduta di Kublai Khan, al MAO: mostra e conferenza

Sono tante le iniziative del Museo d'Arte Orientale (MAO) per quest'autunno. Inizio con il segnalarvi questa mostra fotografica, che sarà inaugurata la prossima settimana, il 21 ottobre 2016, alle ore 17, e che ha un qualcosa di epico sin dal titolo: La flotta perduta di Kublai Khan – Mostra fotografica della Spedizione Archeologica, che fa subito pensare a tutto quello che sapremmo, se i fondali dei nostri mari potessero parlare. Non solo il Mediterraneo o l'Oceano Atlantico, ma anche, nell'Estremo Oriente, il Mare Cinese!


Siamo nel 1281, Kublai Khan, l'imperatore che in Occidente conosciamo soprattutto per l'avventura di Marco Polo, prova per la seconda volta di invadere il Giappone degli shogun. Il primo tentativo, nel 1274, era fallito a causa di un tifone, che aveva distrutto la sua flotta. I tentativi dell'imperatore cinese di sottomettere il Giappone risalgono al 1268, quando un'ambasciata con un atto di sottomissione che lo Shogun avrebbe dovuto firmare, fallisce per l'ovvio rifiuto del giapponese. Nel 1274, allora, il Khan invia una flotta di 900 navi e 33mila soldati, per invadere la regione a nord del Kyūshū, ma un violento tifone riduce di un terzo la forza dei cinesi, che decidono di abbandonare l'impresa. Visto il pericolo, i giapponesi decidono di proteggersi con un muro di pietra lungo 20 km, alto 2-3 metri e largo circa 3 metri, nella Baia di Hakata, tutt'oggi visibile. I cinesi inviano una nuova ambasciata per ottenere la sottomissione dell'arcipelago e lo Shogun, che reggeva il regno nel nome del principe Koreyasu, per tutta risposta fa decapitare i 5 uomini del Khan. La furia dell'imperatore non si fa attendere e nel 1281 attacca Fukuoka, con oltre 140mila soldati e 4mila navi, i giapponesi offrono una resistenza incrollabile e i rinforzi attesi dalle truppe imperiali finiscono distrutti da un altro tifone. L'imperatore mongolo perde buona parte della flotta e la metà dei suoi uomini. A causare questo nuovo disastro mongolo-cinese, venti provvidenziali che i giapponesi definirono kamikaze, cioè vento divino; furono questi venti a rafforzare la convinzione giapponese di vivere in una terra benedetta e protetta dagli dèi. E fu questa nuova catastrofe a spingere l'imperatore mongolo ad abbandonare il tentativo di conquistare il Giappone.

Sette secoli dopo queste epiche battaglie nel Mare Cinese, una spedizione di archeologia subacquea, a cui ha partecipato anche l'Italia, ha riportato alla luce la grandiosa flotta del Khan, permettendo di studiare imbarcazioni e armi dell'epoca. Di quel lavoro, compiuto dall'IRIAE (International Research Institute for Archaeology and Ethnology), con la collaborazione del giapponese ARIUA (Asian Research Institute for Underwater Archaeology), arrivano al MAO 36 fotografie e vari video. "Gli scatti dei giornalisti e fotografi Marco Merola e David Hogsholt, realizzati in occasione di un reportage poi pubblicato dal prestigioso magazine internazionale Terra Mater, hanno colto i momenti di scavo subacqueo, di recupero dei materiali e di 'vita' della missione più suggestivi. Insieme alle stampe saranno presentati alcuni filmati montati da Fabio Branno, Cinemax Studio, che avranno il compito di trascinare il pubblico nel Giappone profondo, mostrando l'area interessata dalla spedizione e, soprattutto, facendo vivere in differita le emozioni vissute dagli archeologi nei sette anni di attività sul campo" spiegano dal Museo di via San Domenico 11.

L'inaugurazione della mostra sarà accompagnata da una conferenza, che racconterà la missione archeologica. L'appuntamento è dunque per il 21 ottobre alle ore 17, saranno presenti anche Daniele Petrella, presidente dell'IRIAE, e il giornalista e fotografo Marco Merola. La conferenza e l'inaugurazione alla mostra saranno a ingresso gratuito.

La flotta perduta di Kublai Khan sarà aperta al MAO (via San Domenico 11) fino al 20 novembre 2016, la visita è compresa nel biglietto d'ingresso al Museo (10 euro, ridotto 8 euro, gratuito per under 18 e Abbonamento Musei Torino Piemonte); l'orario di apertura è mar-ven ore 10-18 e sab-dom ore 11-19.


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