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martedì 22 novembre 2016

La prima presentazione del Salone del Libro di Torino

Ieri, a Palazzo Madama, in una conferenza stampa affollatissima che avrebbe meritato miglior causa, è stato presentato il Salone del Libro.
Se vi aspettavate di sapere quale sarà il filo conduttore della manifestazione, se ci sarà un Paese ospite, se sarà un Salone del Libro ispirato al Salone del Gusto, diffuso nella città con eventi e reading, tranquilli, non è stato spiegato. L'organizzazione del Salone, da quanto si è capito, sta appena iniziando: il Presidente in pectore della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Massimo Bray non è ancora stato nominato per questioni di Statuto da rinnovare, così gli onori di casa li ha fatti il presidente provvisorio Mario Montalcini, affiancato dal presidente della Regione Sergio Chiamparino e dal sindaco di Torino Chiara Appendino, azionisti principali della Fondazione per il Libro. Il mattatore però è stato il neo-direttore, lo scrittore Nicola Lagioia: pugliese, residente a Roma, si è conquistato tutte le simpatie nelle settimane scorse, quando ha dichiarato eterno amore al Salone del Libro, a cui arrivava in treno dalla Puglia natale, e quando, soprattutto, ha annunciato il trasloco a Torino, per dedicarsi al 100% alla nuova impresa, salvare il Salone del Libro dalla concorrenza milanese.

Lagioia ha spiegato che il Salone conta su numerosi editori, che stanno collaborando attivamente alla sua organizzazione, e che sarà una manifestazione in cui avranno posto scrittori, librai e biblioteche (niente di nuovo, il Salone del Libro ha sempre dato loro posto); sarà il Salone dell'accoglienza e dei diritti, cosa che permette di spaziare in ogni campo del sapere, di occuparsi di ogni aspetto della letteratura e di ogni commistione possibile, musica, fumetti e televisione inclusi (anche qui, nessuna novità: la capacità di leggere i fenomeni che esulano dalla pagina scritta è una delle ragioni del successo della kermesse torinese). Essendo aperto praticamente a tutto, il Salone avrà una sorta di responsabile per ogni area da organizzare, che farà poi capo a Lagioia. E, siccome il Salone si svolge a Torino, ma è nazionale, la squadra è composta da personalità provenienti da tutto il Paese: Giuseppe Culicchia, Loredana Ljpperini, Fabio Geda, Andrea Bajani, Valeria Parrella, Mattia Carratello, Rebecca Servadio, Alessandro Grazioli, Ilide Carmignani, Eros Miari, Giulia Blasi, Giorgio Gianotto, Alessandro Leogrande, Vincenzo Trione.

Lagioia ci ha tenuto a farci sapere che al momento lui e i suoi collaboratori stanno lavorando gratis, in attesa che i Fondatori del Salone adeguino lo Statuto e si possa partire con l'organizzazione vera e propria della squadra: essere pagati è un diritto, "speriamo si affermi la democrazia e non la burocrazia" ha detto Lagioia con una frase a effetto (e speriamo, allora, che il Salone non abbia volontari nei giorni del Lingotto Fiere e paghi tutte le persone che lavorano al suo successo). Né Chiamparino né Appendino hanno preso la parola e Lagioia ha liquidato i giornalisti con un "se avete domande, adesso scendiamo e potete farcele personalmente" (e se le risposte rimangono tra un paio di interlocutori e non sono patrimonio pubblico, amen).

Insomma, una conferenza stampa affollatissima per annunciare i membri della nuova squadra (molti dei quali assenti) e per lamentare gli stipendi arretrati. Bastava un comunicato stampa.

PS L'osservazione non toglie niente alla simpatia e all'appoggio totale al Salone del Libro di Torino: so che sarà un gran #SalTo e la conferenza stampa non mi ha tolto la convinzione. Se siete curiosi e volete vedere la conferenza stampa, il sito del Salone del Libro la ripropone integralmente in un video, a questo link.


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