martedì 21 febbraio 2017

Il Museo Egizio spiega il prestito dei reperti a Catania

Nelle scorse settimane, si è molto parlato del trasferimento di alcuni reperti del Museo Egizio, conservati attualmente nei magazzini, a Catania, prestati per 30 anni alla città siciliana, che li esporrebbe nel Convento dei Crociferi; l'idea ha causato le proteste di chi ritiene che gli oggetti appartenenti alle collezioni del Museo debbano rimanere a Torino e qui trovare spazio in eventuali altri edifici storici non utilizzati. C'era chi temeva, insomma, un ulteriore scippo alla città, dopo quelli già ben noti, dal cinema alla tv, dalla moda all'editoria, fino all'ultimo choc, il Salone del Libro. Il Museo Egizio non si tocca, insomma!

A chiarire le cose ci ha pensato lo stesso Museo di via Accademia delle Scienze, pubblicando nel suo sito ufficiale un comunicato, in cui spiega che tutta l'opeeraione, iniziata circa un anno fa con una proposta ricevuta dalla Città di Catania, "è stata sin dall’inizio condivisa con il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino e con il Consiglio di Amministrazione i cui rappresentanti sono nominati direttamente dal Collegio dei Fondatori (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT)". Dunque, nessuna manovra oscura, a insaputa dei torinesi.

Il Museo precisa anche che "non è stato ancora firmato alcun accordo con Catania e sono tuttora in corso le opportune valutazioni di fattibilità del progetto al fine di produrre una bozza di accordo condivisa e definita dagli uffici legali dei tre enti coinvolti". La Fondazione Museo delle Antichità Egizie, che dal 2004 gestisce il Museo, conserva 50mila reperti, in esposizione permanente ce ne sono 3.300, " altri 13.000 sono stati allestiti nelle Gallerie della Cultura Materiale, un percorso parallelo che offre al pubblico l’accessibilità di parte dei materiali custoditi nei depositi". A Catania, qualora si concludesse l'accordo, andranno "reperti egizi di età ellenistica" in numero non superiore ai 300 pezzi, "selezionati fra i materiali custoditi nei depositi e non destinati, né ora né in futuro, all'esposizione permanente del Museo Egizio".

Dunque nessuno scippo per Torino, ma, magari, un'occasione di divulgazione e promozione sia della civiltà egizia che dello stesso Museo. Il comunicato completo è su www.museoegizio.it.


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