Eventi    Luoghi   Made in TO   Progetti   Storie   In viaggio               Chi sono  Contatti

lunedì 6 marzo 2017

Parco Dora: nuovi lavori, aspettando la stombatura della Dora

Parco Dora, ancora lui. Quello che ha tutte le potenzialità per essere uno dei parchi post-industriali più belli d'Europa, sta diventando piano piano il simbolo del declino dell'Italia e dell'incompetenza della sua calsse dirigente. Doveva essere una sorta di polmone verde con evidenti tracce del passato industriale, dal suggestivo capannone, dove un tempo c'erano gli alti forni e adesso gli impianti sportivi per i giovanissimi, ai gioci d'acqua, che dovevano ricordare gli impianti di raffreddamento, dalla collina verde, con l'ampia valle che doveva contenere le eventuali piene della Dora alla piazza alberata, che doveva segnare il confine aperto con l'Environment Park. Era un Parco ambizioso, all'altezza degli omologhi che stavano sorgendo nella Ruhr tedesca, percorsa dagli stessi processi di deindustrializzazione. Invece.


La sua costruzione è stata costellata da difficoltà di bilancio, di soldi stanziati e poi deviati verso altre città dai governi di centro-destra. Non ancora concluso, per quelle lentezze burocratiche che stanno uccidendo l'Italia, si è trovato ad avere evidenti problemi di manutenzione, con fortissimi tagli al bilancio. Tempo fa ho partecipato a una passeggiata urbana con gli architetti del paesaggio e gli agronomi che hanno seguito i lavori del Parco: sono stati loro a raccontarci che il bilancio per la manutenzione delle aree verdi si è ridotto in questi anni di crisi a un quarto. "Con le risorse economiche che abbiamo, se riusciamo a tagliare l'erba un paio di volte l'anno è pure tanto" avevano commentato e chissà se era un'iperbole. Il risultato si vede: nell'area Michelin i roseti e i fiori che coloravano il giardino convivono adesso con l'erba alta e le piante parassite; nell'area Ingest, accanto alla chiesa del Santo Volto, le fontane hanno lasciato il posto prima all'acqua stagnante e adesso, addirittura, all'assenza d'acqua. Un degrado che questo Parco, nato con le intenzioni più belle, non meritava.


Qualche giorno fa il Comune ha annunciato nuove operazioni di manutenzione, che però ridimensioneranno il fascino del Parco. Verranno risistemate le panchine vandalizzate, verranno messi in sicurezza i muri sul lato di corso Umbria e, soprattutto, verranno chiusi i canali che caratterizzavano l'area Vitali e che si muovevano intorno ai pilastri slanciati verso il cielo. Non è un'operazione inaspettata: sin dalla loro costruzione questi canali un tempo pieni d'acqua, a ricordare le bealere che percorrevano il territorio intorno alla Dora e che contribuirono alla sua industrializzazione, avevano creato molte perplessità. Erano a livello della superficie della terra e senza protezione, così molti genitori avevano iniziato a lamentare che i figli potessero finirci dentro (controllarli, i piccoli?), altri cittadini avevano paventato il pericolo di finirci dentro in bicicletta (e infatti un pensionato che c'è finito dentro, invece di prendersela con se stesso, che andava in bicicletta dove evidentemente non era in grado di andare, ha fatto causa al Comune). Per evitarsi problemi, il Comune prima li ha prosciugati quindi ne ha addolcito il letto e adesso ha deciso di chiuderli, privando quest'area dell'idea più originale e di parte del suo fascino.

Nel calendario dei lavori di primavera del Parco Dora torna anche la ormai leggendaria stombatura della Dora, promessa da 10 anni e mai realizzata. Ce la faremo questa volta? Il Comune ha assicurato che l'area Valdocco, ancora allo stato selvaggio, sarà presto oggetto dei lavori di riqualificazione, tra i quali c'è anche la stombatura del fiume. Ma a questa promessa si crederà solo quando si vedrà finalmente l'acqua della Dora. Per ora rimane la sensazione di una grande occasione persa a Torino, tra crisi economica, disinteresse e incapacità della classe dirigente, torinese e italiana.

PS In questo blog tendo a non parlare delle cose negative di Torino, perché ci sono tante pagine in cui manifestare il proprio scontento, qui mi piace segnalare le cose belle della città, quelle che la rendono originale e meritevole di visite, conoscenza e approfondimenti. Ma sono sempre stata una fan del Parco Dora, per come era stato concepito, per come doveva diventare, avendo visto analoghe operazioni in Germania, e mi spiace davvero che, nonostante le sue grandi potenzialità, sia stato così trascurato e non sia stato trattato come uno dei posti di cui essere più orgogliosi nella Torino del XXI secolo.


2 commenti:

  1. Ben vengano le critiche, sopprattutto quando sono così ben motivate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Alessio, tendo a non criticare senza formulare le ragioni e tendo a essere sempre ottimista. Spero che il Parco Dora venga presto trattato come merita, che ci siano le risorse per terminarlo e, soprattutto, per la sua manutenzione :)

      Elimina