lunedì 22 maggio 2017

Open House Torino aprirà 111 architetture pubbliche e private

Open House Torino ha vinto la sua prima sfida: gli organizzatori volevano aprire 70 architetture difficilmente accessibili al pubblico, il 10 e 11 giugno 2017 ne apriranno ben 111. Come presentazione della prima edizione non è niente male. Ma per capire bene quanto sia eccellente il risultato di questa prima Open House Torino bisogna ricordare come nasce il format: a Londra, nel 1992, Victoria Thornton lancia la prima Open House, proponendosi di aprire per un solo weekend all'anno gli spazi e le architetture generalmente chiuse al pubblico, affinché sia visibile, anche solo per due giorni, un patrimonio di spazi e stili di vita generalmente invisibile, dietro le pareti. È un successo: in 25 anni la manifestazione arriva ad aprire a Londra oltre 700 spazi in un solo weekend per ben 300mila visitatori, dilaga nel resto del mondo, raggiungendo 35 città, tra cui Roma, dal 2012, e Milano, dal 2016; nella capitale, in cinque anni di Open House il pubblico è aumentato del 400%!


Molecular Biotechnology Center - The Number Six

Da questi numeri potete capire come la prima edizione di Open House Torino sia davvero promettente. Nel sito web, trovate la lista degli spazi aperti: appartamenti privati e palazzi storici, studi professionali ed edifici ex industriali, laboratori scientifici e strutture sportive, in un crescendo che coinvolge tutta la città e tutti i suoi quartieri, che permette di guardare Torino dall'alto e di scoprire le passioni dei suoi residenti. Spulciando tra i 111 spazi che apriranno al pubblico, dai Docks Dora a Villa Cairoli, dal Palazzo della Luce all'ex INCET, dal Lanificio Torino a Palazzo Bricherasio, dal Cohousing Numero Zero a The Number 6, da Villa Agliè alla Fondazione Monaco, all'ultimo piano della torre più alta di Spina 3, ognuno di noi può creare il proprio itinerario, soddisfare le proprie curiosità e scoprire un patrimonio d'architettura e design che rimane quotidianamente celato ai nostri occhi.


Ex CEAT /Torino Loft - Villa d'Agliè

Il risultato più bello raggiunto finora da Open House Torino, a poco meno di venti giorni dalla sua prima edizione, è aver già messo in evidenza la grande versatilità non tanto e non solo dell'architettura torinese, ma anche di chi la forgia, le dà nuova vita, la abita. I villini liberty di San Donato e Cit Turin, che nascondono eleganti appartamenti di design contemporaneo, gli edifici ex industriali che sono diventati residenze, centri culturali, poli d'arte, scuole di pensiero e di lavoro, cortili che hanno saputo proporre nuovi modi di vivere e che sono diventati riferimenti dell'architettura contemporanea. Casa Baloire e Casa Okumé, Casa Pomba e Casa Bossi, i loft dell'ex CEAT e del Palazzo della Luce raccontano la Torino del design contemporaneo in contenitori non necessariamente appena costruiti. Le Torri Pitagora, a Mirafiori Nord, e la Torre Monaco, in Spina 3, il campanile di Faa' di Bruno, a San Donato, offrono una Torino dall'alto che non sia la solita, vista dal Monte dei Cappuccini o dalla Mole, e offrono punti di vista inediti o, per lo meno, non frequentabili quotidianamente.


Spazio MRF, Capannone ex DAI - NH Collection Piazza Carlina

Appassionata di architettura per studi universitari al Castello del Valentino, fresca autrice di un ebook dedicato agli edifici ex industriali e riutilizzati nella Torino del XXI secolo, so già che mi perderò tra il liberty e il design, tra gli edifici storici reinterpretati, siano l'hotel NH Collection Piazza Carlina, il Camplus dell'ultimo piano del Lingotto, The Number Six o il loft del Palazzo della Luce. L'offerta è davvero vastissima e Open House Torino dura solo due giorni, da sfruttare intensamente.

Il sito web, da cui sono state tratte queste immagini e con le schede di tutti gli spazi aperti e tutte le informazioni per organizzare i propri itinerari (c'è anche una mappa da scaricare, in .pdf), è openhousetorino.it.


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