La battaglia dell'Assietta non si trova nei libri scolastici di
storia, troppo complicato ricordare tutte le battaglie della
millenaria storia europea, ma è una delle battaglie che più hanno
segnato il Piemonte, la sua storia e persino la sua identità (una
delle frasi storiche pronunciate lì dal Conte di San Sebastiano, Noi autri i bogioma nen, Noi non ci
muoviamo, è diventata, anche se con un'altra interpretazione, un modo di
identificarsi dei piemontesi).
Siamo nel 1747, in piena guerra di
successione austriaca: l'Imperatrice Maria Teresa era salita al
trono nel 1740, Francia, Spagna e Prussia non lo accettarono, avendo
propri candidati da proporre al posto di una donna (e che donna!),
così mossero guerra all'Impero Austriaco, alleato con l'Inghilterra. Il Regno di Sardegna era
entrato in guerra nel 1743, alleato degli Austriaci e venne attaccato
immediatamente dai Francesi e dagli Spagnoli, sia via mare che via
terra; vennero assediate e occupate Nizza e Sanremo, mentre Cuneo
resisteva eroicamente all'assedio.
Nel 1747, ad assedio di Cuneo
ancora in corso, i Francesi decidono di aggirare l'ostacolo e
dilagare nella Pianura Padana dalla solita via, la Val di Susa. Ma
siccome scendere dalla Valle sarebbe stato troppo prevedibile,
decidono di conquistare il colle dell'Assietta, che divide la valle
di Susa da quella del Chisone ed è strategico, perché garantisce il
controllo di entrambe le valli. Una volta conquistato il Colle, i
Francesi intendono continuare lungo il crinale, per evitare
fortificazioni come quella di Fenestrelle, e poter arrivare alla
pianura. Solo che l'esercito del Re di Sardegna non si fa trovare
impreparato e, piazzatosi dietro un efficace sistema di ridotte e
trincee, appositamente costruito negli anni della guerra, si fa
trovare pronto a dare battaglia. A difendere il Colle ci sono non
solo i battaglioni dell'esercito, ma anche i volontari locali, tra
cui i Valdesi (con tutto quello che significa, per il nostro
Piemonte, non essendo ancora riconosciuto il diritto di culto dei
Valdesi, arrivato solo un secolo dopo...). La battaglia avviene il 19
luglio 1747 e inizia alle 4 di mattina, quando i Francesi iniziano a
muoversi, divisi in tre colonne, nel tentativo di aggirare i
Piemontesi. Nonostante i numerosi tentativi, però, i Francesi non
riescono a superare il fuoco di sbarramento dei Piemontesi,
pur essendo in 20mila contro 7500. Durante la battaglia muoiono
i principali ufficiali francesi, tra cui il maresciallo Arnault, che
comandava la colonna centrale, e lo stesso generale Bellisle, che
aveva la responsabilità generale della battaglia e dell'invasione
dalla Valle di Susa. Quando il generale Villemur, a cui è stata
affidata la colonna di destra e la conquista del Gran Serin,
raggiunge il suo scopo, il Conte di Bricherasio ordina il ritiro, per
evitare l'accerchiamento; sul campo, a difesa della Testa
dell'Assietta, rimane il Conte di San Sebastiano, che ai ripetuti
ordini di ritiro, risponde con il celebre Noi autri i bogioma nen, Noi non
ci muoviamo. E' una frase entrata nell'immaginario piemontese, ma con
un altro significato: si dice che i torinesi e i piemontesi siano
bogia nen, non si muovano dalle loro abitudini, per pigrizia, per
paura dei cambiamenti. Invece, da quale storia e da quale atto di
coraggio e di orgoglio nasce questa frase!
Poco dopo
l'inaspettata vittoria dei Piemontesi all'Assietta, i Francesi e gli
Spagnoli lasciarono il Piemonte.
Ogni anno la battaglia viene
ricordata con una Manifestazione Commemorativa e una ricostruzione
storica, sul Colle dell'Assietta. Il programma preparato per il 2015
inizierà il 18 luglio, a Usseax, frazione Pourrieres, alle ore 11,
con l'inaugurazione della mostra storica sulla battaglia e con un
pranzo con musica a cura della Banda di Cavour; alle ore 19, alla
Casa cantoniera dell'Assietta, il rancio serale, e alle ore 21, la
fiaccolata con musiche e canti popolari. Il 19 luglio ci si
trasferirà al Colle dell'Assietta: alle ore 9.30, alzabandiera e
apertura manifestazione; alle ore 11, rievocazione di alcuni momenti
della battaglia con figuranti in costume uniformi militari d'epoca a
cura del Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700 presso
l'obelisco alla Testa dell'Assietta; alle ore 13, pranzo al campo nei
pressi della casa Cantoniera, a circa 1 km dal colle dell'Assietta;
alle ore 14, continuazione della manifestazione con giochi per
bambini e ragazzi e canti e giochi popolari nella zona antistante
alla casa Cantoniera.
L'
Associassion Festa dël
Piemont al Còl ëd
l'Assieta, che organizza la manifestazione, fa sapere che, per
raggiungere il Colle dell'Assietta in auto, ci sono
due itinerari:
"Dalla Valle di Susa salire a Meana e di qui al Colle delle
Finestre e scendere fino al Pian dell'Alpe; dalla Valle Chisone
partire da Fenestrelle (bivio di Dépôt) o da Balboutet (comune di
Usseaux) per giungere al Pian dell'Alpe e di lì al Colle
dell'Assietta".
Tutte le info, sul volantino dell'Associazione,
in pdf su
www.anavalsusa.it, da cui sono tratte anche le due foto di questo post.