In piazza Peyron, i libri in cabina telefonica

Ci sono posti che raccontano Torino e la sua creatività e fanno sentire in una città speciale. Per esempio, in piazza Peyron, tra Cit Turin e San Donato, c'è una cabina telefonica che è una piccola biblioteca. Si chiama La Cabina dell'Arte Diffusa, riprende la tendenza passata in alcune capitali europee di trasformare le cabine telefoniche, ormai in disuso, in piccole centrali di cultura diffusa, e, da poco più di un anno, propone al suo interno una serie di libri e riviste da leggere sulle panchine dei giardinetti.


Un'idea semplice, che rende piacevoli i pomeriggi tiepidi di questo primo autunno, e che si basa sui sentimenti positivi dei cittadini: i libri e le riviste non devono essere portati a casa, perché non si tratta di un self service gratuito, in cui prendere e portare via quello che interessa, e non devono essere rovinati, affinché i successivi lettori possano goderne altrettanto.


È un esperimento riuscito? Non ho i numeri per poter giudicare, ma sono passata qualche giorno fa e in cabina c'erano vari libri, più o meno ordinatamente disposti sugli scaffali di legno, inseriti nella cabina senza toccarne la struttura. C'erano vari avvisi che invitavano a non portare via i libri e che incoraggiavano alla lettura (c'erano anche inviti ai genitori, a insegnare ai propri piccoli di non confondere la cabina con un gabinetto, ma vabbe'). I libri, insomma, sono ancora presenti, mi è capitato di vedere anche un paio di persone che curiosavano e sfogliavano, prima di rimetterli a posto.

Non so quanto sia riuscito l'esperimento, ma l'idea di una cultura che possa girare libera tra le persone e affermarsi anche in un'elegante piazza della Torino borghese, ispira gentilezza e ottimismo e la Cabina dell'Arte Diffusa lo ricorda con la sua presenza e i suoi libri.


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