domenica 28 gennaio 2018

A Lussemburgo, tra scorci antichi e architettura contemporanea

A Lussemburgo sono stata per quattro giorni poco tempo fa, quando ho scoperto Flibco, la compagnia di bus low-cost recentemente sbarcata anche in Italia. Sul web avevo visto una pubblicità di lancio della navetta dall'aeroporto di Charleroi, in Belgio, a Lussemburgo per 5 euro, mi sono incuriosita, ho controllato il volo di Ryanair da Torino a Charleroi e mi sono detta why not. Così a fine maggio sono volata in Belgio e quindi, in circa un paio d'ore di autobus, sotto un cielo dalle intense sfumature di grigio del Nord, sono arrivata a Lussemburgo. Sono stati quattro giorni di belle scoperte e mi sono ripromessa di tornare nella capitale del Granducato non appena possibile, magari sotto la neve, per vederne i risvolti fiabeschi. Un weekend nella capitale del Granducato può essere una bella idea, per un break insolito, sorprendente e anche romantico.

verso Lussemburgo vista di Lussemburgo
Sull'autostrada belga, verso Lussemburgo (sin) - la vista della città dal ponte Adolph (des)

La città vecchia sorge sull'alto 'promontorio' formato dalle valli Pétusse e dell'Alzette. I turisti che non dispongono di grandi budget tendono a dormire a La Gare, il quartiere che sorge intorno alla Stazione Centrale, vivace, commerciale e cosmopolita, con buoni alberghi a prezzi moderati (Lussemburgo è piuttosto cara, tenete presente che il menù turistico costa in media 30 euro). Uno dei vantaggi di La Gare, oltre alla varietà dei suoi negozi e dei suoi ristoranti etnici, è che si arriva alla città vecchia dal ponte Adolphe, attraversando la Valle della Pétusse. In un solo sguardo si ha idea della capitale e del suo grandioso sistema difensivo: le guglie della Cattedrale di Notre Dame, il monumento alla Gëlle Fra, i tetti aguzzi e grigi delle case antiche, mescolati agli edifici più moderni. Su tutti, però, prevale la meraviglia per i bastioni, che si erigono dalla valle e che danno un'idea del perché Lussemburgo fosse considerata la Gibilterra del Nord. Sul sistema di fortificazione c'è una passeggiata, la Corniche, che permette di apprezzare la forza e la potenza dei bastioni e che dà una splendida visuale sulle due valli, soprattutto su quella dell'Alzette; a Lussemburgo lo chiamano il più bel balcone d'Europa ed è difficile dare loro torto, gira e rigira non so quante volte ci sono tornata, in quattro giorni. Il grandioso sistema difensivo è dotato anche di casematte, con lunghissimi corridoi scavati nella roccia, che affascinano e preoccupano allo stesso tempo (niente paura, non ci si perde!). Le sensazioni che si provano lì dentro, pensando ai soldati spagnoli e fiamminghi e ai lussemburghesi che vi si rifugiavano durante la Seconda Guerra Mondiale, sono intense e spiegano perché il sistema difensivo della città sia Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO.

Lussemburgo Palazzo Ducale Lussemburgo casematte
Il Palazzo Granducale dalla Rue de la Reine (sin) - le casematte delle fortificazioni (des)

Ai piedi dei bastioni, lungo la valle dell'Alzette, c'è Grund, che nacque come quartiere operaio al di fuori delle mura e che oggi è silenzioso e tranquillo, con vedute bucoliche regalate dalle sue casette e dai salici inclinati sul fiume e con impressionanti scorci sulle altissime mura della capitale; la passeggiata porta all'Abbazia di Neumünster, oggi anche Centro Culturale e alla bella chiesa di Saint Jean; arrivate anche ai piccoli vigneti e agli ordinati orti, proprio sotto i bastioni della città, che fanno pensare a come l'uomo non si arrenda mai. Dalla Corniche, Grund offre una delle viste più belle di Lussemburgo, quella che mi è rimasta più nel cuore: sembra un villaggio fiabesco, con i suoi tetti aguzzi, il suo fiume e i suoi ponti di pietra; ci tornerò quando sarà sotto la neve, non voglio perdermi una vista così fiabesca. La città vecchia chiude in poche decine di metri quadrati tutti i centri del potere.

Lussemburgo Grund Lussemburgo Grund
Grund, dalla Corniche (sin) - Grund con sullo sfondo le alte fortificazioni (des)

La Cattedrale di Notre Dame, di stile neogotico, piccola e non particolarmente interessante all'interno (pure la statua di Notre Dame, oggetto di venerazione da tutta la Grande Regione, che supera i confini del Ganducato e arriva fino a Metz, a Treviri e a Arlon, è esteticamente improbabile), conseva nella sua cripta le tombe dei Granduchi. Il Palazzo Granducale, a pochi minuti a piedi, è piccolo, di origine rinascimentale e di stile eclettico; apre al pubblico solo d'estate, quando il Granduca e famiglia sono in vacanza in Francia, per visite in inglese, francese e olandese; il Palazzo a esso adiacente, a meridione, ospita la Camera dei Deputati (a poche decine di metri c'è anche la Presidenza del Governo). Davanti al Palazzo del Granduca si apre la Rue de la Reine, che porta alla place Guillaume II, una delle belle piazze del centro storico, da scoprire passeggiando senza meta; tanto non ci si perde, gira e rigira si finisce davanti al Palazzo Granducale o nella commerciale Grand Rue, con scorci che ricordano un po' Parigi (lungo la valle della Pétusse, invece, le casette signorili con giardino ricordano un po' Berlino e le atmosfere eleganti dei suoi quartieri borghesi. Al fondo della Grand Rue, c'è la più bella chiesa cittadina, la chiesa di Saint Michel, che è anche la più antica di Lussemburgo e il nucleo da cui tutto è iniziato, nel X secolo dopo Cristo (poco più avanti inizia la Corniche, con l'ingresso alle casematte, il mondo di Lussemburgo è piccolo).

Lussemburgo panorama Lussemburgo panorama
Passeggiando nel centro storico di Lussemburgo

Nella stessa zona, c'è il Musee d'Histore de la Ville, che merita di essere visitato per come ripercorre la storia della città, utilizzando sia sistemi multimediali che i plastici; termina con una domanda interessante: chi sono oggi i lussemburghesi? Con una lingua, diventata ufficiale solo negli anni 80, con un'immigrazione che supera il 40%, ma anche con una capacità di accoglienza e con un cosmopolitismo che colpiscono sempre, in una città di dimensioni così piccole, Lussemburgo è un esempio di felice convivenza tra tradizione e identità da una parte e apertura e tolleranza dall'altra: nelle sue strade si sentono tutte le lingue d'Europa e di Asia, nei negozi non appena spieghi che non parli francese, provano automaticamente con l'inglese; nel Granducato c'è un detto, in casa si parla in lussemburghese, i giornali si leggono in tedesco e a teatro si va in francese; il quotidiano cittadino più importante, il cattolico Wort, esce in tre edizioni, inglese, francese e tedesco. Allo stesso tempo, non ricordo di aver mai visto nessuna città tanto imbandierata, con tricolori e con i leoni rampanti dei Nassau-Weilburg, la famiglia regnante; e il monumento più amato, la Gëlle Fra, un'alta colonna che termina con una statua dorata, celebra la resistenza del Lussemburgo contro i suoi invasori tedeschi e si trova in uno dei punti più spettacolari della città vecchia sulla Valle dell'Alzette; per tutto quello che implica è uno degli angoli più emozionanti della città.

Lussemburgo vista dal ponte Adolph Lussemburgo Kirchberg
Lussemburgo dal Ponte Adolph (sin)
Kirchberg con il Forte Thungen, il MUDAM e i grattaceli (des)

Se amate l'architettura, non potete lasciare Lussemburgo senza aver visitato Kirchberg, il nuovo quartiere europeo, che sorge su una piattaforma a nord della città vecchia; vi si arriva facilmente a piedi, attraversando il Ponte Charlotte, popolarmente chiamato ponte rosso. Accanto alle torri delle istituzioni europee ci sono tre edifici che vale la pena vedere, tra architettura contemporanea e storia della città. Sull'Avenue John F. Kennedy si affaccia la Philarmonie, progettata da Christian de Potzamaprc nel 2005 e caratterizzata da una sorta di peristilio dalle lunghe linee verticali; esalta la linea curva e le sue forme contemporanee si specchiano nei vetri dei grattacieli, in un bel rimando di suggestioni e colori; a poca distanza, addentrandosi in Kirchberg, c'è il MUDAM, il Museo d'Arte Contemporanea, costruito dallo statunitense Ming Pei nel 2006 sui resti di un antico forte, da cui prende la forma a V: il rapporto interno-esterno è molto forte e continuamente leggibile nelle aperture del Museo, che lasciano intravedere i resti del forte ogni volta che è necessario (al MUDAM sono dotati anche di una luminosa sala caffetteria-ristorante, in cui è bello fare una sosta, anche per pranzo). Adiacente al Museo ce n'è un altro, il Dräi Eechelen, che sorge direttamente in un forte del sistema difensivo, il Forte Thungen: essendo il Museo sulla storia cittadina, il forte non è solo contenitore, ma anche protagonista, con le sue gallerie sotterranee che sono parte del percorso espositivo.

Lussemburgo Kirchberg Lussemburgo Kirchberg
Kirchberg: la Philarmonie (sin) e le torri delle istituzioni europee (des)

Kirchberg è stata recentemente dotata di nuove strutture di trasporto pubblico: un tram, che attraversa tutta la città fino a la Gare, a sud (può essere un'idea per conoscere i diversi quartieri, centro storico compreso), una funicolare che scende nella Valle dell'Alzette, dove una nuova stazione ferroviaria evita che i pendolari debbano arrivare fino alla Gare per poi raggiungere i posti di lavoro, tornando indietro (analoga stazione è stata costruita a sud). È un sistema di trasporti nuovo, inaugurato dai Granduchi poco prima di Natale 2017, in una giornata nevosissima, non vedo l'ora di provarlo: è stato costruito in poco più di due anni. Quasi la metropolitana di Torino...


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