lunedì 8 gennaio 2018

Il progetto di Etikø, tra dislivelli interni, tradizione e design contemporaneo

All'angolo di via Juvarra con corso Palestro, c'è Etikø diversamente bistrot, il ristorante-bistrot del Polo degli Artigianelli, progetto culturale dell'Opera Torinese del Murialdo per valorizzare l'isolato in cui ospita il suo collegio, la sua scuola e il suo teatro, diventato Le Musichall, diretto da Arturo Brachetti. Etikø intende dare la prima occasione di lavoro ai giovani formati dai corsi dell'Opera del Murialdo e si propone come un luogo di ristorazione attento al percorso 'etico' delle sue materie prime: i suoi prodotti sono infatti biologici e sostenibili e la carta dei vini si avvale di produttori indipendenti e attenti al sociale. Aperto sia a pranzo che a cena, è diventato in poco tempo uno dei punti di riferimento dell'area che gravita intorno a piazza Statuto e piazza XVIII dicembre.


Se il progetto di ristorazione è tra i più encomiabili e apprezzabili del centro di Torino, non è da meno il progetto architettonico, firmato da Alex Cepernich, già autore del Museo Ettore Fico, il Museo più giovane e più bello della Torino contemporanea (sempre architettonicamente parlando). Il lungo salone in cui si trova Etikø è caratterizzato da sette campate e da un importante dislivello tra la quota marciapiede e quella più interna, più alta; sono questi gli elementi intorno ai quali si è sviluppato il progetto di Cepernich, che ha immaginato il suo bistrot "suggestionato dalle proporzioni del volume esistente e dal rimando concettuale alla navata". Come mettere insieme quest'idea di navata e il dislivello del salone? "Ho pensato di creare un 'gioco' di altezze che coinvolgesse in maniera organica le varie funzioni. Il ribassamento del solaio all'ingresso, ampliato rispetto le previsioni iniziali, è stato realizzato per creare un rapporto diretto con lo spazio urbano e quindi con il fruitore" spiega l'architetto torinese "Le prime tre campate, a quota marciapiede, sono occupate da un bancone bar centrale, sedute e posti consumazione oltre ad uno spazio espositivo per la commercializzazione dei prodotti del gruppo SPES".


Bella la soluzione trovata per risolvere il dislivello tra la zona bar, a livello marciapiede, e la parte riservata al ristorante, più in alto. La continuità visuale è stata realizzata grazie a due scale laterali, con una panca centrale; in questo modo le diverse altezze appaiono del tutto naturali, quasi una scelta progettuale che una caratteristica imposta: non ci sono infatti parapetti o barriere che interrompano lo spazio e, cosa a cui tiene Cepernich, "l'accesso al piano delle persone con difficoltà motorie è garantito da una piattaforma elevatrice, sistemata vicino alle scale e inserita all'interno del disegno degli arredi". Il bistrot rimane così diviso in tre campate per il bar, più in basso, e in quattro campate, più in alto, per il ristorante, affacciato anche sul cortile interno, in cui si trova anche l'ingresso attuale a Le Musichall (le sinergie possibili nel rapporto tra il locale e l'adiacente teatro sono intuibili). Il tutto in una continuità visiva e progettuale che ne aumenta il fascino, perché tutto è a vista, dai baristi, che all'ingresso servono drink da un'isola quadrata centrale, alla cucina a vista, posta "al centro della fuga prospettica e mascherata parzialmente da una quinta a disegno con funzione di separazione tra preparazione e consumazione".


Tutto risponde all'idea iniziale di Cepernich, di una "fuga prospettica verso il fondale nero, in relazione con il ritmo regolare di archi e volte, disegnando uno spazio intimo che vuole accogliere l'ospite rapportandosi con la memoria di luoghi conosciuti". E non solo, una volta individuate le linee guida del progetto, l'architetto le ha "sviluppate attraverso l'uso di materiali e finiture naturali, che dialogano ricercando il sapore della tradizione con un richiamo al contemporaneo". Rimane da segnalare che alla realizzazione degli elementi d'arredo hanno collaborato anche i laboratori dell'Opera del Murialdo, che, sottolinea ancora Cepernich, hanno permesso "di proporre il restyling di alcuni vecchi mobili ed accessori, ritrovati nei magazzini del gruppo e veicolati verso il riuso etico". Un esempio? Le molle di vecchi materassi sono diventate luci di design.

Etikø diversamente bistrot è in via Juvarra 13a; il bar è aperto dalle ore 7 alle 23, il ristorante dalle ore 12.30 alle 14.30 e dalle ore 19.30 alle 22.30; la domenica è il giorno di chiusura; il sito web è www.etikobistrot.com. Alex Cepernich, che ha fornito le foto di quest'articolo, ha un sito web,  www.cepernich.it, dove trovate tutte le info sui suoi progetti.


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