lunedì 29 gennaio 2018

La Turandot del Teatro Regio di Torino in streaming gratuito

Da alcuni giorni, è possibile vedere la Turandot, ultima produzione operistica del Teatro Regio di Torino, gratuitamente in streaming sul sito operavision.eu.

Turandot Teatro Regio di Torino 2018

Andata in scena dal 16 al 25 gennaio 2018, dunque fino a pochi giorni fa, la Turandot torinese curata da Stefano Poda (regia, scene, costumi, coreografia e luci) e con Gianandrea Noseda alla direzione dell'Orchestra e del Coro del Teatro Regio, si distingue per concludersi laddove Giacomo Puccini lasciò la sua opera, incompiuta. Alla sua morte, il musicista toscano non aveva ancora concluso il duetto finale, quello che avrebbe trasformato Turandot, principessa di gelo in donna innamorata; lasciò decine di appunti sui quali si basò Franco Alfano per scrivere il finale, che si sapeva sarebbe stato felice; un altro finale fu scritto nel 2001 da Luciano Berio. Ma Noseda ha fatto una scelta insolita: "Quella fine non mi ha mai convinto, non ho mai capito quel lieto fine esagerato. Puccini si era fermato tre anni prima di morire su quel momento che non riusciva a rendere drammaturgicamente e quindi anche noi concluderemo l'opera dopo la morte di Liù, con un finale che forse arriverà di più al cuore degli spettatori" ha spiegato nel comunicato stampa del Teatro Regio. Dunque, la produzione torinese, contemporanea e onirica nel suo allestimento, propone anche una versione insolita della Turandot, ma più fedele al disegno del suo autore.

La storia di Turandot è nota: Giacomo Puccini fu ispirato dalla lettura di una fiaba teatrale, scritta nel 1762 da Carlo Gozzi. La principessa asiatica propone ai suoi pretendenti tre enigmi da risolvere, pena la condanna a morte; l'ultimo li risolve a sorpresa tutti, Turandot, che non vuole sposarlo, gli manifesta tutto il suo odio e il principe le propone a sua volta un enigma: se lei scopre il suo nome, sarà disposto a morire all'alba; così Turandot tiene tutta Pechino sveglia, nessun dorma!, affinché si scopra il nome del principe misterioso; Liù, la schiava che conosce il segreto, viene imprigionata e, temendo di rivelarlo sotto tortura, si uccide. L'opera di Puccini termina a questo punto, mancando del momento in cui Turandot ammette l'amore per il principe straniero (il cui nome è Calaf). La figura della principessa di gelo è stata ispirata a Gozzi da Khutulun, la figlia guerriera di Kaidu, cugino e rivale di Kublai Khan; la bella principessa era famosa perché sfidava in combattimento i pretendenti alla sua mano e li sconfisse tutti, mantenendosi libera e costruendo una gran fortuna personale (in duello con loro vinse migliaia di cavalli); secondo lo storico Rashid al-Din, si innamorò poi dell'ikhan persiano Ghazan. Se avete visto la serie tv Marco Polo di Netflix, l'avete incontrata: il mercante veneziano è tra gli autori che hanno raccontato la sua storia.

Il Teatro Regio di Torino ha una scheda dedicata alla sua Turandot; oltre all'Argomento, che spiega lo sviluppo della storia, sono interessanti gli articoli della sezione Libretti, con suggestioni, approfondimenti e pensieri di esperti pucciniani e autori di quest'allestimento torinese. Il Teatro di piazza Castello fa sapere in un comunicato di essere stato "il primo teatro italiano" ad aderire, già nel 2015, all'iniziativa di operavision.eu, "proponendo gratuitamente online, in streaming e on demand, Aida di Verdi, con la regia di William Friedkin e nel 2016 La bohème di Puccini, con la regia di Àlex Ollé, entrambe dirette da Gianandrea Noseda: due tra le cinque produzioni più viste in assoluto, tra gli oltre 50 titoli presenti nella piattaforma, che ha totalizzato circa un milione e mezzo di visitatori web e più di tre milioni di video visualizzati". Orgoglio di un'eccellenza torinese, che è giusto sottolineare.

Per seguire lo spettacolo, i libretti sono su www.cantarelopera.com. La foto, dalla gallery del Teatro Regio.


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