lunedì 22 gennaio 2018

Le conferenze de I mercoledì dell'Accademia, fino ad aprile 2018

L'inizio del 2018 ha dato il via al nuovo ciclo de I mercoledì dell'Accademia, gli appuntamenti organizzati per "contribuire al progresso scientifico, promuovendo ricerche e curando la pubblicazione dei loro risultati, contribuendo alla diffusione del sapere mediante congressi, convegni, seminari, conferenze". Tenute dai soci dell'Accademia delle Scienze, le conferenze sono un utile strumento per la diffusione della cultura scientifica e umanistica a Torino; sono gratuite, si tengono nella Sala dei Mappamondi dell'Accademia, in via Accademia delle Scienze 6 (sì, stesso ingresso del Museo Egizio), alle ore 17.30, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

24 gennaio 2018
Torino 2018. Strategie contro il declino?
Angelo Pichierri (Università di Torino)
Nell'ambito del Nord Ovest italiano in cui si colloca, e in relazione a città italiane ed europee comparabili, Torino mostra da anni vistosi segnali di declino. I punti di forza non mancano, ma sono accompagnati da punti di debolezza e da minacce crescenti. Per fondare  strategie atte a gestire ed eventualmente bloccare e invertire questo processo è certo necessaria una diagnosi attendibile; ma deve trattarsi anche di una diagnosi condivisa, in grado cioè di contribuire a un discorso pubblico informato, la cui carenza è uno degli aspetti del declino in corso.

31 gennaio 2018
Nessuna pianta è un'isola: uno sguardo alle piante e al nostro futuro
Paola Bonfante (Università di Torino)
La popolazione mondiale cresce sempre più in fretta: le previsioni delle Nazioni Unite dicono che saremo 9 miliardi nel 2038 e a 10 miliardi di persone a metà del secolo. Le piante come produttrici primarie sono le silenziose protagoniste di questi scenari futuri. Nella conferenza si illustreranno alcuni aspetti che incrociano ricerca sulle piante (plant microbiota, nutrizione minerale, immunità) con le richieste di un'agricoltura sostenibile che possa sfamare l'umanità del futuro

14 febbraio 2018
Ridere degli dèi, ridere con gli dèi. L'umorismo teologico
Francesco Remotti (Università di Torino)
Credenti e non credenti sono di solito propensi a pensare che il riso sia estraneo, e del tutto inopportuno, in ambito teologico: parlare di Dio è il massimo della serietà. Certamente questo vale per le tre religioni monoteistiche (ebraismo, cristianesimo, islam), che atei e credenti considerano come le religioni più importanti. Se però si adotta uno sguardo antropologico, si vede assai bene come la pratica del ridere con e degli dèi è estremamente diffusa e riguarda tanto le religioni senza nome di cui si occupano gli antropologi, quanto le religioni dell'Oriente e quelle dell'antichità classica. Quale significato può dunque avere l'umorismo teologico? La risposta che si cercherà di dare riguarda l'esigenza di desacralizzazione (trasgressività e libertà) che le culture spesso manifestano in rapporto alle loro credenze e alle loro istituzioni.

21 febbraio 2018
Superfici: barriere o giunzioni? Ai 'confini' succedono le cose importanti
Salvatore Coluccia (Università di Torino)
Tutti gli oggetti solidi o liquidi sono limitati da superfici. Sono davvero barriere o giunzioni impenetrabili? In moltissimi casi è preferibile che lo siano, sono l’ultima protezione dei sistemi verso aggressioni esterne, ma spesso si avrebbero grandi vantaggi se, in condizioni opportune, non lo fossero. Pensiamo, ad esempio, alla superficie delle membrane cellulari, attraverso le quali sarebbe utilissimo far passare, selettivamente, dei farmaci. Si stanno facendo grandi progressi in questi campi, grazie a una ricerca fondamentale affascinante e promettente. Le superfici appaiono certamente come 'confini', anche se non invalicabili, ma su questi confini si realizzano eventi utilissimi.

28 febbraio 2018
Il diritto delle immagini
Roberto Weigmann (Università di Torino)
Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi e gli insegnamenti accademici sui rapporti fra diritto e letteratura. Minore attenzione ha invece ricevuto la ricerca sulle immagini con cui in passato si è cercato di rappresentare la legge e il processo. Solo recentemente è apparsa una bella monografia su La giustizia bendata, che ricostruisce la storia di questo abbinamento fra la figura femminile che sorregge la spada e la bilancia con le due mani e la imparzialità del giudizio. Altrimenti le immagini più ricorrenti sono quelle di tremendi supplizi che dovrebbero intimidire e distogliere la gente dalla commissione dei crimini. Può essere interessante domandarci se sia possibile fornire anche qualche figura più vicina ad un ideale di diritto mite, apportatore di una pacifica convivenza fra gli uomini.

14 marzo 2018
La nuova scienza dei dati: la sfida dei big data
Elena Baralis (Politecnico di Torino)
L'avanzamento delle tecnologie di elaborazione dei dati digitali ha reso possibile la raccolta di volumi di dati impensabili sino a pochi anni fa. I dati sono oggi raccolti in modo pervasivo e toccano ambiti molto diversi tra loro. L'analisi di questi dati, denominati big data per il loro volume enorme, può offrire supporto a una varietà di attività, dalla comprensione di fenomeni importanti al miglioramento dei servizi alle persone, che spaziano dalle cure mediche personalizzate alle proposte commerciali individuali. La natura intrinseca dei big data mette alla prova i metodi di analisi tradizionali e richiede la capacità di coniugare competenze diverse, quali l'informatica e la statistica, ma anche la capacità di affrontare problemi complessi e di visualizzare l'informazione in modo evoluto per rendere possibile l'estrazione e la fruizione della conoscenza.

21 marzo 2018
La filosofia scientifica e la filosofia come scienza
Massimo Ferrari (Università di Torino)
A partire dalla seconda metà dell'Ottocento sino agli anni Trenta del Novecento la riflessione filosofica sullo sviluppo impetuoso delle scienze ha coinvolto anche scienziati eminenti, dando vita alla complessa e ramificata storia della 'filosofia scientifica'. Contestualmente la filosofia ha spesso nutrito l'ambizione (ma anche l'illusione) di incamminarsi a sua volta sulla "sicura via di una scienza" (secondo le parole di Immanuel Kant) o di assumere addirittura lo statuto di "scienza rigorosa" come annunciava Edmund Husserl nel 1911. La storia di questa avventura intellettuale a cavallo tra scienza e filosofia è ancora tutta da scrivere, ma è tempo ormai di iniziare a sondarne il terreno.

28 marzo 2018
L'apertura di un bacino oceanico. I contributi delle ricerche sulle ofioliti dell'arco Alpino – Appenninico
Giovanni B. Piccardo (Università di Genova)
Vengono presentati i processi tettonici e magmatici che si sviluppano nel mantello litosferico continentale durate l'estensione passiva e la rottura della litosfera continentale, con la formazione di un nuovo bacino oceanico. Le conoscenze derivano dagli studi strutturali e petrologici sulle peridotiti delle sequenze ofiolitiche alpine (Lanzo, Voltri) ed appenniniche (Liguridi Interne ed Esterne, Corsica alpina). Le ricerche consentono di costruire un modello geodinamico integrato dell’estensione continentale (rifting pre-oceanico) fino all’apertura (spreading oceanico) del Bacino Oceanico Giurassico Ligure-Piemontese

4 aprile 2018
Pregare per combattere. Ortodossia e guerra nella cristianità bizantina
Mario Gallina (Università di Torino)
I bizantini non conobbero una sistematica riflessione dottrinale sull'idea della guerra sebbene, fin dal regno di Costantino, Eusebio vescovo di Cesarea, nell'esaltare i successi bellici del primo imperatore cristiano, avesse fuso la concezione romana della guerra "pia" e "giusta" con i modelli biblici della guerra condotta sotto l'insegna del Dio. Nondimeno, la prima metà del secolo VII segnò un momento significativo nei tentativi periodicamente compiuti dal potere autocratico bizantino per inserire la violenza bellica nell'etica della Chiesa ortodossa così da superare definitivamente il tabù relativo allo spargimento del sangue versato in battaglia. L'ambivalenza della posizione ortodossa sul tema della guerra si accrebbe ulteriormente in seguito al confronto con il mondo islamico. Ma i bizantini non arrivarono a teorizzare una forma di «guerra santa» assimilabile a quell'idea di crociata in cui a lungo si espresse il bisogno sacrale dell'Occidente cristiano.


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