martedì 2 gennaio 2018

Torino si progetta, il sito web della revisione del Piano Regolatore dal basso

Mi piace iniziare l'anno con Torino si progetta, perché sa di ottimismo, di idee e di un nuovo inizio.

Torino si progetta è il sito web in cui l'Amministazione Comunale racconterà i cambiamenti che verranno fatti al Piano Regolatore, attraverso l'ascolto dei cittadini e dei professionisti, con una serie di appuntamenti sul territorio. L'idea è dell'architetto Guido Montanari, vicesindaco e Assessore all'Urbanistica, convinto che il Piano Regolatore di Torino, approvato negli anni Novanta, non sia più in grado di sviluppare la città: troppe cose sono cambiate da allora, ha spiegato Montanari nei mesi scorsi, c'è stata una profonda crisi economica, non ancora completamente superata, la città industriale che sarebbe dovuta crescere senza fine non è più solo industriale e perde abitanti, conseguentemente non è più necessario costruire quanto investire sulle grandi aree vuote lasciate dalla dismissione industriale. Il Piano Regolatore non dev'essere rivoluzionato né cambiato, sostiene Montanari, ma aggiustato nelle parti che non rispondono più alla realtà.

La Spina Centrale dal grattacielo Intesa Sanpaolo Campus Einaudi
La Spina Centrale dal grattacielo Intesa Sanpaolo e il Campus Einaudi

E l'aggiustamento dev'essere fatto dal basso, ascoltando, per l'appunto, cittadini e professionisti, esperti e rappresentanti di cultura, economia, associazionismo. Sono state individuate sette aree tematiche principali su cui lavorare: ambiente come risorsa, identità e bellezza, benessere e qualità della vita, giovani e città, lavoro produzione commercio, semplificare le regole, oltre i confini.

Per Ambiente come risorsa si lavorerà su aree verdi di quartiere e intercomunali, riqualificazione delle sponde fluviali, orti urbani, "un patrimonio che ci arriva dagli anni Settanta, che fortunatamente si è conservato e che vorremmo incrementare". Identità e bellezza è l'area tematica che lavorerà sul patrimonio artistico e culturale torinese, partendo da un esempio: perché "improvvisamente, nella storia recente, gli assi della trasformazione viaria e le prospettive visuali storicamente collegate alle montagne e alla collina sono stati abbandonati e gli isolati sono stati interpretati in modo avulso dalla loro storia?" insomma, lo sviluppo cittadino può prescindere dalla storia, dall'identità e dalla bellezza che il passato ha lasciato a Torino? Domanda interessante, i cui sviluppi sarà interessante seguire. Benessere e qualità della vita si occuperà di argomenti come la mobilità sostenibile, l'abitare sociale, i servizi educativi e l'assistenza agli anziani, "gli studi e le analisi del Piano devono ridefinire i bisogni per poi proporre soluzioni in grado di dare un nuovo equilibrio alle differenti parti che compongono la città". Giovani e città riguarderà torino intesa come "città dell'università, della cultura, della ricerca scientifica, anche in rapporto alla produzione industriale e al lavoro. Una città che sappia attrarre talenti e sappia farli crescere creando nuove opportunità". Lavoro, produzione e commercio intende ripensare le aree dismesse e di trasformazione, che "preservate con usi temporanei, possono diventare patrimonio della trasformazione produttiva che verrà, anche in relazione ai programmi industria 4.0"; verrà dato anche spazio al commercio, tema complesso che va dalle dinamiche generali alla piccola distribuzione, senza dimenticare l'ecommerce. Sempificare le regole propone una struttura normativa che fissi paletti duri e, allo stesso tempo, permetta "una gestione flessibile, efficiente, legata ai tempi, alle necessità, garantendo la possibilità di aderire a trasformazioni economiche e sociali che sono ormai continue". Oltre i confini è un'area tematica che invita al dialogo con la cintura torinese, in particolare in alcuni settori come "i trasporti, il verde, la dotazione di servizi di rango" per quali la pianificazione non può limitarsi ai meri confini amministrativi.

Cupola di San Lorenzo Cupola della Chiesa del Santo Volto a Torino
La cupola della chiesa di San Lorenzo e l'interno della chiesa del Santo Volto

"È quindi evidente che la nostra visione non possa essere legata al confine amministrativo comunale. È una visione che dialoga con i Comuni limitrofi, con la Regione, con la Nazione, fino ad arrivare al livello internazionale. Il lavoro di revisione del Piano Regolatore vigente deve inserirsi in una visione più ampia, che deve proiettarsi almeno agli anni 2030, per aprire una prospettiva di riflessione che travalichi i confini territoriali di un mandato e i confini amministrativi della città, una visione per il futuro basata sull'idea di Torino laboratorio della sostenibilità" sostiene Montanari.

Una revisione del Piano Regolatore molto ambiziosa, come si può comprendere anche dalle parole dell'Assessore all'Urbanistica (in queste linee guida si riconoscono molte sue indicazioni e idee, espresse anche nelle sue lezioni alla Facoltà di Architettura). Una revisione che verrà fatta con il contributo dei cittadini, attraverso una serie di incontri aperti, il cui calendario trovate sul sito www.torinosiprogetta.it: si inizia il 12 gennaio 2018 alle ore 17 nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Verdi 9) con il tema Torino città dei giovani: alta formazione e qualità urbana; si continua il 15 febbraio con Cultura: leva per lo sviluppo, il 13 marzo con Mobilità: trasporti e urbanizzazione della città smart e il 23 marzo con Oltre la città una bio-economia per lo sviluppo regionale. Sul sito web già indicato, trovate anche la documentazione già peparata per ogni incontro e verranno aggiunti gli aggiornamenti provenienti dai diversi tavoli di lavoro. Se non potete partecipare agli incontri aperti al pubblico, non perdete di vista Torino si progetta: è lì che si sta preparando la città dei prossimi decenni.


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