lunedì 12 febbraio 2018

Il progetto di Easydora trasforma l'ex Firgat in loft e appartamenti

Borgo Aurora continua a produrre progetti di grande fascino per il recupero delle antiche strutture industriali. Stavolta siamo a pochi metri da largo Brescia e dalla Nuvola di Cino Zucchi, che la Lavazza inaugurerà entro la fine dell'anno: qui, in corso Brescia 62, nel 1920 c'era il Gallettificio Militare, ma fu nel 1956, con il passaggio alla Firgat, che il complesso assunse l'aspetto che ancora oggi lo caratterizza. Specializzata nella produzione di articoli tecnici di gomma e resine per uso industriale e nella fabbricazione di ricoperture di pneumatici, cinghie e nastri trasportatori, la Firgat costruì un fabbricato a otto campate con copertura a shed e due palazzine di tre piani per uffici. La produzione poi venne spostata a Villanova d'Asti, data l'impossibilità di espansione in un Borgo Aurora sempre più densamente popolato; Firgat mantenne la propria sede amministrativa, affittando gli spazi vuoti alla storica tv Quarta Rete e a una palestra. Poi, una volta liberi tutti i locali, la svolta definitiva.

Assonometria del progetto Easydora a Torino Pianta piano tipo del progetto Easydora a Torino
Assonometria di Easydora (sin) e pianta tipo dei tre edifici (des)

"Avevamo davanti a noi due scelte" spiega il dottor Carlo Tondato, proprietario dell'azienda "potevamo trasformare la nostra antica sede in un'area fabbricabile oppure in un luogo in cui recuperare una testimonianza di archeologia industriale che rappresentava il tanto lavoro svolto in passato. Ho scelto la seconda opzione". Il progetto, firmato da Giorgio Rosental, individua un percorso interno che definisce tre diversi edifici, dove prima, pur nella differenza di funzioni, c'era un'unica costruzione.

Percorrendo corso Brescia, non si avverte alcuna differenza: la facciata di laterizi e ampie vetrate è stata lasciata intatta. Bisogna superare il passo carraio ed entrare nel cortile, per scoprire i cambiamenti; un passaggio che è come una cesura: fuori la vita movimentata di corso Brescia e via Bologna, dentro la dimensione quasi paesana dei percorsi interni, fuori Torino, dentro Easydora. Il nome del complesso ha una storia curiosa e tenera: "Lo si legge e si pensa a Easy, facile, alla facilità di abitare, e alla Dora, che è molto vicina. Sono due bei concetti, che identificano il nostro progetto, ma è un omaggio anche a mio padre Isidoro, che ha fondato l'azienda" rivela con un sorriso Tondato.

La facciata del progetto Easydora a Torino Rendering della facciata di Easydora a Torino
La facciata di Easydora, com'è (sin) e nel rendering (des)

"La prima volta che sono entrato nel capannone ho visto subito che era uno spazio di valore, in cui si sarebbero potute fare cose interessanti" ricorda l'architetto "Aveva una copertura in parte a shed e in parte piana; abbiamo deciso di abbattere quella piana, così da separare e isolare l'edificio e abbiamo mantenuto quella a shed, per realizzare i loft, aprendola dove non serviva, in modo che desse luce ai giardini sottostanti". Del tetto piano abbattuto rimangono le travi in cemento armato, che corrono libere e all'aperto, a collegare ancora i due edifici separati, un po' come memoria del passato, un po' come elemento decorativo. Il risultato sono otto loft, tutti dotati di un piccolo prato, su cui si potrà parcheggiare la macchina e separati tra loro da pareti di gelsomini, che garantiscono la privacy e promettono intensi profumi di primavera. Sulla facciata principale, come una decorazione, gli shed aperti e la grande vetrata che dà luce all'interno. L'interno dei loft è un ampio spazio rettangolare, con un soppalco a cui si accede da una leggera scala laterale: la luce arriva sia dalla vetrata che dalle coperture a shed, appositamente munite di vetri: "Non si poteva non salvare queste coperture" dice Rosental "fosse stato per me, avrei salvato anche i serramenti, ma erano ovviamente fuori norma e abbiamo cercato di realizzarli il più possibile simili". Dall'illuminazione a shed, una piccola chicca: la parte più interna del loft, destinata alla cucina e coperta dal soppalco, è illuminata anche da un'apertura sul soffitto, che prende luce dall'alto. Un effetto curioso e gradevole, che aumenta la luce per chi cucina.

Loft di Easydora a Torino Interno del loft di Easydora a Torino
L'edificio dei loft: la facciata con gli ingressi (sin) e l'interno con il soppalco (des)

Reinventare edifici con un passato è un'attività che diverte l'architetto: "Penso sia più divertente dare nuova funzione a un progetto già scritto e mi avvicino sempre con enorme rispetto a un edificio che racconta una storia. Se non si rispetta l'esistente e lo si viola, trovo che si compia più un inno a se stessi che all'architettura e secondo me deve vincere l'architettura" dice Rosental. Mentre Tondato confessa di "aver scelto questo progetto perché, tra le altre cose aveva un rispetto per la facciata principale che ho molto apprezzato". La rivoluzione di Easydora è tutta all'interno, nei percorsi che apre e propongono prospettive nuove, mano a mano che si entra, fino ad arrivare all'alta ciminiera in laterizi, che si staglia su un lato del complesso, senza alcuna funzione se non quella di memoria del passato: per apprezzare il suo slancio verticale, è stata liberata dalle costruzioni che la circondavano. "Stiamo cercando l'illuminazione adeguata sia verso l'esterno, dove però è visibile solo da un tratto di corso Brescia, sia verso l'interno". La suggestione che emana, nella nuova vita del complesso, la rende uno degli elementi caratterizzanti più affascinanti.

Rendering di Easydora a Torino Rendering di Easydora a Torino
Rendering dell'edificio trapezoidale, a sinistra le travi che lo collegano ai loft (sin)
Rendering dell'edificio a L, a destra la ciminiea, a sinistra l'edificio trapezoidale (des)

Su corso Brescia si affacciano le due palazzine, unite dalla facciata : una ha forma trapeizodale e ospiterà appartamenti e attività commerciali, l'altra di forma a L ospiterà tredici appartamenti, bi e monolocali (il totale degli appartamenti del complesso è 25, dai 50 ai 150 mq). Quest'ultimo edificio è libero da ponteggi, sul primo si sta lavorando e non è ancora visibile il risultato esterno. "Alla costruzione esistente, abbiamo aggiunto il disegno della facciata con i balconi, ispirata dalle strutture d'acciaio delle fabbriche di una volta" spiega Rosental, mostrandomi l'edificio a L. Il disegno comprende anche lo spazio del vano ascensore, aggettante e armoniosamente inserito nel disegno. Come armoniosamente convivono il legno e l'acciaio nella progettazione: gli appartamenti della palazzina hanno porte d'ingresso blindate, ma dotate di una copertura di legno all'esterno, che gioca con elementi verticali e aggettanti. Attira la mia attenzione perché è insolito ed elegante e l'architetto Rosental mi fa notare che "è lo stesso disegno dei loft. Volevo un materiale che cambiasse con il tempo, che tra tre anni sia un'altra cosa per il colore naturale, che ovviamente cambia e magari anche per gli interventi di manutenzione". Anche sui balconi adiacenti al vano ascensore i pannelli di legno fenolico trattato giocano con l'acciaio. E i balconi, ampi tanto che ci si potrebbe organizzare cene, sono un elemento importante: all'ultimo piano, a legare le due palazzine, unite dalla facciata, c'è un magnifico attico, unica aggiunta di Easydora ai due edifici. "Da lassù si vede tutta Torino: non c'è nessun ostacolo fino alla Mole e alla collina" assicura Rosental.

La facciata di corso Brescia non lascia immaginare il mondo che si sta costruendo all'interno. I rumori di cantiere preparano l'Easydora che sarà, mentre viene da pensare al signor Isidoro: il futuro sorprendente e innovativo della sua antica fabbrica, sicuro gli piacerebbe.

Easydora ha un sito web, con molte foto e visite virtuali agli spazi ristrutturati.


Nessun commento:

Posta un commento