venerdì 16 febbraio 2018

Il raffinato Settecento di Da Piffetti a Ladatte, al Museo Accorsi-Ometto

Da Piffetti a Ladatte – Dieci anni di acquisizioni alla Fondazione Accorsi-Ometto, la mostra che il Museo di via Po 55 ha appena inaugurato, non intende essere una mostra autocelebrativa, assicura Luca Mana, che insieme al presidente Giulio Ometto l'ha curata. Eppure girando nelle sale che la ospitano, alcune delle quali finalmente restituite al loro aspetto originario (e quanto sono più belle e significative, senza i pannelli delle mostre precedenti!), il pensiero va proprio alla celebrazione, che il Museo Accorsi-Ometto merita e si merita.

Da Piffetti a Ladatte alla Fondazione Accorsi Da Piffetti a Ladatte alla Fondazione Accorsi

Nato per far conoscere al pubblico lo straordinario patrimonio di arredi e di opere d'arte posseduto da Pietro Accorsi, in questi anni ha voluto continuare lo spirito collezionistico del celebre antiquario sotto la guida di Giulio Ometto, che ha continuato ad acquistare oggetti e arredi di grande valore, storico e artistico; un lavoro di ricerca nel mercato dell'arte che ha permesso di riportare in Piemonte oggetti e capolavori finiti anche all'estero. La mostra è affascinante, un vero e proprio inno al Settecento, con raffinatissime porcellane, siano della manifatture europee o dell'epoca Qing, e con mobili realizzati dal più famoso degli ebanisti piemontesi, Pietro Piffetti. Tra questi ultimi spicca una scrivania in legno e avorio, con il monogramma VA, che fa pensare sia stata realizzata per il principe Vittorio Amedeo Filippo di Savoia, erede al trono amatissimo di Vittorio Amedeo II e morto a soli 16 anni; Luca Mana svela, durante la visita in anteprima, che i Savoia tendevano a riciclare i mobili, quando non a crearli ex novo con pezzi provenienti da altri mobili, in modo che niente andasse sprecato: che la scrivania del giovane principe sia stata lasciata intatta e sia arrivata a noi, è segno del grande affetto nei suoi confronti. Di Pietro Piffetti ci sono anche due altri mobili, una consolle da muro e una mensa ottagonale decorata da una raggiera di coralli in avorio colorato.

Da Piffetti a Ladatte alla Fondazione Accorsi Da Piffetti a Ladatte alla Fondazione Accorsi

Nella cartella stampa, c'è un articolo di Luca Mana, che sottolinea come sia difficile per gli italiani comprendere il valore di un Museo di Arti Decorative, quale è il Museo Accorsi. Mi piacciono alcuni passaggi, che vi propongo: lo studio delle arti decorative, "fino a non molto tempo fa, era ritenuto più un argomento da antiquari che da storici dell'arte. Colpevole l'atteggiamento di diffidenza che si è sempre avuto nei confronti di tutto ciò che non avesse, per forza di cose, implicazioni di carattere intellettuale. Considerati 'semplici' elementi di arredo, i mobili, le porcellane e le maioliche non sono mai stati ritenuti davvero importanti. Tra i colpevoli di ciò c'è sicuramente l'insegnamento scolastico che, codificato, così come lo conosciamo, in epoca fascista, ha sempre prediletto una lettura gerarchica dell'arte, parziale e settoriale nel modo di presentare il nostro enorme patrimonio culturale". Si studiano i capolavori architettonici o pittorici di Raffaello, Tiziano o Giulio Romano e "poco importa che gli stessi artisti qui nominati abbiano anche disegnato vasi o saliere, oggetti il cui uso pratico era nobilitato dal loro estro creativo. Tutto ciò ha ovviamente favorito, a lungo andare, il mercato dell'arte nazionale e internazionale nel quale si sono riversati, a partire soprattutto dall'Ottocento, oggetti e arredi importanti, finiti, nei migliori dei casi, nei più blasonati musei del mondo, nel peggiore, invece, persi nei meandri del collezionismo privato". Dal Museo Accorsi, l'instancabile lavoro di recupero degli oggetti e degli arredi per riportarli a casa, in Piemonte, in una sede prestigiosa, inseriti in un contesto che ricrea le atmosfere per le quali sono stati creati.

Da Piffetti a Ladatte alla Fondazione Accorsi Da Piffetti a Ladatte alla Fondazione Accorsi

Da Pifetti a Ladatte è occasione di numerosi appuntamenti organizzati al Museo Accorsi. Dal 10 marzo al 12 maggio 2018, tre conferenze alle ore 17, tutte a ingresso libero fino a esaurimento posti, a cura degli storici dell'arte della Fondazione Accorsi-Ometto: Il 'gusto Accorsi': collezionare tra fascino e passione (10 marzo 2018); Lavoro per il re. Artisti di corte e manifatture nell'Europa del Settecento (21 aprile 2018); Dimmi dove ti siedi e ti dirò chi sei. Le differenze dei modelli di arredo nei ceti sociali (12 maggio 2018).

Anche le tradizionali Conversazioni d'arte a cura della storica dell'arte Anna Maria Cavanna daranno grande spazio ai temi della mostra: si terranno alla domenica alle ore 10.30, il biglietto costa 14 euro, ridotto 10 euro, per i possessori della tessera Abbonamento Musei 6 euro. Dopo le conferenze, da Abrì, Alchimie di sapori, in via Po 57, si potrà pranzare con una specialità appositamente studiata per l'occasione dallo chef del locale (prenotazione obbligatoria tel 011 837688 int. 5). Questo il calendario delle Convesazioni: Preziosi ritratti in miniatura da Rosalba Carriera a Jean-Baptiste Isabey a Jean-Étienne Liotard: funzione e significati (25 febbraio 2018); Scene galanti e allegorie nella pittura e nelle arti decorative tra Barocco e Rococò (25 marzo 2018); Dimore signorili tra Settecento e Ottocento: arredi, oggetti ornamentali e rituali della vita di società (15 aprile 2018); Suggestioni dell'esotismo nel secolo dei Lumi: porcellane, papier peints cinesi, padiglioni delle delizie (20 maggio).

Da Piffetti a Ladatte – Dieci anni di acquisizioni alla Fondazione Accorsi-Ometto è al Museo Accorsi, in via Po 55, fino al 3 giugno 2018. L'orario d'apertura è da martedì a venerdì ore 10-13 e 14-18; sabato, domenica e festivi pre 10-13 e 14-19. Il biglietto costa 8 euro, ridotto 6 euro, gratuito per Abbonamento Musei Torino + Piemonte Card e under 12; la mostra con visita guidata (martedì e venerdì ore 11 e 17, sabato, domenica e festivi anche ore 18) 4 euro più biglietto d'ingresso. Tutte le info su www.fondazioneaccorsi-ometto.it.


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