martedì 27 febbraio 2018

La Francia e uno sguardo al futuro nel Salone del Libro di Torino 2018

"Il vento del Maggio Francese soffia sul Maggio Torinese" è l'immagine poetica con cui il direttore Nicola Lagioia ha annunciato la Francia Paese ospite del 31° Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 10 al 14 maggio 2018. È un'immagine che mi è piaciuta tantissimo, per questo la uso per aprire quest'articolo sulla prossima edizione del Salone, presentata oggi sotto la cupola della Mole Antonelliana (e ok, ragazzi, nessun posto più scenografico del Museo del Cinema, ma per la prossima volta suggerirei un posto in cui tutti possano stare seduti, invece che arrampicati un po' ovunque...). La Francia, dunque, Paese ospite sia perché quest'anno ricorre il Cinquantenario del Maggio Francese, ma anche perché è in questi anni una sorta di laboratorio d'Europa, da un punto di vista politico, sociale e culturale ("E come difende la propria cultura!" ha sottolineato Lagioia).


Oltre al Paese ospite era molto atteso anche il tema del Salone, scelto in modo originale. "Alle migliori menti del nostro tempo" sono state poste cinque domande sul futuro che ci aspetta: Chi voglio essere? Perché mi serve un nemico? A chi appartiene il mondo? Dove mi portano spiritualità e scienza? Che cosa voglio dall'arte: libertà o rivoluzione? Le risposte saranno presentate al Salone, ma la premessa è il tema conduttore: Un giorno, tutto questo. E il manifesto ufficiale, firmato dal disegnatore e graphic novelist Manuele Fior, dà immagine al tema: una figura, con un libro alla mano, guarda da un belvedere in montagna Torino, posta lì in basso, avvolta nella foschia; in una città intuita e immaginata, tutto può ancora essere.

Risolte le prime grandi curiosità, sono arrivati tutti i temi del prossimo Salone. A cominciare dalla ricucitura con i grandi editori, che, dopo lo strappo dell'anno scorso, torneranno a Torino, grazie all'opera dell'Associazione Editori Amici del Salone di Torino, quelli che nel 2017 hanno resistito, si sono ribellati e hanno permesso a Torino di vincere la sfida contro Milano (belle le parole del presidente Massimo Bray, che ha ricordato quanto questo Paese sia bravo a dividere e quanto le divisioni facciano poi male). Con il ritorno dei big, e la presenza degli editori indipendenti, Lagioia ha potuto parlare di Torino come della "casa di tutti gli editori". E così sia.

Raccontare tutto quello che succederà al Salone è missione impossibile, per questo segnalo le cose che mi sembrano più promettenti. A Torino sarà presentato il progetto con cui l'Italia sarà Paese ospite della Buchmesse di Francoforte nel 2023 e sempre a Torino sarà proclamato il vincitore del Premio Strega europeo, dopo che i cinque finalisti saranno presentati al Lingotto, uno ogni sera. Due eventi possibili grazie alle partnership stabilite con la Buchmesse e con il Premio Strega. Relazioni speciali anche con il Premio Campiello, con Lucca Comics, con la Fiera del Libro Ragazzi di Bologna.

Tanti i grandi ospiti, a cominciare da Herta Müller, Premio Nobel per la Letteratura 2009, e da Javier Cercas, che aprirà il Salone con una lezione magistrale sull'Europa; la pattuglia di autori di lingua spagnola è numerosa: Guillermo Arriaga, Fernando Aramburu, Paco Ignacio Taibo II, Alicia Gimenez Bartlett, Almudena Grandes Hernandez. Poi Alice Sebold, Bernanrdo Bertolucci, Luca Guadagnino, Giuseppe Tornatore, Eduard Limonov, che uscirà per la prima volta dalla Russia in 23 anni, Dori Ghezzi. Il rapporto con il cinema e il teatro è continuo ed evidente, come potete vedere. Si nota anche nell'ampliamento d'azione dell'International Book Forum, che quest'anno apre al Book to screen, cioè alla compravendita dei diritti editoriali per lo sviluppo audiovisivo, per consentire l'adattamento dei contenuti dell'editoria libraria per il cinema, la televisione, il teatro. A dimostrarlo, la sezione dedicata alle serie tv tratte da opere letterarie, a cominciare da Games of thrones e Tolkien.

Tra gli anniversari da celebrare non c'è solo il Maggio Francese. Alla vigilia dell'apertura del Salone, il 9 maggio, cadono i 40 anni dall'assassinio di Aldo Moro; per ricordarlo Fabrizio Gifuni, che ha interpretato il leader democristiano in Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana, presenterà un monologo/spettacolo basato sui libri scritti sulla vicenda, pensando all'Affaire Moro di Leonardo Sciascia. Ci sarà anche un omaggio a David Foster Wallace nel trentennale della sua morte.

Sono belli anche i due progetti tematici: Anime Arabe, il focus sulla cultura e la letteratura del mondo arabo e delle sue diaspore, che si concentra su continuità e punti di rottura della cultura araba; Solo Noi Stesse torna con un incontro importante sul #MeTo, e uno sull'assenza del contributo letterario delle donne nelle antologie scolastiche (anche per questo omaggi ad Anna Maria Ortese e a Simone Veil, con un occhio alla Francia Paese ospite). Poi, ancora, il rapporto speciale con Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, celebrato con la Fondazione Merz per mettere insieme artisti e scrittori delle due città sulla base delle Cinque domande; il ritorno del Superfestival, il più grande contenitore di festival culturali esistenti in Italia: oltre cento hanno già chiesto di partecipare al Salone, per presentarsi e stringere nuove relazioni.

Tante, davvero tante cose, le trovate tutte nel sito del Salone del Libro. Qui chiudo con il Salone Off, perché ha tantissimi begli appuntamenti, che coinvolgono le Circoscrizioni torinesi e ben dodici Comuni dell'area metropolitana. Tra letture, spettacoli, degustazioni, mostre e quant'altro, tra giorno e notte, due appuntamenti piccoli e deliziosi: i CarminaOff, che vestiranno di poesia i quartieri torinesi (in omaggio alla Francia, saranno poeti francesi), e il Metro Poetry, che riporterà la poesia nelle stazioni della metropolitana, con i versi dei poeti più amati letti alla radio, tra una canzone e l'altra.<


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