mercoledì 21 febbraio 2018

Torino vuole essere prima Capitale verde europea dell'Italia, nel 2021

Il comunicato stampa è arrivato ieri e oggi è riportato, con poche modifiche, da quasi tutti i media cittadini: Torino intende candidarsi a Capitale verde europea per il 2021. Non è la prima volta che ci prova: nel 2014 la sua candidatura fu battuta da Copenhagen e uno dei suoi punti deboli fu la qualità dell'aria (da allora più che migliorata sembra peggiorata, visto il triste primato di città più inquinata d'Italia, causa anche la conformazione della Pianura Padana, il cuneo formato dall'arco alpino e le scarse politiche anti-smog messe in campo in questi anni non solo da Torino, ma dall'intero sistema della grande pianura, da Torino fino a Venezia). Cosa significa essere Capitale verde europea? Per rispondere ho consultato il sito ufficiale del riconoscimento e ho trovato, in italiano, la brochure per la candidatura del 2018. Possono aspirare a diventare Capitali verdi le città "che si distinguono per una pianificazione territoriale intelligente mirata a garantire una buona qualità della vita". Il premio "celebra le città in cui l'innovazione è ormai la norma. Mettere in risalto il lavoro svolto da queste apripista stimolerà altri centri urbani europei a diventare non soltanto sostenibili, ma anche piacevoli per i propri abitanti".

Torino Capitale verde europea 2021 Torino Capitale verde europea 2021


Nato nel 2008, il riconoscimento è andato soprattutto alle città del Nord-Europa (tutte le capitali scandinave sono state premiate), con la sola eccezione della spagnola Vitoria-Gasteiz, nei Paesi Baschi: la prima vincitrice è stata Stoccolma, poi è stato il turno di Amburgo, Nantes, Copenhagen, Bristol, Ljubljana, Essen, Nijmengen e, nel 2019, Oslo. Perché hanno vinto lo spiega il Commissario Europeo all'Ambiente Karmenu Vella: "La nostra prima vincitrice, Stoccolma, ha definito lo standard della competizione. Amburgo ha raccolto il testimone, grazie anche al suo speciale 'treno delle idee', composto da vagoni dedicati ciascuno a un diverso aspetto della vita quotidiana in una città verde. A Vitoria-Gasteiz, ogni singolo cittadino vive entro 300 metri da uno spazio verde aperto, mentre Nantes è stata la prima città in Francia a reintrodurre con successo i tram elettrici. Copenaghen è sulla buona strada per diventare la città più funzionale al mondo per chi si sposta in bici. Bristol, la vincitrice per il 2015, invita gli europei a festeggiare la creazione di città più felici e più sane, mentre nel 2016 l’attenzione sarà tutta per Lubiana e i suoi grandi risultati, tra cui la piantumazione di oltre 2000 alberi, la realizzazione di cinque nuovi parchi e il ripristino degli argini della Sava. Ogni città vincitrice ha dimostrato che la diversità naturale può essere anche una fonte d'ispirazione".

In cosa potrebbe essere Torino fonte d'ispirazione per le altre città europee? Bagnata da quattro fiumi, circondata da una storica corona verde, dotata di grandi parchi e giardini che la rendono una delle città italiane con il più alto numero di metri quadrati verdi per abitante, Torino sta facendo progressi per proporsi come una delle prime città smart d'Italia, ma presenta anche criticità pesanti legate alla forte presenza del traffico privato, alla praticamente inesistente rete di trasporti sotterranei, a una rete di trasporti pubblici organizzata con autobus obsoleti, privilegiati rispetto ai meno inquinanti tram. La città deve insomma presentare un progetto che ambisca a migliorare i punti critici per offrire una migliore qualità della vita ai propri cittadini.

Quanto possono essere pesanti il passato industriale e la qualità dell'aria nell'elaborazione del progetto? Spulciando in Internet, sono finita su www.weforgreen.it, che analizza la vittoria di Essen, in Germania, capitale verde europea 2017, che è stata al centro di "uno dei più grandi poli industriali europei" (Essen è nella Renania settentrionale-Vestfalia, nella Ruhr, insomma, che fu cuore industriale della Germania). Bene, "i progetti e provvedimenti messi in campo dall'amministrazione cittadina per sposare lo sviluppo sostenibile che hanno fatto colpo sulla giuria sono stati: l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2020, i 376 km di piste ciclabili, i 28.000 m ² di strade con asfalto antirumore, un 95% della popolazione che vive a 300 m aree verdi e l'eliminazione delle discariche per i rifiuti domestici addirittura dall'anno 1960". Progetti ambiziosi, da cui Torino potrebbe prendere ispirazione per la sua candidatura.

I vantaggi della candidatura sono evidenti: bisogna avviare progetti che migliorino la qualità della vita dei cittadini. Ma non solo: il titolo porta maggiore attenzione sui media internazionali, aumenta l'interesse dei turisti, comporta maggiori risorse per i progetti ambientali e, di conseguenza, anche maggiore disponibilità degli investitori esteri. C'è un'onda lunga, legata soprattutto al turismo, agli investimenti e alla qualità dei progetti, che continua per anni dopo il riconoscimento. Non il volano che sono state le Olimpiadi Invernali, ma insomma.

"La creazione di un buon dossier di candidatura richiede un lavoro di squadra dei servizi dell'Amministrazione comunale e per ottenere questo obiettivo verrà creato un gruppo di lavoro formato dalle aree e servizi Ambiente, Mobilità, Verde e Urbanistica, Sistema informativo, Energy management" annuncia il comunicato stampa. Il bando per la partecipazione sarà pubblicato tra maggio e giugno, la scadenza sarà a ottobre 2018. Curiosa di conoscere il dossier che verrà presentato e di sostenerlo, con tutta la passione necessaria, per fare di Torino la prima Capitale verde europea.


Nessun commento:

Posta un commento