sabato 17 marzo 2018

Giuseppina Sansone: insegno immagine e stile per stare bene con se stesse

Giuseppina Sansone è una di quelle donne che piacciono a Rotta su Torino, per aver saputo seguire la propria passione, a dispetto di tutto, e per averla trasformata in un lavoro creativo e soddisfacente. La seguo da tanto tempo nei social, non so neanche più come l'ho incrociata; a febbraio ha aperto il suo studio di consulenza d'immagine, Immagina(ti), adiacente a Nosy Be, negozio di moda femminile a San Donato, e ho deciso che era ora di conoscerla finalmente da vicino. Lei, ancora più bella che in fotografia, ha intatti la gentilezza e lo stile chic che le sue immagini e il suo blog promettono e rivela la complessità di un lavoro che non guarda solo al guardaroba delle clienti, ma anche alla psicologia.

Giuseppina Giuseppina Sansone

- Giuseppina, quando è iniziato l'interesse per la moda e per l'immagine?
È iniziato da bambina: mia madre era una sarta e confezionava i vestiti per me e per mia sorella, con il suo estro. Ci vestiva da gemelle, cosa che detestavo perché eravamo molto diverse, ma mi piaceva la sua creatività; con i tessuti che rimanevano ci faceva i vestiti per le Barbie. Non ho ereditato la manualità di mia madre, lei mi prende in giro perché non so attaccare neanche un bottone, ma sì ho preso il suo buongusto, che traduco in un lavoro di immagine, di styling. Ho tradotto un attitudine personale in un lavoro che amo e in cui non finisco mai di imparare e inventare progetti.

- Come definiresti il tuo lavoro?
Mi piace talmente tanto, che mi aiuta a dimenticare fatica e dolori. È la parte che più mi identifica, tanto è vero che non stacco mai, appartiene alla mia identità.

- Quando arriva una cliente da te, cosa succede?
Succede che conversiamo, in modo da capire cosa le serve davvero: un cambio di guardaroba? Un'immagine da ristudiare affinché si senta meglio con se stessa e si riconosca di più?

- Ma le clienti arrivano con le idee chiare?
Nì. Ci sono clienti che hanno le idee chiare, e sono la minoranza, e ci sono quelle che arrivano alla ricerca di un benessere interiore. Dietro l'immagine di ogni donna c'è soprattutto questo, la ricerca di se stessa. Io cerco di aiutarle a trovare questo benessere, mi rendo conto che alla fine del nostro lavoro sono sempre contente e felici ed è cosa che a me motiva tantissimo. Che poi loro, alla fine del percorso, riescano a mantenere le strategie che abbiamo individuato, è un altro discorso: lavorare alla propria immagine è cosa che richiede costanza, bisogna lasciare vecchie abitudini. Se hai vent'anni puoi uscire come vuoi e non c'è problema, se ne hai venti in più, devi fare più sforzi per apparire accettabile. Devi proprio fare delle cose che richiedono costanza: il piano pratico è la principale difficoltà, perché ci vogliono investimenti di tempo e di denaro che non tutte riescono ad affrontare.

- La tua consulenza in cosa consiste?
Aiuto a rivedere il guardaroba e a ricreare lo stile, che sia allineato alla quotidianità; deve essere uno stile pratico, utile, oltre che glamour e fashion; queste due ultime qualità che aiutano a stare bene, perché vedersi belle aiuta l'autostima e fa stare bene. E questo benessere ha ripercussioni sui rapporti interpersonali, nel lavoro: se ti senti bene con te stessa, fai meglio tutto il resto.

- Quando costruisci l'immagine di una donna, hai modelli di riferimento che ti aiutano o ti ispirano?
Sì, ci sono idee e strategie di partenza che effettivamente ritornano, come la costruzione di un guardaroba con elementi classici, che non devono mai mancare. Modelli femminili di riferimento ce ne sono chiaramente tanti, ma uno che torna tanto, anche su richiesta delle clienti, è Michelle Obama, una donna che passa la sua forza attraverso la femminilità, cosa che non è così scontata. A volte la femminilità passa attraverso la fragilità, ma con Michelle c'è la trasmissione di forza, che intriga molto le donne. Ha scardinato l'idea di immagine di potere legata all'iconografia maschile. Lei è anche una delle mie figure di riferimento nei corsi di personal style branding, all'Accademia del Lusso di Milano.

- E come si scardinano i gusti delle clienti non adatti ai loro corpi?
È un percorso lungo! Ed è una cosa più comune di quanto sembri: se arrivi intorno ai 40 anni, con credenze costruite nel corso degli anni, non adeguate al tuo corpo, è molto difficile convincerti a cambiare idea, lo sappiamo tutte, ma significa anche non avere una chiara percezione della propria fisicità ed è su quello che bisogna lavorare. È un lavoro empatico, di sensibilità, di psicologia, devi rispettare molto i tempi e le esigenze delle persone.

- È vero che a una certa età non devi più indossare certe cose o Brigitte Macron sta cambiando il modo di vedere le donne mature?
Nì, anche in questo caso. Non riesco a rispondere in modo netto, dipende sempre dalla personalità che hai costruito nel corso della tua vita. Brigitte ha una forte personalità, oltre ad aver lavorato probabilmente molto sul suo fisico e sulla sua mente, perché è tutto correlato. Pensa anche a Jane Fonda, non è detto che ti devi coprire. Dev'esserci coerenza tra la tua immagine e la tua personalità: se senti quella coerenza, perché no?

- Le torinesi che rapporto hanno con lo stile?
Le torinesi hanno gusto e sono eleganti, ma secondo me si mortificano, dovrebbero imparare a divertirsi di più. Sono troppo sobrie, magari più colore, più estro, più mix di stili.

- Sei nata in Basilicata, residente a Torino da anni, cosa porti del tuo Sud nel tuo lavoro?
Amo Torino, sono arrivata per studiare Scienze Politiche e non me ne sono più andata perché me ne sono innamorata. È stata una città difficile all'inizio, però adesso non mi immagino altrove; per un certo periodo ho avuto anche una certa difficoltà, non sapevo di dove fossi, un po' lucana e un po' torinese, poi ho capito che mi colloco dove sto bene. Qui sto bene perché riesco a fare le cose che voglio fare e che non potrei mai fare giù, dove la mia famiglia mi appoggia totalmente. Cosa porto della mia terra nel mio lavoro? Credo un certo modo più rilassato di vedere le persone e di approcciarmi a loro. Mia madre mi diceva sempre, da bambina, che tutte le persone vanno trattate allo stesso modo, siano un Papa o un operaio. Continuo ad applicare quell'insegnamento.

Immagina(ti) è in via Caserta 6. Giuseppina Sansone ha un blog, www.fashionandthecity.it, è su Facebook e su Instagram. Il 24 marzo 2018, alle ore 16, la trovate da De Wan, in piazza Castello 132, per il workshop Giocare con gli accessori: 1000 look con un abito (info su www.facebook.com)


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