lunedì 30 aprile 2018

Così il Pastificio Italiano è diventato l'AC Hotel Torino by Marriott

Non solo appartamenti privati in edifici storici, contemporanei o reinventati. Open House 2017 ha aperto gratuitamente al pubblico anche spazi come i grandi alberghi torinesi, realizzati in edifici ristrutturati, come l'NH Carlina o l'AC Hotel Torino by Marriott. Quest'ultimo, al Lingotto, si trova alle spalle di Eataly, nello stesso complesso che fu della Carpano: mentre la parte affacciata su via Nizza è stata ristrutturata per Eataly, nell'edificio che ancora prima fu del Pastificio Italiano, è stato progettato l'hotel. A realizzare entrambi i progetti, come a dare una sorta di continuità ideale, lo studio Negozio Blu Architetti.

AC Hotel Torino by Marriott AC Hotel Torino by Marriott
L'AC Hotel Torino by Marriott - Foto di Luca Sivieri

"La storia di quest'edificio è piuttosto interessante" spiega l'architetto Cristiana Catino, che adesso ha un proprio studio e che ho incontrato insieme a Gustavo Ambrosini di Negozio Blu, per continuare questo viaggio tra le architetture aperte da Open House nel 2017, in attesa della nuova edizione (9-10 giugno 2018). "È dell'inizio del Novecento ed è uno dei primi edifici realizzati in Piemonte con sistema a pilastri e travi di cemento armato detto a Porcheddu, dall'ingegnere che aveva per l'Italia il brevetto Hennebique ; le finestre della facciata avevano una bella scansione, anche se erano aperte solo quelle centrali, probabilmente perché, avendo l'edificio un uso industriale, non erano necessarie tutte quelle finestre. Ma, vedendo i disegni originari e avendo visto che erano state previste aperte, ci siamo sentiti autorizzati ad aprirle nel nostro progetto di recupero".

Non solo il bel ritmo delle finestre in facciata, anche gli interni presentavano spazi suggestivi: sale a tutta altezza, il disegno del reticolato delle travi sui soffitti. "Quando abbiamo iniziato a occuparcene non era ancora chiara la destinazione d'uso, la Carpano intendeva valorizzare le architetture che aveva lasciato, spostando la produzione, e stava cercando una soluzione adeguata. È un edificio unitario, un solo volume con una manica profonda, di diversa tipologia rispetto agli spazi andati poi a Eataly, costruiti nel tempo intorno a dei cortili. Uffici o alberghi erano le soluzioni più immaginabili, visto il disegno della manica".

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L'AC Hotel Torino by Marriott - Foto di Filippo Gallino

Si è poi scelto l'albergo, per il quale è stata necessaria una variante urbanistica, che ha cambiato la destinazione dell'area in terziario-ricettivo. "Eravamo alla fine degli anni 90, quando non c'era ancora la sensibilità odierna verso gli edifici industriali né quell'area aveva lo sviluppo di oggi. AC Hoteles, questo era il nome della catena, oggi inglobata in Marriott, è stato il primo investitore straniero ad aprire un albergo nell'area" spiega Ambrosini. Con l'arrivo della catena spagnola, Negozio Blu ha cambiato i committenti e ha lavorato di concerto con le esigenze di un grande gruppo internazionale, che deve dare identità propria e riconoscibile agli spazi in cui entra. "Avevamo già lavorato con gli alberghi, ma erano di proprietà privata, questa è stata la prima volta con un gruppo alberghiero ed è stato interessante: tutta la parte di decorazione interna è stata negoziata con gli architetti spagnoli, è più legata alle esigenze del marchio" racconta Catino.

Quali le richieste del gruppo alberghiero agli architetti? "Volevano almeno 100 camere, per rendere l'albergo redditizio. Abbiamo lavorato con lo Studio di ingegneria Chiarugi di Firenze, che seguiva lo sviluppo della catena in Italia; noi abbiamo sviluppato la parte di recupero dell'edificio seguendo i loro standard". Date le esigenze, il ritmo delle stanze non segue quello delle finestre perché ci sono diverse tipologie dalle singole alle suite.

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Piano terra (sin) e piano tipo (des) dell'AC Hotel Torino by Marriott 

La manica dell'edificio è piuttosto profonda, quindi le camere sono rettangolari e allungate verso il corridoio centrale. La camera tipo ha un ingresso e un'area di disimpegno del bagno, quindi un lavandino a vista e poi, in uno spazio apposito, il bagno vero e proprio, che nelle junior suites è dotato di vasca e di superficie maggiore; quindi, verso le finestre c'è la camera vera e propria. Agli angoli dell'edificio, ci sono le suites, articolate in più camere. Gli architetti fanno notare come l'impianto dell'AC Marriott sia stato una ventata di novità per gli alberghi di alta fascia di Torino e in Italia: "Eravamo nel 2004 e per gli italiani il bagno era ancora uno spazio chiuso, un lavandino a vista non era immaginabile, per noi è stato un modo per aprire la stanza. Adesso c'è più sperimentazione con vetri, docce, trasparenze".

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L'AC Hotel Torino by Marriott - Foto di Luca Sivieri


Una delle cose a cui Negozio Blu ha tenuto di più, e che AC Hoteles ha accettato, è stata la conservazione a vista del disegno delle travi, soprattutto nella hall. "Ci piaceva l'idea che lo spazio d'ingresso mantenesse le suggestioni di quando lo abbiamo visto noi: ampio, grande, affascinante. Quindi tutto, gli arredi, l'uso, persino gli impianti, è stato disegnato affinché fosse leggibile la doppia altezza del piano terra e anche il suo disegno. La cosa curiosa è che il primo progetto, preparato dallo studio fiorentino, prevedeva la hall al centro della manica, con una distribuzione simmetrica degli spazi, che non consentiva tanto una lettura d'insieme; poi sono venuti gli spagnoli, con l'architetto Juan Pérez, che si occupava di dare l'atmosfera agli alberghi del gruppo e che, avendo visto l'edificio, non era convinto dell'ingresso centrale. Così ha proposto una hall laterale, come è ancora oggi, che consentiva poi di leggere in modo unitario lo spazio del piano terra, come si vede anche adesso. Noi contentissimi perché così si preservava la lettura dello spazio originario" racconta Ambrosini.

Così adesso c'è l'ingresso da via Bisalta, con il bancone d'accoglienza e le parti amministrative e poi, scendendo alcuni gradini, si entra nella manica vera e propria, con la hall, arredata con divani e tavolini a disposizione della clientela, seguita dalla sala colazione e, quindi, da una grande sala eventi; sul lato lungo meridionale, tutti i servizi, anche a disposizione del ristorante, aperto anche al pubblico. Tra le suggestioni lasciate dal passato, la ciminiera e il disegno del giardino, che ha ripreso anche l'antica maglia regolare dell'edificio industriale.

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L'AC Hotel Torino by Marriott - Foto di Luca Sivieri

Open House ha aperto l'albergo e il giardino adiacente, costruito appositamente. Né gli architetti di Negozio Blu né Cristiana Catino hanno curato le visite guidate, gestite dall'hotel in altro modo, ma non ha partecipato, ma Gustavo Ambrosini è rimasto colpito dalla manifestazione. "Noi architetti siamo così tanti che potremmo mantenere in piedi da soli una manifestazione come Open House, ma scoprire che tanti non architetti si siano incuriositi mi è piaciuto molto: io ho molti amici che sono andati a vedere questi spazi e ascoltarli è stato interessante perché vedi le cose da altri punti di vista. Magari sono giudizi che ti spiazzano, però sono anche occasione di riflessione".


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