lunedì 9 aprile 2018

La casa tra gli alberi di Studioata reinventa il basso fabbricato di un cortile

Il tradizionale isolato torinese è costituito da edifici lungo il perimetro e bassi fabbricati all'interno, destinati a magazzini, officine, piccole fabbriche o attività artigianali. Negli ultimi anni, questi piccoli fabbricati sono stati riqualificati e una delle trasformazioni più originali e più belle è quella avvenuta a San Salvario, con La casa tra gli alberi.

La Casa tra gli Alberi di Studioata La Casa tra gli Alberi di Studioata
Il fabbricato com'era (sin) e La casa tra gli alberi (des)
Foto di Beppe Giardino

La cosa curiosa, che rende La casa tra gli alberi speciale è che Alberto Rosso e Giulia Giammarco, che vi abitano con il piccolo Pietro, sono anche gli architetti di Studioata che l'hanno progettata: sono stati clienti di se stessi, praticamente. E, a giudicare dalle parole di Alberto, si devono anche essere molto divertiti. "Lavoriamo spesso insieme anche in studio, lei è la mente creativa, io mi occupo degli aspetti tecnici. Il fatto di essere entrambi architetti ha generato idee continue, uno pensava di fare un lucernario e l'altro aggiungeva sì, facciamolo apribile e da cosa nasceva cosa. È stato bello come lavoro e siamo stati fortunati, abbiamo potuto sperimentare cose, che da una parte ci hanno arricchito per la percezione dei luoghi e degli spazi e dall'altra ci permettono di vivere bene, perché ci sono soluzioni che ci piacciono come gli spazi luminosi, le piante nei cortili".

La Casa tra gli Alberi di Studioata La Casa tra gli Alberi di Studioata
Foto di Beppe Giardino

L'edificio originario della loro casa tra gli alberi era un magazzino, aveva una forma a L, con il lato lungo parallelo a quello della manica d'ingresso al cortile dell'isolato; Alberto e Giulia hanno costruito un muro sul filo della proprietà, anch'esso parallelo all'ingresso, così da avere un proprio cortile interno. Su questo nuovo spazio, si affacciano la cucina, il soggiorno e le camere della loro casa. Hanno poi svuotato l'angolo della L, ricavando un delizioso piccolo patio, su cui si aprono la cucina e il soggiorno. "Anche se è uno spazio esterno lo abbiamo trattato come se fosse interno: le pareti bianche, lo stesso pavimento della casa, il piano orizzontale del soggiorno, lungo la parete, che continua anche nel patio. Quando tutto è aperto, c'è l'effetto di un'unica stanza" dice Alberto. Ad abbellire questo spazio, un acero giapponese, che sembra una scultura e con cui si segue il ritmo delle stagioni ("In autunno le foglie sono gialle e rosse, d'inverno rimane in evidenza il tronco, con le sue curve, e ha un qualcosa di scultoreo").

La Casa tra gli Alberi di Studioata La Casa tra gli Alberi di Studioata
Foto di Beppe Giardino

La cucina è raccolta in un grande bancone centrale, in cui si trovano lavandino, piano gas e tavolo da lavoro, nell'armadio a muro, le stoviglie e tutto il necessario per cucinare. Un tavolo da pranzo segna il passaggio al soggiorno, dove un divano a L guarda verso il patio e il camino a legna dalle forme contemporanee ("L'unico elemento opaco tra il living e il patio" lo definisce Alberto). Alle spalle c'è una libreria bianca, come le pareti, in cui gli elementi mobili, le porte e la finestra che si apre dallo studiolo sistemato al piano superiore, sono di legno di noce nazionale. "Hanno lo stesso rivestimento del bancone in cucina, abbiamo voluto il legno per segnalare la diversità delle funzioni e, allo stesso tempo, per scaldare l'ambiente, essendo tutto il resto più asettico".

La Casa tra gli Alberi di Studioata La Casa tra gli Alberi di Studioata

Una delle due porte si apre sulla scala con cui si arriva allo studiolo, accessibile anche dal balcone esterno; l'altra apre verso il corridoio in cui si affacciano le camere da letto e quelle di servizio: "Essendo una cellula interclusa, i muri perimetrali sono ciechi perché non si può guardare su altre proprietà, quindi, tutti gli ambienti della casa guardano sul cortile o sul patio. Verso il perimetro esterno abbiamo messo armadi a muro, un bagno, la lavanderia, i servizi, le camere da letto sono verso il cortile". In questa zona della casa ci sono diverse sorprese; il bagno principale è diviso in tre parti, intorno alla camera da letto: da un lato, verso il perimetro, con la luce naturale che cade dai lucernari, c'è il bagno vero e proprio, con uno spazio indipendente per una doccia davvero luminosissima; dall'altra parte, una vasca a livello pavimento, affacciata sul cortile e anch'essa con luce che arriva dall'alto. Alberto fa notare come i serramenti siano ridotti al minimo, in modo che ogni volta che le porte finestre vengono aperte quasi si crea un ambiente unico con l'esterno.

La Casa tra gli Alberi di Studioata La Casa tra gli Alberi di Studioata
Foto di Beppe Giardino

Nel cortile, gli architetti hanno creato un piccolo boschetto, utilizzando vari esemplari di parrotia persica: "Avendole in casa, e dovendole curare, si notano di più i dettagli e si sente molto di più il ritmo delle stagioni. Adesso le piante hanno le foglie ancora piccole, ma d'estate diventano più grandi e avendo più rami da un unico ceppo, l'effetto boschetto è notevole". Il cortile è grigio, il pavimento è di pietra blu di Liegi: "Quando il cielo è azzurro è grigia, quando il cielo è grigio, si nota di più la nuance bluastra; abbiamo scoperto che da Liegi la tagliano a Verona e da lì l'abbiamo presa, quasi a km 0". All'interno del cortile c'è una piastra, che è una sorpresa: Alberto schiaccia un bottone, la piastra si solleva e appare, anch'essa in salita, l'auto di famiglia, pronta per arrivare al piano. "È un bel sistema che permette di ospitare l'auto di chi viene a trovarci e, allo stesso tempo, quando sappiamo di non dover uscire, di far 'scomparire' l'auto e avere il cortile tutto per noi" commenta Alberto.

La Casa tra gli Alberi di Studioata La Casa tra gli Alberi di Studioata
Foto di Beppe Giardino (sin) e dal sito web di Studioata

La volumetria del patio 'svuotato' è stata recuperata nel cortile, inserendo un'ulteriore manica alla L iniziale, in cui sono stati ricavati un magazzino, e la scala per andare sul terrazzo e, da lì, sul tetto-giardino. Un tetto per ora coltivato a prato, con il progetto di trasformarlo prima o poi in una piccola serra in cui coltivare davvero prodotti da orto. "Adesso ci sono graminacee che abbiamo piantato e che sono ormai a crescita libera e autonoma. Il 90% dell'irrigazione di prato e cortili avviene con l'acqua piovana, raccolta in una cisterna. Il giardino, con 45 cm di terra più la soletta, è un buon isolatore termico per l'estate e, soprattutto, acustico". Il tetto è al centro del cortile dell'isolato e inevitabilmente dai balconi vicini tutti gli sguardi cadono lì: "Bisogna abituarsi, quando vengo a lavorare su lo sanno tutti gli inquilini, ma succedono anche cose belle. Quando abbiamo iniziato i lavori, rumorosi e polverosi, non ci hanno amati particolarmente, poi, quando hanno visto che stava nascendo uno spazio verde da un cortile asfaltato e da un tetto di bitume sono stati più contenti. Quando abbiamo messo gli alberi nel cortile un inquilino, affacciato sul balcone, ci ha proprio applaudito. Mentre un altro, da un edificio adiacente, ci ha chiesto se sul tetto potevamo mettere alcune piante, che non poteva più tenere in casa. Le abbiamo messe in modo che lui potesse vederle dal suo balcone, come ci aveva chiesto".

La Casa tra gli alberi è stata una delle architetture aperte da Open House Torino 2017 di maggiore successo nel quartiere: "Abbiamo aperto la casa tante volte, per l'Ordine degli Architetti, per i fornitori che dovevano fare foto, massimo avevamo una trentina di persone. Per Open House l'abbiamo aperta per due giorni, per otto ore, e sono passate 800 persone. Giulia e io guidavamo turni diversi di 25-30 persone, in modo da non inseguirci troppo e dare il tempo a chi era stato per ore in coda di guardare la casa con calma. Avevamo la coda che arrivava fino alla fine dell'isolato, mio padre usciva e portava l'acqua a chi aspettava sotto il sole. Bello e impegnativo: noi vorremmo riaprire casa nostra, ma stiamo pensando a una formula che permetta anche a noi di andare a vedere le altre case! Magari la apriremo un giorno, magari su appuntamento, non sappiamo ancora".

Quale che sia la formula che Alberto e Giulia sceglieranno per aprire La casa tra gli alberi, il consiglio è uno solo: visitatela, è una Torino di architetture nuove e creative, di sperimentazioni e convivenze che vale davvero la pena conoscere.


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