lunedì 23 aprile 2018

Promenade, un appartamento ispirato alla pista del Lingotto by SCEG Architetti

Promenade è uno degli appartamenti più originali e più singolari aperti da Open House 2017: è colorato come nessuno e tutta la sua decorazione esprime personalità ed energia. È l'appartamento dei suoi progettisti, Stefano Carera ed Eirini Giannakopuolou, che lavorano insieme nel loro studio, SCEG Architetti, e che vi abitano con il loro bambino. "È un po' il manifesto della nostra architettura; in genere, un progetto per un cliente ha molti limiti, stabiliti dai suoi gusti e dalle sue esigenze, giustamente. A casa nostra, questi limiti non c'erano e ci siamo divertiti, facendo cose che ci piacevano" spiega Eirini, nata ad Atene e arrivata a Torino dopo la laurea, un leggero accento straniero e molta passione per le origini e la storia, che rendono peculiare l'architettura di ogni città e di ogni territorio.

Promenade di SCEG Architetti, Torino Promenade di SCEG Architetti, Torino
Stefano Carera ed Eirini Giannakopoulou (sin) - la zona pranzo di Promenade

L'appartamento si trova in zona Lingotto e originariamente era costituito da "una camera, un bagno, non aveva soggiorno perché era di passaggio e ci stavano solo due poltrone, la piantina era molto irregolare. Erano 90 mq difficili; dopo averla vista siamo andati da Eataly a prenderci un caffè, per cercare di ridisegnare cosa avevamo visto ed eravamo un po' in difficoltà". La soluzione e le idee sono arrivate conoscendo il quartiere, "esplorando il territorio" dice Eirini "noi guardiamo sempre l'intorno, cosa guarda la casa, dov'è collocata, per noi molto importante". L'appartamento si trova in una delle case costruite dalla FIAT intorno al suo stabilimento: "Nella nostra ricerca abbiamo trovato anche cartoline d'epoca in cui si vedevano il Lingotto, le montagne, il fiume, casa nostra e questo ci ha spinto a indagare ancora di più questo legame".

Promenade di SCEG Architetti, Torino

Da questo lavoro preliminare, è arrivata l'idea di "un movimento circolare". La casa "aveva un movimento esterno perimetrale, anche nel ballatoio, che possiamo considerare la strada del palazzo; questo movimento perimetrale esterno, la strada e il ballatoio, ci ha fatto pensare al movimento interno. Il riferimento è stato il Lingotto, con questa pista, che ha rafforzato la nostra idea di fare una scelta planimetrica non molto usuale". Così inusuale che mette sul perimetro tutti gli ambienti della vita 'pubblica': la cucina, che non è definita da uno spazio chiuso, ma "è passante", come dice Eirini, il soggiorno e la sala da pranzo, sono tutti posti sull'esterno, a creare il movimento che ricorda la pista del Lingotto. All'interno, come protetti, ci sono gli spazi più intimi, i bagni e le due camere da letto.

Promenade di SCEG Architetti, Torino Promenade di SCEG Architetti, Torino

In questo disegno, i colori non sono casuali: "Sono stati progettati in base alla nostra idea, quindi gli spazi esterni sono come l'urbano che entra dentro, quindi superfici grigie, fredde, lisce, a ricordare la strada. Nelle camere c'è la personalizzazione degli spazi privati. Amiamo il colore, abbiamo cercato di inserirlo il più possibile, con due dinamiche diverse, più fredda all'esterno, più vivace e personale nelle stanze. Per noi è importante anche la sala da pranzo, abbiamo spesso ospiti e anche nel progetto ne abbiamo fatto il cuore dell'appartamento, come lo è nella nostra vita".

Promenade di SCEG Architetti, Torino Promenade di SCEG Architetti, Torino

Il progetto ha presentato qualche difficoltà tecnica, non immediatamente leggibile: "Durante la guerra l'edificio è stato bombardato e la ristrutturazione ha cambiato la statica, cosa che abbiamo scoperto solo dopo, lavorando all'appartamento. Non solo, tutti i tramezzi sono portanti, per cui non potevamo aprire da qualche parte senza chiudere da un'altra, in modo da riequilibrare le forze. È stato un lavoro faticoso, ma siamo riusciti nel nostro intento, cioè collegare i vani verso la strada e non più verso l'interno, com'era prima. Questa caratteristica dei tramezzi non ci ha permesso di realizzare tutte le modifiche che avevamo in mente, ma va bene così, io credo che quando hai un'idea chiara, riesci comunque a lavorarci e a rafforzarla attraverso elementi come l'arredo, la decorazione".

Promenade di SCEG Architetti, Torino Promenade di SCEG Architetti, Torino

Eirini racconta anche una bella idea di Torino, per spiegare la decorazione interna dell'appartamento: "Torino non è una città minimal, la vedo molto materica; vengo da Atene, che è una città neo-costruita, di cemento armato, di colori minimi tutti grigi. Torino invece, come città italiana, è molto interessante, ha tanti materiali come l'ottone, la pietra, i travertini, i rivestimenti, ha l'intonaco, ha un bell'uso dei materiali, che invecchiano bene. La trovo imponente, ha un uso dei materiali forte. Noi lavoriamo su materiali di qua, gli edifici sono molto decorati per poi trovare dentro degli spazi bianchi, crea un contrasto molto forte, non appartiene al nostro modo di vedere l'architettura".

Promenade di SCEG Architetti, Torino Promenade di SCEG Architetti, Torino

In Promenade tutto è colore e personalità: i mobili, le lampade, persino la cornice superiore delle pareti, è un segno forte di presenza e l'architetto racconta un dettaglio che sfugge alle foto: "La cornice è nata per portare le tende su una parete lunga circa 15 metri, con varie finestre di larghezza classica, tipo 1,20 metri. Per ogni finestra dovevamo trovare un binario, allora come fare per unificare questo prospetto, all'interno? abbiamo deciso di farlo attraverso il binario unico, che diventa poi un segno anche verso l'esterno: dove non ci sono le finestre è rivolto verso il soffitto e porta una linea di luce, che è interessante anche da fuori. Se guardi dall'esterno questo piano si vede unito da un segno che crea di nuovo un legame interno-esterno".

Promenade di SCEG Architetti, Torino Promenade di SCEG Architetti, Torino

Open House è stata un'esperienza "inaspettata, sia per la qualità delle persone che sono venute sia per il successo. Ti vedi passare 200 persone in casa tua, le code di chi aspetta, è strano. Noi facevamo visite guidate ogni 15 minuti, però mi è piaciuto il fatto che non siano venuti solo architetti e che ci siano state tante persone curiose. È stata una testimonianza del fatto che la città si deve aprire, deve conoscere l'architettura, per noi è stato utile: se tu proponi una cosa come casa nostra un cliente rimane perplesso, ma se la vede la apprezza e questo vuole dire che manca un collegamento tra le due cose, c'è una mancanza di riferimenti vissuti. Quando una città dà la possibilità di vedere cose diverse e ci sono bei commenti, significa che c'è disponibilità e manca solo la conoscenza. Il commento più divertente? Uno dei più ricorrenti era se la planimetria era tipica greca, fate le case così in Grecia?".

SCEG Architetti ha un sito web, da cui sono tratte le immagini pubblicate nell'articolo e in cui potete vedere gli altri suoi progetti su www.sceg.it.


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