giovedì 3 maggio 2018

Fo.To: una grande kermesse riflette sulla fotografia ai tempi dei selfie

Forse la migliore sintesi di cosa sia Fo.To – Fotografi a Torino, l'ha fornita il suo ideatore, Andrea Busto, direttore del Museo Ettore Fico: "Nell'era dei selfie, dove sta andando la fotografie e cosa rimarrà di lei? Fo.To riflette su questo con una proposta collettiva di mostre, incontri, workshop aperta a tutti, per indagare e interrogarsi. Se avete idee e proposte, se siete curiosi e sognate, scriveteci: siamo interessati a tutte le riflessioni perché questa è una kermesse, non un Festival, che suona elitario, una kermesse inclusiva e partecipativa". Non saprei davvero sintetizzare meglio la poetica di Fo.To – Fotografi a Torino, che per tre mesi animerà ben 81 spazi torinesi, tra Musei pubblici e privati, gallerie d'arte, fondazioni, associazioni, istituti d'arte e di design. Sono 81 centri sparsi in tutto il territorio cittadino, con una certa prevalenza del centro e di nuovi quartieri, artisticamente effervescenti come Barriera di Milano.

Fo.To - Fotografia a Torino Fo.To - Fotografia a Torino
Foto di Enrico Martino (sin) e di Alessandro Lercara

Cosa succederà in questi spazi? A partire dal 3 e 4 maggio (oggi e domani), e fino al 29 luglio 2018, tutte ospiteranno mostre legate alla fotografia, siano personali o tematiche, e organizzeranno eventi speciali di approfondimento. È una kermesse "dai toni fortemente internazionali, potendo contare su numerose presenze straniere, per lo più dall’Europa (Albania, Cecoslovacchia, Croazia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna), ma anche dal Medio Oriente (Afghanistan, Palestina) e dagli Stati Uniti. Nomi dell'avanguardia internazionale si affiancano a importanti fotografi italiani del Novecento ad artisti più giovani, fino a personalità che usano la fotografia con particolari tecniche di montaggio o che esplorano la commistione fra il linguaggio fotografico, cinema, performance e installazione" sottolinea il comunicato stampa.

Per facilitare la lettura della manifestazione e il suo controllo da parte del pubblico, che si trova tante mostre e iniziative da rimanerne disorientato ("Oddio qui mi perdo di sicuro qualcosa!"), le mostre sono state divise in dieci percorsi tematici, che aiutano a districarsi, anche secondo i propri interessi. Architettura e Paesaggio mette al centro degli obiettivi quello che ci circonda; Astrazione valorizza uno dei generi che meglio liberano creatività ed espressività; Fotografia storica immortala i patrimoni che abbiamo ereditato; Grandi Maestri è dedicata ai nomi più noti al grande pubblico; Identità e Territorio celebra i temi della cultura, della migrazione, delle città; Mixed Media guarda anche a video e installazioni; Moda e Costume sottolinea il rapporto tra moda, foto e vita; Reportage invita a scoprire il vissuto; Still life scopre la raffigurazione di oggetti inanimati attraverso tecniche specifiche; Universo femminile pone l'attenzione sulle donne e i loro mondi. La divisione è davvero comoda e permette di individuare le mostre in base ai propri interessi, per esempio, ho appena scoperto che ai Bagni Pubblici di via Agliè c'è una mostra che racconta la magia invernale delle Dimore Sabaude, tra foschia e luce lattiginosa, con foto di Fabio Dipinto e Roberto Vietti (fino al 24 maggio 2018). Spulciate nel sito web, www.fotografi-a-torino.it, e troverete tantissime mostre da non perdere, tra gallerie d'arte, musei e istituzioni varie.

Una manifestazione che coinvolge così tante realtà diverse, non poteva rimanere indifferente a uno dei grandi eventi torinesi e italiani di questo periodo: Fo.To si gemella con il Salone Internazionale del Libro e il 12 maggio, in occasione della Notte Bianca del Libro aggiunge la sua Notte Bianca della Fotografia, con le sue sedi espositive aperte al pubblico dalle ore 19 alle 24.

Mi piace anche come Andrea Busto ha concluso la conferenza stampa, ricordando che Torino è una città di sperimentazioni, che inventa e propone, sempre all'avanguardia in tanti campi del sapere: "Mi piacerebbe che continuasse a esserlo anche nella fotografia. Per questo Fo.To parte dal basso ed è inclusivo, per questo non è una manifestazione finita, ma è un work in progress, aperto alle proposte di chi ama la fotografia". Tutto questo nell'era dei selfie, per scoprire, capire e confrontarsi. Se ne tornerà a parlare su Rotta su Torino. Molto presto!


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