martedì 8 maggio 2018

Quando in via Roma c'erano le grandi insegne luminose

È stato vedere queste vecchie cartoline, risalenti a diversi decenni tra loro, e riportare alla memoria i ricordi a volte confusi di quando ero bambina, prendere il tram era una festa e andare in centro significava mettersi il vestito bello (quanto tempo per dimenticare quell'abitudine e non pensare "ma vai in centro vestita così?" solo perché usavo jeans e scarpe senza tacco). Sono cartoline che parlano di una via Roma notturna, con le grandi insegne luminose e colorate, che pubblicizzavano negozi, cinema e marchi.

Insegne in via Roma Insegne in via Roma

Mi ricordo via Roma con le auto in doppia fila, la grande insegna bianca de La Stampa, qualche altra insegna con le luci intermittenti o con i giochi di colori, per attirare l'attenzione. Era un'altra Italia, quella della fine degli anni '70, che usciva da una crisi di cui non ho memoria, che guardava con ottimismo al futuro dei figli, che insegnava ai più giovani che attraverso lo studio e la cultura poteva aspirare a ruoli più prestigiosi e stipendi importanti. Si andava al mare sulla Torino-Savona, ancora a doppia corsia alternata, si comprava l'automobile a rate, si parlavano tutti gli accenti d'Italia, che iniziavano a trovare un modo di comprendersi. E in tutto questo c'era il centro sfavillante, in cui Palazzo Reale era giallo, Palazzo Madama un'isola circumnavigata dal traffico e via Roma la vetrina del prestigio made in Piemonte. C'erano La Stampa e la Fiat, Galtrucco e Marus.

Insegne in via Roma Insegne in via Roma

C'erano queste grandi insegne di pubblicità ante litteram, che il tempo ha piano piano ridimensionato, fino quasi a cancellarle. Il traffico non c'è più da un pezzo e la via pedonale stenta a decollare nell'immaginario collettivo, nonostante sia decisamente più attraente (ci abitueremo mai a camminare in mezzo alla carreggiata?). Via Roma, del resto, oggi viene considerata la strada di Inditex, con tutti i grandi marchi di Amancio Ortega, da Zara a Stradivarius e, considerando la presenza di Mango e Desigual, sembra più made in Spain che made in Italy. Anche questo segno di una città che cambia e che non è mai uguale a se stessa.


2 commenti:

  1. bellissimi ricordi, io negli anni 70. quando si poteva andavo con mia mamma in via Roma dove anche mio padre aveva lavorato da Zurletti oreficeria,era uno spettacolo sia di giorno che alla sera con tutte quelle insegne che luccicavano

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    1. Bello che le cartoline e foto d'epoca risveglino così tanti bei ricordi!

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